Positivo al Coronavirus, va a fare la spesa: denunciato

Un uomo originario di Sciacca è indagato per epidemia colposa. Nonostante fosse positivo al Coronavirus avrebbe violato la quarantena per andare a fare la spesa

Paziente positivo al coronavirus, invece di stare a casa in quarantena ha pensato bene di andare al supermercato per fare la spesa. È successo a Sciacca, in provincia di Agrigento. La notizia è circolata questa mattina e si sta indagando per risalire all'identità dell'uomo. Sarebbe un inserviente dell'ospedale di Sciacca la persona indagata dalla Procura, che ha dovuto aprire una inchiesta per concorso colposo in epidemia e inosservanza delle normative disposte per far fronte all'emergenza Coronavirus. L'inchiesta è nata dopo una denuncia e la magistratura ha avvisato del caso l'autorità sanitaria. Il reato di epidemia colposa nella forma aggravata è punito fino a 12 anni. Nonostante fosse stato trovato positivo al coronavirus faceva tranquillamente la spesa in un supermercato invece di rimanere in autoisolamento.

Proprio a Sciacca qualche giorno fa, sono stati individuati dieci persone risultate positive al tampone. Adesso il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, ha rivolto nuove richieste al presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per fronteggiare al meglio la situazione che si è venuta a creare, a seguito dei casi di contagio. "La Città di Sciacca - scrive in una lettera il sindaco - sta rispondendo con grande senso di responsabilità e ripone massima fiducia negli operatori sanitari del nostro nosocomio, che peraltro serve anche tanti comuni dell'hinterland, ma chiede a gran voce interventi, risorse, attrezzature, presidi sanitari, il potenziamento del personale sanitario quale risposta dovuta all'eccezionalità della situazione e all'emergenza che si è venuta a creare a Sciacca. Si chiede, in particolare, e con urgenza che vengano aumentati i posti di terapia intensiva con tende di biocontenimento, ventilatori polmonari e monitor; che vengano aumentati i posti di isolamento dei pazienti; che venga potenziato il numero dei sanitari; che venga aumentato il numero di tamponi; che ci sia una fornitura di dispositivi di protezione individuale da mettere a disposizione degli operatori sanitari, del volontariato, della protezione civile; che si predisponga la sanificazione di tutti gli uffici pubblici e le scuole; che si proroghi la chiusura delle scuole oltre il 15 marzo; che si mettano in atto, come già chiesto con precedente nota, anche misure a sostegno dei nostri operatori economici e produttivi del territorio".

Il problema resta però, la percezione da parte dei cittadini di restare senza provviste. "I beni di prima necessità e i farmaci non termineranno, non è necessario correre ai supermercati e fare la scorta perché ci saranno rifornimenti quotidiani - assicura il primo cittadino -. Io sono al lavoro e vi terrò aggiornati tutti i giorni, vi darò indicazioni su quello che succede". Gli uffici comunali resteranno aperti ma "solo per le cose urgenti e bisognerà venire in Comune solo su prenotazione. Il livello di attenzione resta e deve restare molto alto. Dobbiamo rimanere a casa nella consapevolezza che il nostro futuro è anche nella nostre mani", conclude il sindaco.

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