"Preoccupano i tempi". Perché il caso Grillo va per le lunghe

Al termine della prima udienza del processo per stupro di gruppo, l'avvocata della presunta vittima confida: "Preoccupata per i tempi". Il giudice ammette la "prova regina", un hard disk con tutte le intercettazioni

"Preoccupano i tempi". Perché il caso Grillo va per le lunghe

I tempi della giustizia preoccupano l'avvocata Giulia Bongiorno. Il processo per violenza sessuale di gruppo a carico di Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria rischia infatti di trasformasi in uno stillicidio emotivo per la presunta vittima, difesa proprio dalla nota penalista. Del resto per l'italo-norvegese, che aveva denunciato di essere stata stuprata dai quattri ragazzi nel luglio 2019, l'intera vicenda era stata motivo di "sofferenze e dolori" prima ancora di approdare in tribunale e ora eventuali lungaggini processuali non farebbero altro che rievocare quei tormenti. Lo racconta la stessa avvocata, rivelando che ora Silvia (nome di fantasia) ha lasciato l'Italia.

A margine dell'udienza tenutasi stamani, nella quale sono state calendarizzate le fasi del processo e sono stati definiti alcuni aspetti formali, Giulia Bongiorno ha affermato: "Ci riteniamo soddisfatti per le decisioni del giudice ma siamo molto preoccupati per i tempi processuali. La ragazza nel frattempo, per ovvi motivi, ha lasciato l'Italia e vive in un altro Paese". In particolare, in merito alle date del procedimento, l'avvocata ha aggiunto: "Abbiamo fissato un calendario fino al 18 gennaio 2023". L'iter processuale, del resto, dovrà seguire tutti i canonici passaggi, le cui tempistiche rischiano di essere ulteriormente allungate dalla mole di testimoni e dal serrato confronto che si prospetta tra le parti in causa.

"Considerate che la mia assistita dovrà continuare a vivere questa sua ferita fino a quella data e tutto questo comporterà il riaprirsi di sofferenze e dolori", ha aggiunto Bongiorno, soffermandosi sugli aspetti emotivi e psicologici legati alla presunta vittima. "Io auspico che ci sfaccia il processo in aula e non ci siano diffusioni, che io reputo molto gravi, non di notizie, ma parlo di dati e referti medici sulla mia assistita che sono stati pubblicati, anche di sue foto che permettono la sua identificazione", ha osservato. Nella stessa occasione, Bongiorno ha stigmatizzato il rischio che "si dilati la sofferenza dell'assistita", in particolare con una "spettacolarizzazione" che andrà evitata. Il processo non a caso si terrà a porte chiuse, proprio come aveva chiesto la stessa penalista.

Caso Grillo, Bongiorno: "Ammessa la prova regina"

Al termine della Camera di consiglio, giudice ha deciso di ammettere tutti i testi citati sia dall'accusa sia dalla difesa, a eccezione dei due giornalisti Giusi Fasano e Fabio Tonacci, che per ora non saranno sentiti. In tutto, davanti al giudice sfileranno 56 testimoni: un numero corposo, che contribuirà con ogni probabilità a dilatare i tempi del processo. Tra gli altri, dovranno così presentarsi in aula, nel corso delle prossime udienze, la moglie di Beppe Grillo, Parvin Tadijk, che la notte del presunto stupro dormiva nello stesso residence, ma anche il ragazzo norvegese - citato dalla difesa degli imputati - che secondo il racconto della ragazza agli investigatori avrebbe abusato di lei (ma non è stato mai denunciato). Inoltre, la stessa avvocata Bongiorno ha rivelato che "è stata ammessa la 'prova regina' di questo processo, cioè l'hard disk con tutte le intercettazioni".

"In quell'hard disk c'è tutto lo scambio di messaggistica, di chat che c'è stato tra la mia assistita e altre persone, a mio avviso è una prova importante perché attesata la genuinità di quanto racconta dopo la sua esperienza. Dunque questo hard disk farà parte del patrimonio in dibattimento", ha spiegato al riguardo l'avvocata. Il suddetto materiale passerà al vaglio del giudice e diventerà chiaramente oggetto di confronto anche tra le parti in causa. Anche questo aspetto influirà sulle tempistiche.

"Ci sono poi state delle discussioni su alcuni documenti. Quello che è entrato nel fascicolo è l'accertamento irripetibile di intercettazioni e chat che a mio avviso sono molto importanti", ha precisato Bongiorno. Il processo è stato rinviato al prossimo primo giugno, quando saranno ascoltati primi testimoni fra quelli indicati dalla Procura. Il numero e i nomi dei convocati saranno comunicati alle parti dal giudice nei prossimi giorni.

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