"Niente patente perché sei gay": ora lo Stato gli deve dare 100mila euro

La Corte d'Appello di Palermo stabilisce un maxi risarcimento nei confronti di un uomo a cui nel 2001 venne sospesa la patente perché si era dichiarato omosessuale

"Niente patente perché sei gay": ora lo Stato gli deve dare 100mila euro

Centomila euro: a tanto ammonta il risarcimento che lo Stato dovrà versare a Danilo Giuffrida, il 35enne siciliano che all'inizio degli anni Duemila si era visto sospendere la patente di guida perché omosessuale.

A stabilirlo, a conclusione di un lungo e complesso iter processuale, la Corte d'Appello civile di Palermo che ribalta così il verdetto dei magistrati di Catania che ben sette anni fa avevano ridotto il risarcimento stabilito in primo grado, da 100mila a 20mila euro.

Tale sentenza era stata annullata con rinvio dalla Cassazione, che aveva stigmatizzato la "gravità del comportamento" dei ministeri di Difesa e Trasporti: a Giuffrida infatti era stata sospesa la concessione della patente dopo che lui aveva dichiarato la propria omosessualità nel corso della visita di leva, che all'epoca era ancora obbligatoria.

"L'identità sessuale è da ascrivere - secondo i giudici - al diritto costituzionale involabile della persona" e nei confronti del 35enne sarebbe stato pertanto messo in atto "un vero e proprio e intollerabilmente reiterato comportamento di omofobia". Ora la Corte d'Appello del capoluogo siciliano ha condannato i due dicasteri a pagare, oltre al risarcimento nei confronti di Giuffrida, anche il costo delle spese processuali.

Il 35enne siciliano, in una nota congiunta con il proprio avvocato, esulta parlando di una vittoria per "tutti coloro che ogni giorno sono costretti a sopportare condotte

intollerabili che offendono la dignità della persona e dell'individuo, i quali non devono subire discriminazioni in base alle proprie scelte sessuali, specie se tali comportamenti provengono dalle istituzioni pubbliche".

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