Lucano rischia grosso: chiesti 7 anni di carcere

Il pm di Locri ha chiesto 7 anni e 11 mesi di reclusione per Mimmo Lucano, l'ex sindaco di Riace indagato nel processo "Xenia". L'accusa: "Ai migranti arrivavano solo le briciole"

Lucano rischia grosso: chiesti 7 anni di carcere

Sette anni e undici mesi di reclusione. Questa la richiesta di condanna avanzata dal pm di Locri Michele Permunian a carico dell'ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, accusato nel processo "Xenia" di associazione a delinquere, abuso d'ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d'asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per presunti illeciti nella gestione del sistema di accoglienza dei migranti.

"Ai migranti solo le briciole"

"Il denaro qui è arrivato in quantità ma ai migranti sono finite le briciole". Sono state queste le prime parole della requisitoria formulata dal procuratore capo Luigi d'Alessio del processo "Xenia" che vede imputato Mimmo Lucano, ex sindaco di Riace diventato "simbolo dell'accoglienza". Il pm ha smentito fin dal principio qualsiasi pressione politica sul procedimento che vede Lucano, attualmente candidato alle prossime elezioni regionali con il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, accusato insieme ad altri 28 imputati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e truffa in relazione ai progetti di accoglienza agli immigrati nel piccolo comune della Locride.

Respingendo l’accusa di aver messo in piedi un "processo politico", il procuratore capo di Locri ha spiegato che "l’indagine è nata nel 2016 e ha attraversato diversi governi. Nel corso di questi anni devo dire che mi è capitato di incontrare i massimi rappresentanti di questi governi come l’onorevole Renzi e l’onorevole Salvini. Mai in nessuna occasione è pervenuta al nostro ufficio alcuna pressione su questa indagine che ha riguardato la mala gestio dei progetti di accoglienza. Le vere parti offese sono stati gli stessi immigrati visto che a questi ultimi sono state date le briciole dei finanziamenti elargiti dallo Stato. Quello che ha mosso l’inchiesta è stata una relazione prefettizia”.

"A Riace comandava lui"

L'ex sindaco di Riace - che questa mattina non era presente in aula a Locri - è sotto processo con l'accusa di associazione a delinquere, truffa, concussione falsità ideologica e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il pm ha chiesto la condanna a 4 anni e 4 mesi anche per la compagna dell'ex sindaco, Lemlem Tesfahun. Complessivamente, la pubblica accusa ha chiesto per tutti e 27 gli imputati 70 anni di carcere (chieste anche 3 assoluzioni). Il ministero dell'Interno ha chiesto agli imputati un risarcimento danni da 10 milioni. "A Riace comandava Lucano. Era lui il dominus assoluto", ha detto il pm nel corso della sua requisitoria, "la vera finalità dei progetti di accoglienza a Riace era creare determinati sistemi clientelari. Lucano ha fatto tutto questo per un tornaconto politico-elettorale e lo si evince da diverse intercettazioni. Contava voti e persone. E chi non garantiva sostegno veniva allontanato".