"Siamo a rischio tsunami": la paura corre in Puglia

A Santa Maria di Leuca sono state fatte rientrate le barche nel porto in quanto la scossa avrebbe creato un effetto domino nel mare

Uno tsunami nel Salento, la provincia di Lecce, è quello che si teme dopo il forte terremoto registrato oggi nel Mar Egeo.

Secondo quanto si legge sul quotidiano locale on line "LecceSette", infatti, la scossa avrebbe creato un effetto domino nel mare e si teme un'onda anomala sulle coste salentine, all'estremo sud dell'Italia. Per questo motivo, sempre secondo quanto si legge nel quotidiano leccese, a Santa Maria di Leuca (la frazione di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce) la capitaneria di porto avrebbe chiesto il rientro delle barche ormeggiate nel porto per maggiore sicurezza.

Certo, in caso di tsunami quella delle barche sarebbe l'ultima delle preoccupazioni, ma evidentemente non è prevista un'onda anomala di grande portata tale da mettere in allarme gli abitanti.

Intanto tra la Turchia e la Grecia si contano i danni della scossa di magnitudo 7.0 che alle 13 circa (ore italiane) ha fatto tremare la terra nel Mar Egeo. L'epicentro è stato localizzato a quattordici chilometri da Karlovasi (ex comune autonomo della Grecia accorpato poi al Comune di Samo), con ipocentro a dieci chilometri di profondità. Un secondo terremoto di magnitudo 5.1 si è poi verificata nel tardo pomeriggio (probabilmente una scossa di assestamento).

A pagarne le conseguenze sono per ora sia la Grecia che la Turchia, in particolare la città di Izmir (l'antica Smirne). Ricordiamo che una ventina sono gli edifici che sono crollati nella terza metropoli turca dopo Istanbul e Ankara. Sono salite a quattordici le vittime mentre il numero dei feriti è di quattrocentodiciannove e si scava ancora per cercare i dispersi, secondo quanto riferisce l'Afad, cioè la presidenza per la gestione di disastri ed emergenze.

Il terremoto non ha risparmiato neanche l'isola greca di Samos dove, stando ai giornali locali, sono morti due adolescenti e vengono segnalati gravi danni ad una chiesa, in vari edifici e alla rete stradale a causa di quelli che vengono descritti come un "mini-tsunami".

Due terre, come la Grecia e la Turchia, che troppo spesso sul fronte diplomatico hanno vissuto forti tensioni (ultimamente vi soffiavano venti di guerra a causa di alcune esplorazioni nel Mediterraneo orientale), si ritrovano oggi unite nel fronteggiare una catastrofe. Di fronte alle vittime e ai danni, i due Paesi si sono promessi aiuto reciproco seguiti dall'Ue che si è detta pronta a dare sostegno.

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