La bozza del Dpcm di Draghi: i nuovi divieti dal 5 di marzo

Le norme per il contenimento del coronavirus: ecco i nuovi divieti che saranno in vigore fino a Pasqua

La bozza del Dpcm di Draghi: i nuovi divieti dal 5 di marzo

Mario Draghi prosegue sulla linea tracciata da Giuseppe Conte e continua ad affidarsi ai dpcm per regolamentare la vita degli italiani in periodo di pandemia. Chi si aspettava un atteggiamento aperturista da parte del nuovo premier dovrà ricredersi, perché Mario Draghi sembra dare molta continuità al lavoro dell'esecutivo precedente. La parola d'ordine anche in questo periodo, a un anno esatto dalla presa di coscienza da parte dell'Italia dell'emergenza, è sempre e solo una: rigore. Lo dimostra il nuovo cambiamento dei colori.

È stata oggi presentata la bozza del primo dpcm di Mario Draghi e non si segnalano particolari cambiamenti rispetto all'ultimo realizzato da Giuseppe Conte e che sarà in vigore fino al prossimo 5 marzo, per poi essere sostituito. Tuttavia, qualche novità rispetto al precedente esiste, anche se l'impianto sembra essere identico. Il dpcm di Mario Draghi sarà valido fino al 6 aprile, quindi coprirà anche la Pasqua. La novità principale è che il passaggi di fascia avverranno dal lunedì e non più dalla domenica.

Cinema, teatri e sale da concerto

Nella bozza del nuovo dpcm è prevista la riapertura di cinema, teatri e sale da concerto dal prossimo 27 marzo. Non sarà un liberi tutti, com'è facile prevedere, ma ci saranno condizioni molto stringenti per poter tornare a fruire della cultura in massima sicurezza. Il rispetto delle regole e delle indicazioni del Cts, che ha stilato i nuovi protocolli, dovrà essere massimo per evitare nuove chiusure a stretto giro. Nelle intenzioni di Mario Draghi sembra esserci la volontà di tornare a una parvenza di normalità, diversa rispetto al passato. Ci dovranno essere posti assegnati, anche all'aperto, e dev'essere garantito il distanziamento di almeno un metro.

Parrucchieri e barbieri

Per queste categorie, invece, non ci sono buone notizie. Se Giuseppe Conte le aveva inserite tra le attività di necessità che potevano restare aperte anche in zona rossa, Mario Draghi ha deciso che non potranno restare aperte nella fascia con maggiori restrizioni.

Bar e ristoranti

Restano valide le condizioni finora in atto. Le riaperture serali non sono state previste nella bozza di dpcm di Mario Draghi, pertanto resta valida la possibilità di lavorare dalle 5 alle 18 nelle zone gialle. Al tavolo possono esserci solo 4 persone non conviventi. Possono restare aperti bar e ristoranti anche di sera solo se si trovano all'interno degli hotel ed esclusivamente per gli ospiti degli stessi.

Palestre, piscine impianti sciistici

Nessuna deroga per queste attività: il dpcm di Mario Draghi non ha previsto la possibilità di riapertura nemmeno con protocolli appositamente preparati e stringenti contro i contagi.

Musei

Si conferma la possibilità di apertura settimanale dal lunedì al venerdì ma con ingressi contingentati.

Mascherine

Si conferma l'obbligo di indossarle sia al chiuso che all'aperto, con l'unica eccezione delle situazioni in cui è garantito l'isolamento da altri individui. Ovviamente non è obbligatoria in casa ma nel caso di visite da parte di persone non conviventi è fortemente raccomandata.

Coprifuoco

Anche in questo senso nessun cambiamento da parte di Mario Draghi, che conferma l'obbligo di rincasare entro le 22 e il divieto di uscire prima delle 5 del mattino, a meno di necessità o di comprovate esigenze lavorative.

Visite ad amici e parenti

In zona gialle sono consentite per un massimo di due persone (più eventuali minori di 14 anni e persone disabili conviventi) oltre ai residenti nell'abitazione, all'interno del territorio regionale. In zona arancione sono valide le stesse condizioni ma all'interno del territorio comunale. Nessuna concessione in zona rossa, a differenza dei precedenti dpcm.

Seconde case

Chi vive in una zona gialla o arancione può raggiungere le seconde case anche fuori regione, a patto che queste non si trovino in zona rossa o arancione rafforzata. Nessuna possibilità per chi vive in una zona rossa. Ci si può trasferire esclusivamente con il proprio nucleo familiare e non è possibile ricevere visite di amici e parenti.

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