Ponte Morandi, quegli allarmi inascoltati

Parla l'ingegnere Pisani, che curò i lavori al ponte Morandi nei primi anni Novanta: "Vollero solo alcuni tiranti, perché non hanno voluto rinforzare tutto il ponte?". Diversi gli allarmi degli esperti rimasti inascoltati

Da una vecchia foto scattata alcuni anni fa si vede bene che il ponte Morandi di Genova aveva due tipi di stralli (tiranti): quelli originari, in cemento armato, e quelli in acciaio realizzati nei primi anni Novanta alla pila 11. A cedere sono stati i primi. Lo stesso lavoro di manutenzione straordinaria era previsto per la pila 9 e la pila 10 (quella crollata è la 9) e a tal fine lo scorso maggio era stato fatto un bando da circa 20 milioni di euro. Oggi ci si interroga su quei lavori non fatti. E su alcune frasi pronunciate ufficialmente, che testimoniano la sottovalutazione del problema: "Al momento il viadotto non presenta alcun problema di carattere strutturale", disse il 23 ottobre 2017 in Consiglio regionale l’assessore alla Protezione civile Giacomo Giampedrone. Stava rispondendo ad una interrogazione di un consigliere che voleva dare voce alla preoccupazione degli abitanti delle case sotto al ponte. Ma come faceva l’assessore ad essere così sicuro della stabilità del ponte? Diceva di aver sentito personalmente le rassicurazioni di Stefano Marigliani: l’ingegnere affermava che va tutto bene e che"i lavori attualmente in corso sono opere manutentive, e sono in progetto due interventi di carattere strutturale da realizzarsi nel 2018 che consisteranno nell’installazione di stralli e impalcati per il rafforzamento della infrastruttura".

Ma i tecnici consultati dalla stessa società Austostrade per l'Italia poche settimane dopo evidenziarono che c'erano dei problemi urgenti. Come scrive il Corriere della sera i professori Carmelo Gentile e Antonello Ruoccolo, del Politecnico di Milano, nella relazione consegnata alla società il 12 novembre segnalarono una "evidente" disparità di tenuta tra i tiranti. "In particolare gli stralli, ovvero i tiranti, del sistema numero 9 si presentano con una deformata modale non conforme alle attese e certamente meritevole di approfondimenti teorico-sperimentali". Non si conoscono le cause di questi problemi (corrosione, eccessivo stress cui era sottoposta la struttura, difetti al momento della costruzione) ma di sicuro andava fatto un intervento per correre ai ripari.

Già altre volte erano stati lanciati degli allarmi, purtroppo rimasti inascoltati. Nel 2001 la professoressa Giovanna Franco, dell'Università di Genova, in uno studio per una rivista tecnica scriveva che "la fase diagnostica ha evidenziato una situazione ben più grave rispetto alle forme di degrado cui sono solitamente oggetto le infrastrutture realizzate con gli stessi materiali. Gli stralli, infatti, elementi generalmente tesi, sono in questo caso soggetti a compressione, così come la guaina di rivestimento in calcestruzzo". Questo dettaglio tecnico aveva causato un problema di non poco conto: non era stato possibile "effettuare alcuna operazione ispettiva sui trefoli di acciaio, le singole fibre del cavo interno, che in molti casi avevano già raggiunto lo snervamento". E più avanti la docente sottolineava che "numerosi trefoli erano tranciati o fortemente ossidati, altri erano visibilmente rilasciati lasciando supporre una loro rottura a valle".

C'è poi un'altra domanda che pesa come un macigno. La pone l'ingegner Francesco Pisani, 84 anni, per 13 anni collaboratore di Riccardo Morandi, l'uomo che aveva progettato il ponte di Genova. Pisani ricorda quanto fu fatto nei primi anni Novanta: "Riparammo e rinforzammo solo gli stralli della pila 11. Un intervento mirato. Mi dissero che gli altri piloni erano in condizioni accettabili e sarebbero stati monitorati. Perché negli ultimi 25 anni non sono stati rinforzati come quello di cui mi sono occupato io? Questo dovete chiederlo ad Autostrade".

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Commenti

Giorgio5819

Ven, 17/08/2018 - 10:05

"Il ponte? Non ha problemi"... questi "tecnici" hanno un nome e un cognome... togliere a queste bestie la possibilità di fare altri danni.

Ritratto di calzolari loernzo

calzolari loernzo

Ven, 17/08/2018 - 10:05

questo atteggiamento evidenzia quale sia il concetto di GLASSNOST dei compagni italiani..... sempre in alto BANDIERA ROSSA !!!!

manfredog

Ven, 17/08/2018 - 10:11

..'Non ha problemi'..!!..gli esperti, forse, si..!! mg.

Massimo Bernieri

Ven, 17/08/2018 - 10:24

Non mi meraviglio di negare di fronte all'evidenza.E' il principio base che ti insegnano gli avvocati.Cosa dovrebbero dire"lo sapevamo e abbiamo perso troppo tempo?"

aldoroma

Ven, 17/08/2018 - 10:26

solo in ITALIA si regala un opera pubblica a dei privati per fare profitto

mariod6

Ven, 17/08/2018 - 10:27

Ovviamente di tutto quanto esposto i Benetton non ne hanno mai saputo nulla. Vero Mentana, Del Rio, Renzi, Gentiloni e soci comunisti ?????

Tobi

Ven, 17/08/2018 - 10:27

Se emergono gravi responsabilità, un pò di galera no? Come si suol dire, colpirne qualcuno (i veri responsabili però) per educarne tanti.

Ritratto di Elvissso

Elvissso

Ven, 17/08/2018 - 10:27

I problemi c'erano e da tempo,andate sul ponte con google map e vedrete altre crepe.La manutenzione forse era nell'intenzione,ma nei fatti il ponte è crollato ammazzando tanti italiani.La colpa è tutta dlla sinistra che ruba,truffa e poi secreta.

steluc

Ven, 17/08/2018 - 10:28

Semplice, se non attacchi il cavallo dove vuole il padrone , puoi essere il miglior ingegnere del mondo ma sei finito. Magari non ti mettono la testa del suddetto cavallo nel letto, ma l’Italia è cosa loro, mani pulite gli ha aperto la strada.

DRAGONI

Ven, 17/08/2018 - 10:28

E IL GOVERNO DOVE ERA?IL MINISTRO COMPETENTE CON IL SUO DIRETTORE GENERALE ED I TECNICI CHE DOVEVANO VERIFICARE LA DOCUMENTAZIONE PRODOTTA DA AUTOSTRADE ITALIANE ERANO IN VACANZA? LA MAGISTRATURA DOVREBBE INDAGARLI PER OMISSIONE DI ATTI DI UFFICIO CHE E'UN REATO , QUALORA COMMESSO DA PUBBLICI DIPENDENTI, GRAVISSIMO!!

tonipier

Ven, 17/08/2018 - 10:36

" QUESTI VIVONO DI FANTASIA PRENDENDO ANCORA UNA VOLTA I CONTRIBUENTI PER I FONDELLI" "Il ladrismo di casa nostra incomincia dalle briciole di miliardi a stritolarsi. " mentre il grosso malloppo rubato agli ITALIANI bisogna ancora fare una ricerca accurata)

rise

Ven, 17/08/2018 - 10:41

La tragedia di Genova pone un pesante interrogativo sulla sostenibilità di un sistema di mobilità risalente ad oltre cinquanta anni fa in funzione di ulteriori espansioni del sistema produttivo. La Liguria e Genova in particolare è stata "violentata" con uno sviluppo urbanistico, industriale e logistico con conseguenze tragiche. Impianti ad alto rischio stipati vicino al centro abitato e un porto che continua a generare un traffico merci insostenibile. Pensiamoci bene! La fase espansiva urbanistica e industriale non può essere illimitata!

un_infiltrato

Ven, 17/08/2018 - 10:47

IN GALERA, anche se i nostri Morti non ce li restituisce nessuno. In galera, a pane e acqua però. MISERABILI !

jaguar

Ven, 17/08/2018 - 10:51

Inutile girarci attorno, gli allarmi sono rimasti inascoltati perché sarebbe stato un costo troppo elevato intervenire in modo adeguato sulla struttura.

DRAGONI

Ven, 17/08/2018 - 10:54

@rise.IO AVREI SCRITTO :ILLIMITATA E "SENZA CRITERIO" NO, MA FATTA CON "CRITERIO" PER CREARE OCCUPAZIONE E RICCHEZZA NAZIONALE SI!

Ritratto di vkt.svetlansky

vkt.svetlansky

Ven, 17/08/2018 - 11:01

Come sempre saranno le ultime ruote del carro a finire in gattabuia, questi sono solo umili esecutori di ordini dati dai superiori, i quali per non sprecare soldi dalla cassa li avranno obbligati a dare la conformità della opera.

voltaire78

Ven, 17/08/2018 - 11:02

leggendo al contrario quanto accaduto si può notare come il ponte sul Polcevera sia stato continuamente oggetto di controlli quasi da poter essere classificato come l'infrastruttura più controllata d'Italia. Quindi sicuramente sono stati commessi errori ma altrettanto sicuramente non si può accusare Autostrade di essere a capo di un complotto pluto-demo-giudaico-massonico-comunista perché non ha senso. piuttosto si dovrebbe capire la causa effettiva del crollo e i protocolli di accertamento indagine e manutenzione che sono stati applicati non dimenticando che le opere di ingegneria ardite sono per loro stessa natura da monitorare soprattutto se si trovano per oltre 50 anni a lavorare in condizioni di servizio più gravose di quanto ci si aspettasse in sede di progettazione. Se si va avanti con i commenti da bar l'unico effetto è che nessuno firmerà più un progetto in Italia che non sia della cuccia del cane (che dovrà sicuramente essere anti sismica ci mancherebbe)

ambidestro

Ven, 17/08/2018 - 11:04

Quasi quasi faccio causa ad Autostrade per tutte le volte che sono passato sul ponte dal 2017 in poi, rischiando di lasciarci la pelle. Roba da pazzi.

xgerico

Ven, 17/08/2018 - 11:12

Quando ci sono troppi galli a cantare non si fa mai giorno!

flip

Ven, 17/08/2018 - 11:26

Leggete l' articolo del quotidiano la "verita" relativo al disastro di Genova. L'articolo è reperibile anche sul sito "il giornalone" interessantissimo. parte dai tempi di prodi e via via sino a renzi.(sic)

roberto67

Ven, 17/08/2018 - 11:30

Come ingegnere dico una cosa sola: quando mi capitava di passare da Genova evitavo quel ponte: uscivo dall'autostrada, percorrevo la viabilità urbana, quindi riprendevo l'autostrada dopo aver attraversato la città.

VittorioMar

Ven, 17/08/2018 - 11:31

...PROCURA ? avete già i primi nomi..!!

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Ven, 17/08/2018 - 11:35

i tecnici che dicevano no problem erano esterni e non temevano responsabilità sulla struttura, mentre quelli di autostrade temevano parecchio e non a caso hanno lanciato allarmi! purtroppo inascoltati e persino sottovalutati! da chiiiiiiii???????? ma dalla sinistra!!!!!!!!!!!!!!!!! ci voleva poco a capirlo? :-) per i babbei comunisti e antiberlusconiani nonchè antifascisti, no, c'è voluto parecchio per farli aprire gli occhi......

internauta

Ven, 17/08/2018 - 11:43

Atlantia S.p.A., controllata dai Benetton, ha avuto più di un decennio per completare il rafforzamento dei tiranti iniziato dallo Stato a fine anni ’80, quando ne era emersa la necessità e, guarda caso, è crollata proprio la campata su cui loro hanno coscientemente dilazionato tale rafforzamento, previsto, ormai tardivamente purtroppo, a dopo l’estate di quest’anno. Forse che gli utili ricavati dai pedaggi nel corso di tanti anni non erano ancora sufficienti a finanziare questo vitale intervento di manutenzione?

steluc

Ven, 17/08/2018 - 11:43

@Voltaire78 , siamo alla cuccia del cane già da un pezzo, col caos normativo in sede decisionale e con gli appalti in gare al massimo ribasso , per cui spesso le imprese falliscono è tutto si ferma e poi si ricomincia all infinito, per fare un km di strada che porta nel nulla ci son voluti tre anni, ora gli aironi cinerini bloccano il tratto che darebbe respiro ad un’intera città, la mia. Solo un esempio tra mille.

Emigrato64747

Ven, 17/08/2018 - 11:46

Da quello che leggo e posso capire: le informazioni dei docenti di Milano come qui riportate non portano a una conclusione di dover fare interventi correttivi, dicono solo che occorrono ulteriori analisi; invece le conclusioni della Prof Franco sono già drammatiche, quando parla di trefoli rotti. Su questo occorreva intervenire subito: che seguito hanno avuto queste osservazioni del 2001?

honhil

Ven, 17/08/2018 - 12:01

Soldi: lo sterco del diavolo di cui i politici sono golosissimi. Ma non è seguendo i finanziamenti tracciabili, le elemosine elargite ai partiti che entrato in Parlamento e a quelli che restano fuori impigliati per la coda, che si arriva al mondezzaio. Non sono questi gli scandali da scandagliare, ma quello che resta celato sotto la chiglia di questa nave del malaffare. Si deve andare, se davvero c’è il coraggio e la voglia di seriamente arrivare al grande letamaio, oltre a queste cosette indecenti, o più o meno indecenti, fino ad arrivare alla associazione mafiosa che tutto gestisce e che è per giunta coperta dal segreto di stato. Poiché è in questi intrecci a suon di miliardi che si cela la vera trattativa stato mafia e non nelle fumose articolazioni di cui è molto esperta la procura di Palermo.

Ritratto di Atomix49

Atomix49

Ven, 17/08/2018 - 12:10

Molto bene. Tutto a verbale e inserito nei faldoni delle inchieste e delle perizie... A questo punto è tutto giusto e tutto sbagliato: chi può dire chi ha ragione e chi torto? Come fu per il terremoto, in troppi ci si buttarono a corpo morto: io lo sapevo, io lo dissi, io feci istanze, etc. etc. Tutte queste cose, non dovrebbero andare sui giornali per far scannare la gente, ma nei fascicoli delle inchieste civili, penali e tecniche. Per me i scienziate del dopo fanno un po ridere: se avevano tutte ste convinzioni, perché le loro crociate si sono fermate alla stampa o al massimo in una sterile denuncia senza seguito? Se avevano delle convinzioni valide e suffragate da prove, avrebbero dovuto costituirsi in comitato e querelare.

meverix

Ven, 17/08/2018 - 12:13

A mio avviso i Benetton la faranno franca, sono di sinistra, i magistrati pure, per cui... Piuttosto non è stato accusato il Berlusca anche di questo crollo? In genere è un buon capro espiatorio e su di lui ne fanno ricadere di ogni...

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Ven, 17/08/2018 - 12:15

chi ha firmato la perizia? non sara' secretato anche questo atto? bene....radiato dall'albo.

morello

Ven, 17/08/2018 - 12:22

Da cio' che leggo direi che ci sono corresponsabilità dirette del ministero dei trasporti che avrebbe dovuto ( a seguito di tante segnalazioni e dubbi )farsi promotore e attivamente procedere a verifiche , controlli e ,se del caso, bloccare la viabilità del ponte.Ci sono ( e ci mancherebbe altro che cosi' non fosse ) strutture ministeriali costituite allo scopo.

ANTONIO1956

Ven, 17/08/2018 - 13:46

Signori sintetizziamo: sotto amministrazione PD, con il disinteresse dei ministri PD, la sottovalutazione della società Autostrade, il ponte è crollato non ostante ci fossero luminari e tecnici e altri che più volte nel corso degli anni ma anche recentemente abbiano messo in risalto la pericolosità del ponte. Altro non serve sapere. I colpevoli sono chiari davanti a tutti noi quindi il Governo e la Magistratura agiscano. In primis si dia una casa decente e immediata agli sfollati, secondo si ricostruisca velocemente un ponte, terzo si faccia una variante in tempi rapidi, non si può aspettare il 2030. Guardate la Russia, ha costruito in 2 anni un ponte sul mare lungo 17 km.

Ritratto di noside863

noside863

Ven, 17/08/2018 - 15:36

Il Problema nasce nel '45, quando l'Italia è stata costruita sulle raccomandazioni di partito e di chiesa. Lo vediamo negli Istituti di credito, basta una telefonata di un prete qualsiasi per venir assunti. Orde di incapaci raccomandati dalle varie correnti di partito e non solo, occupano ruoli chiave senza alcuna competenza in merito. Ci riempiamo la bocca di "meritocrazia", mentre siamo un paese mafioso dove conta chi conosci,rispetto a cosa hai fatto di meritevole nella tua vita. La parola ONOREVOLE corrisponde a persona degna di ONORE, a parer vostro in 73 anni di REPUBBLICA c'è mai stato un personaggio degno di questo titolo, per me no!

Happy1937

Ven, 17/08/2018 - 15:43

Attenzione. Pur non difendendo i Benetton in attesa degli accertamenti, non posso fare a meno di notare che fino alla fine del 1900 la Società Autostrade apparteneva all'IRI di un certo Signor Romano Prodi. Se agli inizi degli anni '90 fu giudicato necessario intervenire sui tiranti del pilone 11, perché l'Iri non fece altrettanto con quelli degli altri piloni, esattamente costruiti come quelli giudicati pericolosi?

flip

Ven, 17/08/2018 - 18:39

Happy 1937. pensa che la società di prodi(Nomisma) quando lui era presidente dell' IRI ha comperato tantissime aziende e banche italiane che a quell'epoca erano un pò cotte. e poi furbescamente. le ha rivendute (guadagnandoci molto), allo Stato Italiano. a quell'epoca c'era anche Ciampi.