L'Oms spegne gli allarmisti: "Omicron non ha causato decessi"

In un lungo report l'Oms specifica come siano in corso alcuni studi per capire se la Omicron sia più trasmissibile della variante Delta

L'Oms spegne gli allarmisti: "Omicron non ha causato decessi"

È la notizia che tutti speravamo di sentire: non ci sono stati decessi, nel mondo, causati dalla variante Omicron. È quanto ha dichiarato l'Organizzazione mondiale della Sanità in una lunga scheda tecnica dedicata alla variante del Covid-19 che tiene banco negli ultimi giorni e che, come purtroppo spesso accade, ha scatenato corse in avanti e inutili allarmismi. Ad oggi, stando ai dati in nostro possesso, non solo possiamo dire che la variante Omicron gira in Italia dalla scorsa estate, ma anche che si limita a scatenare una forma leggera della malattia. Niente, insomma, che deve farci preoccupare. Anche perché il vaccino anti Covid risulta pienamente funzionante anche contro questo nuovo ceppo proveniente dal Sud Africa.

Cosa ha detto l'Oms

"Ad oggi non sono stati segnalati decessi legati alla variante Omicron" hanno detto gli esperti dell'Oms aggiungendo quali siano le aree del mondo dove è maggiormente diffusa: Sud Africa, Mediterraneo orientale, Europa e Pacifico occidentale. Ciò non toglie, però, che questa variante possa diffondersi in maniera capillare su tutto il globo, motivo per il quale l'attenzione deve rimanere altissima e bisogna proseguire con le vaccinazioni. Per l'Oms, dunque, "potrebbero esserci futuri picchi di Covid-19, che potrebbero avere gravi conseguenze, a seconda di una serie di fattori, incluso il luogo in cui potrebbero verificarsi tali picchi".

Trattandosi di una mutazione del virus scoperto di recente, "non è ancora chiaro se sia più trasmissibile rispetto ad altre varianti, inclusa la Delta", si legge sulla nota. In Sud Africa sono in corso studi epidemiologici per comprendere se l'aumento dei casi sia dovuto ad una maggiore infettività di Omicron o se è dovuto ad altri fattori. Come ci siamo occupati sul Giornale.it, i sintomi sono considerati lievi e la malattia non sarebbe importante. Secondo gli ultimi aggiornamenti, però, nonostante la situazione sudafricana veda un aumento del tasso di ospedalizzazione c'è cauto ottimismo perché "ciò potrebbe essere dovuto all'aumento del numero complessivo di persone infettate, piuttosto che a un'infezione specifica dovuta alla variante Omicron", sottolineando come, al momento, "non ci sono informazioni che suggeriscano che i sintomi associati a Omicron siano diversi da quelli di altre varianti".

Copertura vaccinale e restrizioni

L'unica cosa che rimane fondamentale è la vaccinazione: Omicron impone che tutti i paesi mondiali debbano "accelerare la copertura vaccinale Covid-19 il più rapidamente possibile, specialmente tra le popolazioni designate come ad alta priorità che rimangono non vaccinate o non sono ancora completamente vaccinate", specifica l'Oms, che invita a seguire i prossimi consigli sul traffico internazionale per informarsi ulteriormente sull'evoluzione della situazione. Gli strumenti attuallmente a disposizione sono fondamentali: "l'uso di mascherine, la distanza fisica, la ventilazione degli spazi interni, l'evitare la folla e l'igiene delle mani". Come fondamentale resta "il tracciamento".

L'Oms ha chiesto che l'Africa meridionale non venga penalizzata da restrizioni eccessive dovute alla nuova variante appellandosi affiché "le frontiere restino aperte" chiedendo che le decisioni siano guidate dalla scienza e dal sostegno ai Paesi africani. "Le restrizioni ai viaggi possono avere un ruolo nel ridurre leggermente la diffusione del Covid-19, ma impongono un pesante fardello su vite e mezzi di sussistenza", come sottolineato dall'Agi.

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