"Il presepe rifiutato?" Come stanno le cose ​E spuntano gli insulti

L’assessore al Turismo della Lombardia, Lara Magoni, nel mirino di haters per la decisione di esporre a Bergamo invece che a Milano il presepe donato dalla Campania. Dietro la scelta motivazioni burocratiche

"Il presepe rifiutato?" Come stanno le cose ​E spuntano gli insulti

Non è vero che a Natale siamo tutti più buoni. Ne sa qualcosa Lara Magoni, ex campionessa di sci e assessore al Turismo della Lombardia, che nelle ultime ore è stata bersaglio di pesanti insulti e di minacce di morte per un presepe, tra l’altro simbolo di pace e di gioia. Un vero e proprio paradosso visto il messaggio che la rappresentazione della Natività dovrebbe diffondere. Il tutto è nato da una notizia, poi smentita, del rifiuto della Lombardia di ospitare a Milano il presepe, opera dei maestri pastorai Buonincontro di San Gregorio Armeno, offerto dalla Regione Campania come simbolo di unità nella crisi del Coronavirus. In tempi di social tutto corre veloce e viene ingigantito. E così in poco tempo si è scatenata una tempesta sul web che ha travolto la Magoni, considerata la responsabile di quel no all’esposizione del presepe a Milano.

"Non è vero niente, è una cosa molto brutta", ha raccontato l’assessore al Corriere della Sera. La Magoni ha spiegato di aver ricevuto la proposta di donazione dall’assessore al Turismo della Regione Campania, Felice Casucci e “l’ho apprezzata tantissimo perché io più di ogni altro amo i simboli del Natale, e anche come partito siamo a favore di ogni tradizione religiosa. Il problema è che quando la Regione riceve un omaggio deve essere formalizzato e dall’assessorato mi hanno spiegato che non c’erano i tempi tecnici per la pratica”. Così, per non perdere l’occasione che l’assessore considerava"molto bella", la stessa Magoni si è subito attivata e ha informato Casucci che avrebbe potuto donare il presepio a Bergamo, "città simbolo della sofferenza dei mesi scorsi. È stato poi lui a contattare il Comune e io sono uscita dai giochi”.

Qualcuno, però, ha poi montato il caso scrivendo che era stata proprio la Magoni a rifiutare il presepio napoletano. "Non mi sarei mai permessa di rifiutare questa opportunità", ha affermato commosso l’assessore. "Invece- ha proseguito- mi vedo attaccata sui social come mai nella mia vita. Mi stanno trattando come una bestia, mi hanno scritto che devo morire, che sono una bastarda e una fascista di merda".

La storia si è ingigantita sfuggendo ben presto di mano. La Magoni ha ammesso che gli attacchi che sta ricevendo le stanno provocando molto dolore. "Non ce la faccio più, se va avanti così non so cosa farò. Io non rompo le scatole a nessuno, mi comporto bene, faccio una fatica pazzesca, passo il Natale da sola perché i miei sono morti tutti", ha raccontato l’assessore. "Posso essere fascista o antipatica- ha proseguito- ma non sono pazza. Sto soffrendo moltissimo, son disperata e questa mancanza di rispetto mi sta facendo molto male".

In una successiva nota ufficiale, la Magoni ha ulteriormente spiegato cosa l’ha spinta a prendere quella decisione: "Per una provincia che rimarrà nei cuori di tutti noi con quelle indimenticabili immagini dei carri militari che trasportavano i nostri cari, un omaggio fortemente simbolico che sono felice sia giunto a destinazione portando con sé tutta quella forza, quell’energia e quella passione della quale tutti abbiamo bisogno". Nel documento l’assessore invia "un grazie sincero all’assessore Casucci per aver accolto e condiviso il mio desiderio; giunga un abbraccio a Lui ed a tutti gli amici campani".