"Gli arrestati stanno bene", "Propaganda": l'ira contro la giornalista russa

Il senatore Cerno si infuria dopo le parole della giornalista russa Vera Shcherbakova: "Non può sapere come stanno i russi arrestati, non ci facciamo prendere in giro da questa faciloneria"

"Gli arrestati stanno bene", "Propaganda": l'ira contro la giornalista russa

La questione degli arresti dei manifestanti in Russia ha scatenato un acceso dibattito nell'ultima puntata di Non è l'arena, programma in onda la domenica su La7, che si è occupata di fare un'ampia analisi sul conflitto che sta colpendo l'Ucraina. In studio diversi ospiti, tra cui Vera Shcherbakova: la giornalista russa è stata accusata da alcuni di portare avanti una propaganda totalmente a favore del Cremlino. Nello specifico sono state messe in discussione le rassicurazioni sulle persone arrestate per essere scese in piazza contro l'azione militare contro Kiev.

Il senatore Tommaso Cerno ha puntato il dito e ha denunciato un atteggiamento spocchioso nel dire con sicurezza se quei ragazzi in questo momento sono ancora in vita e stanno bene: "Lei non lo sa, e se lo sta dicendo è perché hanno detto di dirglielo. Lei non può saperlo perché queste immagini non le aveva viste. Non ci facciamo prendere in giro da questa faciloneria".

Cerno ha poi messo in evidenza quella che reputa una differenza nettissima culturale tra il modo di dire le cose anche sapendo di poter sbagliare e quello di dirle dopo aver ricevuto indicazioni dai piani alti. A quel punto il senatore ha chiesto alla giornalista Vera Shcherbakova di rendere noto se i ragazzi sono liberi, il loro nome, la loro attuale collocazione e in quale condizione di salute si trovano: "Ce lo dica con certezza e noi le battiamo le mani".

Il senatore Cerno ha accusato la giornalista russa di aver portato avanti ciò che comunemente viene definita propaganda. Il che, a suo giudizio, può essere considerato proprio come una violenza poiché la violenza fisica è paragonabile alla violenza culturale e alla violenza della bugia. "E questo non è tollerabile con una guerra", ha aggiunto.

Ma Vera Shcherbakova non ha fatto un solo passo indietro e ha invitato Cerno a mostrare delle prove sul fatto che possa essere "successo qualcosa" al ragazzo mostrato nel filmato. Cerno ha però dato nuovamente la palla tra le mani della giornalista, ribadendo di avere forti dubbi sulla narrazione portata avanti a difesa della Russia: "Lei ha detto che è sano e salvo. Il mio dubbio è la democrazia, mentre la sua sicumera è la propaganda". Perciò il senatore ha chiesto ancora una volta di dimostrare che il ragazzo non si trova in prigione: "Lei ci porti le prove e le chiederò scusa. Nome, cognome e dove si trova".

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