Dall'adesivo al libretto auto: così i ladri ci entrano in casa

Il caso accaduto a Milano dei 7 georgiani arrestati per furto, ci dà la possibilità di approfondire il discorso sul mondo dei colpi in casa. Ecco i più comuni

Dall'adesivo al libretto auto: così i ladri ci entrano in casa

La mala non dorme mai. Ed è per questo che la maggior parte dei furti in appartamento avvengono di notte. Proprio ieri a Milano è stata scoperta e arrestata una banda di ladri specializzata in furti in appartamento. Il gruppo, denominato dagli inquirenti come la banda dei georgiani, era solito fissare il proprio obiettivo tramite la cosiddetta tecnica dell’adesivo. Questo è il primo di 3 articoli in cui si cercherà di fare chiarezza sulle modalità con cui i criminali raggiungono l’obiettivo di svaligiare le nostre case.

Partiamo proprio dalla tecnica dell’adesivo. Consiste nel posizionare una piccola striscia adesiva sul campanello dell’abitazione prescelta e verificare se la stessa venga rimossa o meno in breve tempo dal proprietario. Quando ciò non avviene, i topi di appartamento, convinti che il proprietario sia assente da casa, si sentono liberi di agire indisturbati. La banda dei georgiani utilizzava delle fascette di plastica trasparente, infilate nella fessura della porta dell’abitazione presa di mira, per sapere se in casa si trovassero o meno i proprietari (altre volte sono stati utilizzati frammenti di bottiglia o filtri di sigarette). Una volta avuto il via libera, la banda entrava in azione.

In Italia i furti in appartamento sono piuttosto frequenti. In media, ne avviene uno ogni 3 minuti. La paura di subire un furto in casa riguarda il 60% degli italiani perché avere la casa svaligiata è fra le esperienze più traumatiche che si possano vivere. L’orario più a rischio è fra le 18 e le 21, seguito dalla fascia tra le 21 e mezzogiorno e da quella tra le 15 e le 18 del pomeriggio.

Ma non mancano "eventi" diversi, a volte al limite dell’eccezionale. Poco tempo fa è accaduto che dei ladri hanno aperto la macchina delle vittime designate mentre erano in spiaggia (quindi praticamente certi che stessero lì tutto il giorno). Hanno preso le chiavi di casa che avevano lasciato in auto e fatto la foto all’indirizzo sul libretto. Conclusione? Hanno svuotato il loro appartamento di residenza senza problemi. E non hanno dovuto nemmeno forzare la porta d’ingresso.

Le tecniche più usate

Ma torniamo alla tecnica dell’adesivo. Molto simile a questa è il trucco dei fili invisibili di colla. Vengono applicati davanti alla porta d’ingresso per verificare se i proprietari rientrano o meno in casa. I malviventi fissano sulle porte sottili fili di colla, poi tornano sul posto e se li trovano intatti sono certi che l’appartamento è disabitato. La tecnica si riconosce da piccole gocce di colla che restano ai bordi della porta, oltre ai relativi filamenti. Anche la tecnica della lastra di plastica èmolto usata. E non lascia segni di scasso. In questo caso i topi d’appartamento usano una lastra flessibile: lasciandola passare nella fessura tra porta e stipite, il ladro punta alla scocca della serratura. Pochi movimenti, precisi e mirati, per far leva sulla lastra e far rientrare la scocca: così la porta si apre facilmente (solo se il proprietario di casa ha dimenticato di chiuderla a chiave).

Spesso i ladri svaligiano gli appartamenti nella notte con i proprietari che dormono all’interno, praticando un piccolo buco nel legno della porta o della finestra all’altezza della maniglia. Poi inseriscono uno strumento con cui riescono a muovere la serratura facendola ruotare per attivare il meccanismo di apertura. In questo modo entrano in casa senza far rumore.

C’è poi la vecchia tecnica che utilizza diversi segni come codici. I ladri sorvegliano le entrate dei palazzi per scegliere quali case visitare quando il proprietario non c’è. Studiano orari e abitudini dei residenti e segnano sul campanello gli appartamenti da svaligiare. Attenzione: potrebbero comparire simboli strani non solo sulla porta, ma anche sul cancello d’ingresso o nelle vicinanze della nostra abitazione (ad esempio vicino al cancello). È meglio cancellarli subito. Sventando un possibile crimine.

Il modus operandi

Proprio su questo punto abbiamo sentito Marco Dugato ricercatore di Transcrime, il centro di ricerca interuniversitario sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. "Non è facile fare una classifica delle modalità di intrusione in casa", spiega a ilGiornale.it. "La tecnica dell’adesivo è molto utilizzata. Ed è solo uno dei modi di entrare in casa osservando i comportamenti delle vittime. Quelli che ha citato lei sono tutti buoni esempi. A questi potremmo aggiungere il famoso modo di controllare lo zerbino o se la casella della posta è piena".

Infine, è necessario rilevare che esistono molti tipi di bande. L’ultimo caso è quello della banda dei georgiani a Milano. "Il modus operandi varia molto in base ai gruppi criminali. Ci sono bande organizzate, come quella che le ho menzionato, e alcune meno organizzate. Le prime sono gruppi che pianificano i colpi. Fanno dei sopralluoghi.

Poi c’è una componente di ladri più amatoriali che sfruttano il momento come un ponteggio lasciato montato, o una finestra aperta. Oltre la pianificazione, c’è poi la parte più tecnica che spiega come entrare in casa. Ma di questo abbiamo già parlato".

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