Orlando va via prima dell'arrivo di Salvini in aula bunker: "Viene a fare comizi elettorali"

Orlando ha lasciato l'aula bunker dell'Ucciardone prima dell'inizio delle celebrazioni in ricordo della strage di Capaci del 1992, dopo avere accolto il premier Giuseppe Conte e il presidente della Camera, Roberto Fico, ma ha lasciato l'aula poco prima dell'arrivo del vicepremier Matteo Salvini

Orlando va via prima dell'arrivo di Salvini in aula bunker: "Viene a fare comizi elettorali"

C'è una contromanifestazione che anima il 23 maggio dei dissidenti, di chi come il presidente della Regione Nello Musumeci ha fatto un passo indietro per "non alimentare le polemiche". C'è anche chi come il sindaco Leoluca Orlando è andato via all'arrivo del ministro dell'Interno Matteo Salvini in aula bunker, il luogo del maxi processo del 1986. "Ho accolto, com'era doveroso, il presidente della Camera Fico e il presidente del Consiglio Conte e adesso mi recherò in piazza Magione con i ragazzi di Palermo che celebrano il 23 di maggio per dire grazie a chi ha dato la vita per combattere la mafia - dice il primo cittadino Leoluca Orlando, parlando con i cronisti -. Mi ero augurato che qualsiasi presenza istituzionale oggi a Palermo e all'Aula Bunker non si trasformasse in occasione per comizi pre-elettorali. Ho appreso che purtroppo non sarà così col previsto intervento di chi solo tre giorni fa ha attaccato i magistrati siciliani. Il dovere di rispettare la memoria di quell'Aula, del Pool antimafia che vi realizzò il primo maxi processo, del Comune di Palermo che a quel processo per la prima volta si costituì parte civile; soprattutto il dovere del rispetto della memoria di chi si è battuto a costo della vita contro ogni violenza e violazione dei diritti e del diritto, quel dovere mi impone di non essere presente all'Aula Bunker purtroppo trasformata in piazza per comizi. "Sarò oggi nelle piazze della città con i cittadini di Palermo e con gli studenti di tutta Italia, sarò lì dove si renderà doveroso omaggio istituzionale e umano alla memoria delle vittime".

Alla casina No Mafia di Capaci, dove il 23 maggio 1992, Giovanni Brusca ha premuto il tasto del telecomando c'era la manifestazione organizzata da Arci e Anpi contro la passerella dell'aula bunker: "Siamo qui 27 anni dopo per dire no alla mafia e perché la lotta alla criminalità organizzata diventi un movimento politico, culturale e sociale - dice Tommaso Gullo -. Saremo presti all'albero Falcone con un grande lenzuolo bianco per riaffermare il principio di un movimento che si muove dal basso". Una manifestazione che invoca la verità giudiziaria sulle stragi: "Vogliamo sapere la verità sulla stragi - dice Giovanni Ferro, organizzatore della manifestazione -. Non abbiamo alcuna verità sulle stragi, abbiamo seri dubbi sul fatto che lo Stato, o pezzi dello Stato, abbiano deviato e consentito di essere complici di questi efferati omicidi".

Nel frattempo il ministro dell'Interno Matteo Salvini questa mattina ha visitato il Giardino della memoria di Capaci e poi si è trasferito in aula bunker. "Quando devono parlare di antimafia all'estero chiamano i nostri esperti - dice Salvini -. Oggi è la giornata dell’unità nazionale contro le mafie. Stiamo sequestrando ville e negozi dei boss, assumendo poliziotti, accendendo telecamere: sono incomprensibili le polemiche e le assenze di certa sinistra che non sono un’offesa a me ma alla memoria di Giovanni Falcone e di tutte le eroiche vittime della mafia".

Poi alle 11.13 in punto, Salvini sale sul palco dell'aula bunker. "Dopo quella bomba nulla è stato come prima - dice -. Io penso che quel sacrificio sia valso il risveglio di un popolo. L’Italia vincerà la criminalità organizzata, grazie al sacrificio di uomini come Falcone e Borsellino che hanno perso la vita per la libertà. Sequestro dopo sequestro stiamo portando via alla mafia tutto. Noi li inseguiamo e siamo più avanti - dice con orgoglio Salvini, microfono in mano e camicia bianca e cravatta scura -. Il momento più bello da quando sono ministro è stato quando abbiamo dato il via alla demolizione della casa ai Casamonica dove oggi c’è una libreria. Chi ha coraggio se muore, muore una volta sola. Questo diceva Falcone e questo io dico ai giovani. Come ministro dell’interno voglio spendere qualche parola per gli uomini della scorta che hanno nomi meno noti".

Le manifestazioni per il 23 maggio proseguono, alle 15 il ministro dell'Interno Salvini sarà al Reparto Scorte della Polizia, all’interno della caserma “Pietro Lungaro”, dove avrà luogo una cerimonia commemorativa dei Caduti. Nel pomeriggio dall'aula bunker e da via D'Amelio partiranno i due cortei che raggiungeranno l'albero Falcone per il minuto di silenzio alle 17.58, nell'ora dell'eccidio.

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