Perché c'è bisogno di un'identità anche per innamorarsi

Tempo fa non lontano da casa mia c'era un fornaio che faceva ogni giorno un pane buonissimo. E possiamo dire che ogni giorno si compiva il miracolo, come fa l'artista, che non ti dà mai la cosa identica ma la ricrea ogni volta da capo.

Tempo fa non lontano da casa mia c'era un fornaio che faceva ogni giorno un pane buonissimo. Tutta la gente dei dintorni lo conosceva e lo apprezzava. Ogni giorno noi tutti andavamo a comperare questo stupendo pane di cui lui era l'orgoglioso artefice. E possiamo dire che ogni giorno si compiva il miracolo, come fa l'artista, che non ti dà mai la cosa identica ma la ricrea ogni volta da capo. Ricordo che di un prestigio analogo godevano altri negozi, per esempio una pasticceria, una macelleria, una salumeria dove l'abilità dell'artigiano richiedeva la scelta del miglior fornitore, del miglior animale, del miglior taglio. Per cui alla fine forniva al cliente qualcosa di pregiato.

Questo tipo di lavoro, in cui impieghi la tua esperienza, la tua abilità ma anche il tuo ingegno e la tua volontà, genera un prodotto che è l'espressione di te stesso e porta di conseguenza il tuo nome: il pane di X, i dolci di Y, i vestiti di H. E quel nome diventa un marchio, un'identità.

Nel mondo lavorativo moderno non puoi più produrre ) una cosa tua, sei l'ingranaggio di un meccanismo complesso, il tuo nome sparisce fra gli altri. Per questo le donne e gli uomini di oggi cercano il riconoscimento di identità al di fuori del lavoro di routine, ma in gruppi ristretti e specializzati come un circolo di nuoto, di vela, di tiro dell'arco ma anche di poesie, di romanzi, confidando i propri problemi su Facebook. Perché questo bisogno di identità? Perché questa identità viene assicurata al bambino dall'amore dei genitori. Ciascuno di noi all'inizio della vita riceve la certezza di essere amato, preferito, insostituibile, unico in mezzo a tutti gli altri. È l'impronta che lo porterà a donare questa stessa esclusività agli altri, ai genitori, agli amici più cari e poi alla persona che amerà. L'innamoramento è un trasferire a una persona nuova ciò che abbiamo ricevuto.

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Commenti

apostata

Lun, 10/08/2020 - 11:14

L’imprinting ai figli di essere amati, preferiti, insostituibili, unici in mezzo agli altri è deleterio. I genitori non devono creare illusioni, devono insegnare realismo, devono sentire la colpa della riproduzione nel dolore. Crescere nell’illusione di essere i migliori non consente l’integrazione, l’accettazione. Nell’innamoramento non si cercano anime perfette, l’innamoramento è un fulmine, ci si può innamorare dello scorfano. Innamorandosi l’innamorato vede nello scorfano la perfezione. In realtà non conosciamo le corrispondenze, le ragioni dell’innamoramento, sappiamo che l’innamoramento è l’unico input del dio crudele e latitante. È stimolo irresistibile alla riproduzione, alla feroce selezione che fa sbranare le belve e migrare per tremila chilometri le farfalle monarca. Occorre attenzione: c’è gente che approfitta del mistero e della credulità popolare per fingere di essere depositaria di confidenze divine, di verità rivelate.