Imprenditori del nord usavano la 'ndrangheta per riscuotere i crediti

Otto arresti in Lombardia per estorsione aggravata dal metodo mafioso

Sono state arrestate all'alba, a Milano, otto persone legate al clan di 'ndrangheta dei Mancuso. Fermati grazie a ordinanze di custodia cautelare emesse su richieste della Direzione distrettuale antimafia di Milano, gli uomini sono accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

Oltre agli arresti, i carabinieri hanno eseguito una serie di perquisizioni nell'ambito dell'indagine "Grillo parlante 2", che punta a far luce sulla "infiltrazione mafiosa nel tessuto economico-imprenditoriale locale" lombardo.

Effettuato anche un sequestro preventivo nei confronti di un calabrese sotto sorveglianza speciale, che gestiva diversi beni immobiliari. Sigillate tre villette, dieci appartamenti, tredici terreni agricoli e due capponi industriali.

L'attività degli investigatori si è conclusa a ottobre 2012, con l'arresto di 23 persone legate alla criminalità organizzata calabrese, vicini al clan Mancuso e attivi su Milano e provincia. Ad altre tre persone sono state notificate oggi ordinanze di custodia in carcere, due sono finite ai domiciliari e per tre è stato disposto l'obbligo di firma.

Riscossione crediti

Gli imprenditori lombardi, questo è quello che emerge dalle indagini, si rivolgevano spontaneamente alla 'ndrangheta per riscuotere i crediti nei confronti dei debitori. Un sistema che ritenevano più rapido del chiedere l'aiuto dello Stato.

In particolare, le indagini hanno fatto fatto emergere cinque episodi di estorsione, in cui gli imprenditori edili avrebbero chiesto aiuto agli 'ndranghetisti per riscuotere somme dai 3mila ai 12mila euro, ottenendo in cambio la metà della cifra dovuta.

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