L'hotspot di Lampedusa ora rischia di esplodere

Il centro di accoglienza di Lampedusa passa in poche ore dall'ospitare 2 migranti ad accoglierne 224, mentre si susseguono gli sbarchi e gli approdi anche autonomi

L'hotspot di Lampedusa ora rischia di esplodere

Il fine settimana di passione per Lampedusa non termina con la scoperta di un approdo avvenuto anche nell’isolotto di Lampione. Il centro d’accoglienza di contrada Imbriancola, in meno di 24 ore, passa dall’ospitare due persone a ben 224.

Dopo i più di cento migranti arrivati sabato, la domenica lampedusana si apre con l’approdo di altre 13 persone intercettate a bordo di una piccola imbarcazione di legno nei pressi della spiaggia della Tabaccara.

Si tratta di un ennesimo sbarco autonomo, uno dei tanti che si registrano da sempre lungo gli arenili dell’isola più grande delle Pelagie, ma il fenomeno in queste ore rischia di assumere connotazioni di vera e propria emergenza. Soltanto sabato notte ben 78 migranti vengono notati e scortati fin dentro il porto da una motovedetta della Guardia di Finanza, successivamente è la volta di 21 persone giunte senza grossi ostacoli non lontane dalla spiaggia dell’isola dei Conigli.

Un ritmo di sbarchi quindi che in questi ultimi due giorni sembra aumentare, con un notevole lavoro svolto nelle ultime 48 ore da parte degli uomini delle forze dell’ordine presenti sull’isola.

La situazione che più preoccupa riguarda il centro d’accoglienza: come detto, l’hotspot in poco tempo passa dall’essere quasi vuoto ad avere migranti per un numero che è più del doppio rispetto alla sua capienza. Il centro di contrada Imbriacola può infatti al massimo ospitare 95 migranti, attualmente ne ha 224.

Questo perché, oltre ai migranti giunti a Lampedusa in maniera autonoma, sono ospitati all’interno dell’hotspot anche quelli approdati dalla Ocean Viking, la nave dell’Ong francese Sos Mediterranée che ottiene dal governo italiano sabato mattina il via libera all’ingresso in acque italiane.

Una circostanza questa che provoca l’irritazione del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, il quale parla di un governo che compie gravi errori di valutazione nell’indicare lo scalo isolano per l’approdo della Ocean Viking.

Nelle parole del primo cittadino emerge in primo luogo la preoccupazione per le possibili condizioni di sicurezza del locale hotspot, con gli operatori che devono adesso far fronte ad un vero e proprio rischio collasso nella gestione della struttura. Intanto, come si legge nell’agenzia Agi, il Viminale avrebbe già predisposto un piano di evacuazione destinato a partire entro le prossime 48 ore per almeno un centinaio di migranti.

Ma il timore per i lampedusani, come già scritto in precedenza, è più che altro incentrato su un ritorno ai tempi delle vere emergenze. Di barchini e gommoni che entrano indisturbati sull’isola più grande delle Pelagie gli abitanti, anche nei mesi apparentemente più calmi, ne vedono in continuazione. Il problema però è che, nelle ultime ore, il flusso appare tornato inarrestabile.

Molti gli sbarchi e tutti ravvicinati, a cui occorre aggiungere anche il sopra citato arrivo dei migranti a bordo della Ocean Viking. L’isola, tra un centro d’accoglienza ben oltre le proprie capacità e tra una possibile nuova impennata degli arrivi, potrebbe entrare in una fase molto delicata. Se anche nelle prossime ore dovessero arrivare altri barconi, in maniera autonoma e non, soprattutto all’interno dell’hotspot la situazione potrebbe farsi molto delicata.

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