"Un passo dalla morte". Il racconto dei testimoni del crollo sulla A6

"In un attimo, il ponte non c'era più". Il racconto choc dei testimoni del crollo del viadotto sull'autostrada Torino-Savona nella giornata di domenica

"Mi sono voltato e ho visto tutto nero. Il viadotto non c'era più". Una testimonianza choc quella di Daniele Cassol, vigilante di 56 anni che era in marcia a bordo della propria vettura sull'autostrada Torino-Savona quando c'è stato il crollo.

La terra che frana sotto i piedi. Poi un boato, e l'asfalto che si sgretola in una miriade infinitesimale di granelli di polvere fino a creare un vuoto abissale, profondo: letale. Ha visto letteralmente la morte in faccia Daniel Pessol che, al momento del crollo sull' A6, a circa un chilometro e mezzo da Savona verso Altare, all'altezza di Madonna del Monte, si trovava lì a due passi dal baratro. Una frazione di secondi prima o dopo dello sfaldamento e, presumibilmente, la sua auto sarebbe andata distrutta, ridotta ad un mucchio di ferraglia accartocciata e impolverata nell'area boschiva sottostante. È un miracolo che l'abbia scampata, è un miracolo che sia ancora vivo.

"Ero in fase di sorpasso - racconta il 56enne ai microfoni dell'Ansa il 56enne - Ho visto una persona che sbracciava e ho pensato che avesse qualche malore". E invece, quella persona tentava disperatamente di indicargli il pericolo. Un invito, un'intimazione - rivelatasi poi salvifica - a non procedere. Una manciata di secondi, di quelle che non si contano con l'orologio né si quantificano a naso, e sarebbe precipitato giù dal viadotto. Di quel che ne restava: i metri di autostrada crollati sono trenta. "Mi sono voltato e ho visto tutto nero - continua il drammatico racconto il vigilante - Dietro di me arrivava un pullman con decine di persone. Per fortuna, siamo riusciti a fermalo".

Sarebbe stata una catrastrofe e, forse, le vittime non si sarebbero contate sulle dita di una sola mano. Al momento del cedimento, avvenuto verso le ore 16 del pomeriggio di domenica 25 settembre, c'erano molti utenti in transito sul tratto gestito dall'Autostrada di Fiori (Gruppo Gavio). Le testimonianze sono a dir poco rabbrividenti: "Attenzione che qua viene giù tutto", ha urlato a squarciagola un'automobilista. "Abbiamo sentito un botto, - racconta ancora sotto choc qualcun altro - abbiamo visto il ponte dell'autostrada che non c'era più. Ovviamente abbiamo pensato subito a un nuovo ponte Morandi".

La memoria corre indietro nel tempo, alle 2000 vittime della tragedia del Vajont. Alle 43 persone uccise nel crollo del ponte Morandi. Ieri, si è trattato solo un miracolo.