Palermo, la capitale dei rendering impossibili

A Palermo c'è un progetto per tutto: per lo stadio, per il molo sud della città, per il nuovo porto e la ramblas di via Amari, per il nuovo tram, la metropolitana e il passante ferroviario. Tutte opere di cui è stata presentata in passato la progettazione, sono stati tagliati nastri e iniziati i lavori ma i cui cantieri sono bloccati dalla burocrazia.

C'è un rendering per tutto. A Palermo lo sanno bene perché in questi ultimi dieci anni sono stati presentati rendering di tutti i tipi. Progetti di rinnovazione urbana che avrebbero dovuto migliorare la vita quotidiana dei palermitani, peccato che pochi, se non pochissimi di questi progetti, siano andati in porto. Progetti architettonici che il più delle volte sono rimasti incompiuti, mai terminati - o come in alcuni casi - profondamente ridisegnati. Insomma cantieri su cantieri, troppo spesso bloccati dalla burocrazia o dai costi di gestione altissimi. E gli esempi sono tantissimi e tracciano una fotografia desolante della macchina burocratica siciliana.

Il nuovo stadio del Palermo Calcio

Se ne parla da almeno 15 anni ed è il grande cruccio dell'ormai ex presidente del Palermo, Maurizio Zamparini che proprio in città avrebbe voluto costruire uno stadio moderno, aperto sette giorni su sette, con numerose attività extracalcistiche. La casa del Palermo che, insieme al centro sportivo, avrebbe dovuto garantire al club un progetto di rilancio è stata lanciata una prima volta nel 2008. Il rendering del nuovissimo stadio, disegnato dall'architetto Gino Zavarella, prevedeva l’abbattimento del Velodromo Paolo Borsellino e la realizzazione di una nuova struttura da 35-40 mila posti a sedere tutti coperti con una spesa di circa 75 milioni di euro. Zamparini per rendere l’operazione economicamente sostenibile avrebbe voluto costruire nuove abitazioni con una variante urbanistica. Ed è stato qui che l'opera si è incagliata tra la richiesta del Comune di riqualificare alcune zone della città e la necessità per l'imprenditore di modificare il piano regolatore. L'anno di consegna dei lavori era stato previsto nel 2010, l'ultimo rendering presentato con ulteriori modifiche è stato nel 2015. Da allora non se ne parla più.

Molo sud: Romagnolo

È uno degli obiettivi del sindaco Orlando: creare una connessione tra la costa sud e la costa nord della città. Da Romagnolo a Mondello, una città aperta al mare, ma per farlo è necessario riqualificare la zona della Bandita, Settecannoli e Romagnolo. Un progetto faronico di riqualificazione del lungo litorale palermitano. Appena una settimana fa è stato presentato il Piano di
utilizzazione delle aree demaniali marittime. La proposta varata dalla Giunta prevede che le aree della costa cittadina, da Villabate a Isola delle Femmine, siano suddivise in diversi lotti da assegnare tramite bando pubblico per 6 anni, destinati a: 45 spiagge attrezzate, 11 punti di ristoro, sei ristoranti e campi sportivi da spiaggia.

L'Acquario di Palermo

All'inizio del 2015 si è cominciato a parlare della possibilità di costruire nella parte sud della città un grande Acquario, con un investimento di 50 milioni di euro per il rilancio e la riqualificazione della zona sud della città. Doveva essere più grande e più innovativo di quello di Genova. Un progetto ambizioso che avrebbe dovuto portare in città 800mila turisti e centinaia di nuovi posti di lavoro. Adesso c'è un nuovo progetto, fortemente ridimensionato. La nuova idea prevede un investimento di soli 10 milioni di euro, un quinto rispetto a quello di 4 anni fa. L’acquario dovrebbe sorgere alla Bandita. Ma si tratta ancora di un progetto in fase embrionale.

La Ramblas e il Passìo di via Emerico Amari

Anche qui un progetto presentato nel 2015 e che al completamento dei lavori per l'Anello Ferroviario, avrebbe dovuto ridisegnare via Emerico Amari, la strada che dal porto di Palermo conduce al Politeama. La proposta di intervento urbanistico riguarda la ridefinizione dell’intero asse stradale, battezzato il Passìo (passeggiata, ndr). Una strada disegnata con larghi marciapedi per le attività commerciali, il passaggio del tram, piste ciclabili e un'isola pedonale. Un progetto mai realizzato anche per i ritardi nella consegna dei lavori della stazione Porto. E intanto, i commercianti di via Amari abbassanno le saracinesche.

Il sistema tranviario

Quattro linee sono già in esercizio, per le altre tre si è in fase di progettazione, ma già i palermitani sognano di poter attraversare la città da un punto all'altro in tram. Al momento il sistema tranviario collega la periferia con le stazioni Notarbartolo e Centrale. Nei prossimi tre anni nello studio di progettazione sono state messe a punto nuove le linee del tram che si aggiungono alle quattro preesistenti. Un sistema tranvario che collegherà la stazione Centrale con lo stadio Barbera, attraversando via Roma e la zona residenziale della città. Una linea che da via De Gasperi raggiungerà le borgate marinare di Sferracavallo e Mondello. Una terza linea che metterà in collegamento la stazione Orleans e l'Università, con gli ospedali Civico e Policlinico. E poi un'altra che collegherà le borgate di Tommaso Natale e Cardillo. Ogni intervento prevede la riqualificazione urbana di piazze e strade che saranno totalmente ridisegnate per essere maggiormente funzionali.

Piste ciclabili

Tutti le vogliono ma nessuno vuole rinunciare ai posti auto. Si potrebbe sintetizzare così il blocco di un altro rendering già presentato. Una nuova grande rete di piste ciclabili che attraversi il centro (ma sarà necessario togliere le auto parcheggiate nella centralissima via Libertà) e il mare. Il progetto prevede una pista ciclabile da 25 chilometri parallela alla costa. Piste ciclabili con sede stradale a parte e non disegnate sul marciapiede, così come avviene oggi in centro. Un progetto che però è osteggiato da una parte di cittadinanza.

Insomma a Palermo si vive di rendering e i palermitani al momento possono solo sognare.

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