Povia riscrive Bella Ciao "L'invasore è ancora qui"

Il cantautore milanese aderisce al flash-mob lanciato da Anpi per il 25 aprile, ma con una versione tutta sua del celebre canto legato alla “Liberazione”. In una diretta Facebook canta “Italia ciao, l'invasore è ancora qua... E piano piano, con il sorriso, ti toglierà la libertà”

Povia riscrive Bella Ciao "L'invasore è ancora qui"

Sta facendo discutere l'intervento del cantante Giuseppe Povia durante la giornata del 25 aprile. Mentre membri dell'Anpi, centri sociali, associazioni, sindacati, politici e cittadini italiani intonavano “Bella ciao” dai propri balconi, aderendo al flash-mob promosso dall'associazione nazionale partigiani italiani, il cantautore milanese ha spiazzato tutti, unendosi al coro con una versione tutta sua.

L'appuntamento, come richiesto dall'Anpi, era fissato per le 15 del pomeriggio, e così è stato. Come tutti gli altri, Povia ha atteso l'orario prefissato per intonare il proprio canto, eseguito in una diretta Facebook. “Ho rivisitato Bella ciao”, avverte il cantante nell'incipit del video. “Farà arrabbiare qualcuno ma.. è la verità, perciò la dovreste diffondere a macchia d'olio. Buon 25 aprile fanciulli e fanciulle (e buona festa di S.Marco)”. Parte dunque la canzone, una rivisitazione del celebre brano. Il testo, lo si capisce subito, è una palese provocazione, che racchiude in se stessa una denuncia del tragico stato in cui si trova il nostro Paese.

“Questa mattina, mi son svegliato, Italia ciao, Italia ciao, Italia ciao ciao ciao”, attacca Povia. “L’americano ci ha liberato e ha cacciato l’invasor. Passano gli anni, e poi i decenni, Italia ciao, Italia ciao, Italia ciao ciao ciao... Si parla ancora di quel ventennio, e non ti accorgi del blackout. E non lo vedi che l'invasore è ancora qui, è ancora qui, è ancora qui qui qui... un nuovo Hitler, giacca e cravatta, che ti bacchetta da Bruxelles. È sostenuto da ogni governo che dice che, dice che, dice che che che... non c’è più guerra da settant’anni, però c’è sempre povertà. Chiudono aziende, ci son suicidi, Italia addio, Italia addio, Italia addio addio addio... Disoccupati, sottopagati, costretti a dir sempre di sì. Crollano i ponti, anche le strade, Italia ciao, Italia ciao, Italia ciao ciao ciao... e quei paesi terremotati son sempre lì che aspettano... La sanità, l'infrastruttura, Italia ciao, Italia ciao, Italia ciao ciao ciao... Non si può fare, non si può dire, perché l'Europa dice nein. E si ha paura, e non si investe, nel made in, made in, made in Italy... E compri fuori roba scadente perché ti costa la metà. Oh, italiano... ti rendi conto... Italia ciao, Italia ciao, Italia ciao ciao ciao... che quel regime che tanto odi non è finito, è ancora qua... è nelle tasse, nelle riforme, nei vincoli, bla bla bla... E piano piano, con il sorriso, ti toglierà la libertà...”.

Una canzone dai toni duri e polemici che non è affatto piaciuta a coloro che si riconoscono nei valori della “Resistenza”. Sotto il video sono presto spuntati i primi commenti. “Povia oggi te lo puoi permettere grazie ai nostri partigiani”, sbotta un utente. “Ridicolo come sempre!”, tuona un altro. “Era un pezzo che non ti ascoltavo, ma dopo questa porcata spero di non sentirti mai più!”, e ancora: “Sei riuscito a distruggere una canzone-simbolo”, “Uno scempio. Un sacrilegio a tutti quelli che sono morti per farti cantare”.

Eppure il cantautore non ha ricevuto solo commenti negativi, sono tanti coloro che hanno apprezzato questa sua personalissima versione: “Bravissimo Giuseppe, rispecchia totalmente il periodo attuale. Non ti curar di loro”, e “Povia cantautore scomodo ed intelligente”, “Bravissimo sei un grande e non vieni apprezzato dal mondo della musica perché dici sempre quello che pensi, la verità”.