Perché quest'anno l'influenza sarà più diffusa

Covid ed influenza potrebbero "sovrapporsi" e creare due epidemie parallele: ecco cosa dobbiamo attenderci e perché l'influenza potrebbe essere più forte

Perché quest'anno l'influenza sarà più diffusa

Quest'anno, mentre il Covid-19, finalmente, è del tutto sotto controllo, l'influenza potrebbe essere più forte del previsto. Ma il virus in sè, in questo caso, centra poco.

Perché sarà più forte

Tutti noi siamo reduci da oltre un anno e mezzo di distanziamento, mascherine e lockdown (nella fase iniziale): la scorsa stagione non c'è stata quasi neanche l'ombra del virus influenzale ma non perché questo non circolasse. Semplicemente, la vita sociale ridotta al minimo e le misure di protezione contro Sars-CoV-2 hanno fatto la differenza. "Ragionevolmente, l'allentamento delle misure sarà associato a un numero di casi di influenza maggiore rispetto all'anno scorso”, afferma a Repubblica Pier Luigi Lopalco, ordinario di Igiene all'Università del Salento. Adesso che stiamo tornando a vivere allentando (in alcuni casi abbandonando) le varie protezioni, il virus circolerà come fanno tutti i virus e come accadeva prima del Covid.

È per questo motivo che gli esperti si attendono un aumento di casi (tra i 4 e i 6 milioni come abbiamo scritto al Giornale.it) ma soprattutto potrebbe essere più "aggressivo". Il motivo è presto detto: il nostro organismo non lo incontra da un paio di anni, ecco perché potrebbe farsi trovare "impreparato", "perché l'influenza troverà sistemi immunitari poco allenati a fronteggiarla dopo due anni che non la vedono", ha affermato Matteo Bassetti, Direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.

Quali sono le carattesistiche

Quest'anno i virus influenzali saranno, in realtà, due: una variante H1N1 e una variante H3N2 nuova che arriva dall’emisfero australe (che ha già affrontato la stagione invernale), che potrebbe dare origine ad una una stagione di intensità media. "Questo però è calcolato solo sul versante della capacità diffusiva del mix di virus influenzali che ci aspettiamo. È chiaro che ci sarà, secondo me, un’attenzione maggiore perché è sperabile che il nuovo 'galateo anti-Covid' continui", ha dichiarato al Corriere della Sera Fabrizio Pregliasco, docente dell’Università Statale di Milano.

L'ìmportanza della vaccinazione

Come abbiamo scritto di recente, in Italia abbiamo già numerosi bambini con infezioni respiratorie riconducibili al virus influenzale complici le condizioni meteo e la stagione che avanza: per questo motivo rimane fondamentale la vaccinazione, per far in modo che circoli il meno possibile, evitare sovrapposizioni con il Covid e difendere i soggetti più deboli. "L’abbiamo imparato col Covid, anche l’influenza ammazza: l’1% dei casi finisce male o comunque con conseguenze pesanti - sottolinea Pregliasco - Non dimentichiamo, inoltre, che ogni anno 8-10mila persone muoiono di complicanze dell’influenza". Insomma, come ricordano dall'Istituto superiore di Sanità, la vaccinazione contro questo virus rimane il "mezzo più efficace e sicuro per prevenire la malattia e ridurne le complicanze". Qual è il periodo migliore per farla? In autunno a partire dal mese in corso, così da avere una copertura almeno fino a febbraio-marzo (in genere questo tipo di vaccino copre per la stagione invernale).

L'anno scorso, a quest'ora, stavamo nettamente peggio e non è neanche il caso di fare paragoni. Però, se non presteremo attenzione, il rischio di una "doppia" epidemia virale, nei prossimi mesi, è tutt'altro che remota.

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