Cronache

Omicidio Rieti, il nipote dell'ex postina è indagato

Valerio Cipriani è stato indagato con l'ipotesi di reato di omicidio volontario dell'ex postina di 77 anni scomparsa a luglio, ma non di occultamento di cadavere

Omicidio Rieti, il nipote dell'ex postina è indagato

Dopo il ritrovamento di una donna che si suppone con ragionevole certezza possa essere la 77enne ex postina, Silvia Cipriani, scomparsa a luglio, la procura di Rieti ha deciso di iscrivere il nipote nel registro degli indagati. I resti di un corpo in avanzato stato di decomposizione sono stati trovati nei boschi di Montenero in Sabina e fin da subito le ipotesi si erano concentrate sulla postina, della quale si erano completamente perse le tracce mesi fa.

Ora la svolta, con l'iscrizione nel registro degli indagati del nipote della donna. Stando a quanto ha appreso l'Ansa, Valerio Cipriani sarebbe stato iscritto nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di omicidio volontario ma non per occultamento di cadavere. Saranno le prossime indagini a far luce sulla vicenda e a chiarire eventuali dubbi in merito. Intanto, l'avvocato dell'uomo ha commentato la notizia: "Quale che sia la causa della scomparsa della signora Cipriani, Valerio Cipriani non c'entra niente". Così ha detto il legale difensore del nipote dell'ex postina ai microfoni di Quarto Grado.

L'avvocato Luca Conti ha poi aggiunto: "Al momento il mio cliente risulta come persona offesa oltre che come persona sottoposta a indagine. Lui è molto tranquillo e spera che innanzitutto si scopra se i resti ritrovati siano o meno quelli di sua zia".Nei giorni scorsi, don Valerio Shango, il parroco che conosceva molto bene la postina, aveva avanzato in tv l'ipotesi che la donna potesse essere stata uccisa e per questo motivo è stato convocato in procura. "Ultimamente alcuni dicono che era spaventata e impaurita. Non so perché", aveva rivelato.

Don Valerio, direttore dell'ufficio diocesano problemi sociali e lavoro di Rieti, aveva poi rinnovato il suo appello: "Dopo 30 anni di permanenza in questo territorio so che la gente ha paura, c'è omertà, e ci sono ricatti. Qualcuno ha visto, ha sentito, questa donna è stata ammazzata, dobbiamo liberare le coscienze, invito i compaesani, gli amici e i parrocchiani a parlare, c'è gente che ha sempre visto Silvia, la gente sa, che la gente parli".

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