Dopo figuracce e bugie, Scanzi viene pure promosso

Il video in cui diceva che il coronavirus era solo un'influenza? Andrea Scanzi non lo rifarebbe e ammette di aver fatto altri scivoloni di comunicazione. Ma ora viene promosso

Dopo figuracce e bugie, Scanzi viene pure promosso

Andrea Scanzi è pronto a sbarcare su Discovery+ con un programma nuovo di zecca. Nonostante gli scivoloni di comunicazione, ammessi dallo stesso giornalista, nel corso dell'ultimo anno e mezzo, Scanzi è stato premiato dalla rete in cui lavora ormai da anni, che ha deciso di affidargli un nuovo programma dedicato alla storia e allo sport. Sono ormai lontani i giorni di febbraio 2020, quando il giornalista minimizzò il coronavirus, considerato poco più di una semplice influenza, ma anche quelli di marzo 2021, quando annunciò in diretta Facebook di aver ricevuto il vaccino, scatenando feroci polemiche anche sul suo metodo comunicativo. Ora che le acque si sono calmate e che tutto sembra essere passato, il giornalista si prepara a spiegare al pubblico perché la vittoria dei Mondiali 1982 non fu soltanto calcio ma qualcosa di più.

Facendo un ampio volo pindarico, Andrea Scanzi spiegherà al pubblico che vorrà seguirlo che Maradona "nel 1986 ha sconfitto l’Inghilterra vendicando la tragedia per gli argentini della guerra delle Falkland". Così ha spiegato il suo nuovo programma a TvBlog, approfondendo la sua idea di conduzione non senza qualche svirgolata narcisistica, che non nasconde, spiegando perché non vorrebbe mai condurre un suo programma politico: "Io nei migliori programmi di politica ci sono già, come ospite, nei migliori contesti televisivi che esistono ad oggi". Il riferimento è a Otto e mezzo e a Cartabianca, in onda rispettivamente su La7 e Rai3. Programmi dai quali qualcuno dice che è stato sospeso dopo il caos sul vaccino, mentre lui preferisce dire che c'è stato "un breve periodo di pausa". Un allontanamento concordato con le conduttrici per "far calmare le acque dopo quella cazzata sul nulla".

In realtà non può definirsi una "cazzata sul nulla", perché sono state tante le inchieste giornalistiche per andare a fondo sulle dichiarazioni di Andrea Scanzi, in parte smentite dai responsabili della Asl di Arezzo. Lo stesso medico di base del giornalista si era tirato indietro sulla faccenda: "Ha detto di avere i genitori fragili, affetti da patologie importanti. Sono il medico solo di Scanzi, i genitori non li conosco". Facile ora, a distanza di mesi da quelle dirette Facebook dire che "mi è arrivata una tale quantità di merda che non sono riuscito a gestirla. Mettiti nei panni di uno che si vaccina in piena regola, lo dice e due giorni dopo gli danno del furbetto, dello stronzo, del ladro, del criminale. Per due giorni non ho capito un cazzo".

Nel corso dell'intervista rilasciata a Massimo Galanto, quindi, Andrea Scanzi è tornato su uno dei suoi video più discussi sul coronavirus, che oggi definisce come "la cosa che più non rifarei nella mia vita lavorativa". Vorrebbe cancellare quei minuti in cui appare come un negazionista: "Ero convinto che il covid fosse una esagerazione, in quei giorni lo dicevano anche la Gismondo e Burioni da Fazio, mi fidavo di questa gente, mi inerpicai in territori che non conoscevo e ho fatto un cazzata. Poi ho chiesto scusa". E ancora, ammette che la frase "mi dovrebbero ringraziare gli italiani", detta nel video in cui ha annunciato il vaccino, gli "è uscita male". Abbastanza male, in effetti.

Ma quel video non lo rinnega: "Nel contenuto e nel gesto rifarei tutto, era tutto in regola. Per questo farò un centinaio di querele". E ancora, a TvBlog amette che, in relazione al video del vaccino, "a livello di comunicazione molte dirette non le dovevo fare. L’errore è stato quello. Due-tre dirette a cazzo non dovevo farle. E non dovevo fidarmi di alcune persone che pensavo fossero a me vicine".

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