Cronache

"Non ha colto il rifiuto". E il giudice assolve il presunto stupratore

La vittima ha raccontato che l'imputato l'aveva fatta ubriacare e poi ne aveva abusato. La sentenza: "La ragazza faceva di tutto per stare tranquilla, possibile che lui non abbia capito"

"Non ha colto il rifiuto". E il giudice assolve il presunto stupratore

"Non ha colto la reazione contraria" della vittima. Sarebbe questa una delle motivazioni con cui il giudice del Tribunale di Ravenna Corrado Schiaretti, lo scorso 7 aprile, ha deciso di assolvere l'imputato nel processo per stupro e lesioni aggravate nei confronti di una giovane studentessa. Stando a quanto riporta Il Resto del Carlino, secondo il Gup l'atteggiamento della ragazza "che faceva di tutto per sembrare tranquilla" sarebbe stato tale da non consentire al presunto stupratore di cogliere il mancato consenso al rapporto sessuale della partner. In buona sostanza, si è trattato di un frainteso.

I fatti

L'episodio risale al 13 novembre del 2018. Il giovane, un 29enne di Castel Bolognese, nel Ravennate, lavorava per una agenzia che si occupa di reclutare ragazze immagine per i locali. La studentessa, risarcita e dunque non costituitasi parte civile nel processo con rito abbreviato, in udienza aveva detto di perdonarlo. Davanti agli inquirenti, però, era stata puntuale nell'elencare i dettagli delle insistenti e sgradite avances sessuali del giovane. Così come ha raccontato che lui, a suo dire, l'aveva fatta ubriacare per poi approfittarsene. Il giovane, difeso dagli avvocati Albert Pepe e Samuele De Luca, pur ammettendo di aver tentato un approccio sessuale, ha negato di aver mai abusato della ragazza.

La sentenza

Tra i due la serata era cominciata con una "adesione al rapporto intimo del bacio". Per questo motivo, secondo il Gup del Tribunale di Ravenna, sarebbe stato difficile capire se l'atteggiamento di lei era poi mutato in "vaga ritrosia o diniego esplicito" e dunque se il ragazzo "avesse colto la reazione contraria" della giovane. Ma soprattutto l'insistenza "forse anche colposamente eccessiva" di lui "forse anche colposamente eccessiva". Pertanto, dopo avere analizzato referti e testimonianze, il giudice è giunto alla conclusione che, quella sera di novembre, la ragazza "era in difficoltà emotiva, non etilica: è possibile che fosse confusa" per via di "una situazione inattesa con pochi mezzi per fronteggiarla, come spesso accade in età molto giovane". Ed è quindi probabile che il 29enne non abbia colto "come effettiva barriera a un rapporto sessuale consenziente" il rifiuto della studentessa.

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