Pronta l’arma italiana per combattere il Covid-19

L’ambizioso progetto italiano, ideato dall’imprenditore trevigiano Diego Pol e sviluppato in smart working durante il lockdown, contribuirà nel lavoro di prevenzione e messa in sicurezza della salute pubblica dei cittadini. A partire dall’inizio della Fase 2, il prossimo 4 maggio, la soluzione Thermo Access sarà pronta e disponibile per essere installata in tutta Italia e nel mondo

Prevenzione, Protezione e Sicurezza”. Ecco le tre parole chiave che hanno acceso la scintilla dell’immaginazione e della creatività nella mente dell’imprenditore trevigiano Diego Pol per la realizzazione di un progetto inedito e rivoluzionario per combattere, dalla Fase 2 in poi, una nuova possibile diffusione del Covid-19 in Italia.

Memore dei drammatici giorni vissuti per lavoro in Liberia nel 2014, durante la terribile epidemia del virus Ebola, che ha colpito duramente il paese e altri stati dell’Africa Occidentale, l’impresario Diego Pol, amministratore unico di Cesaf S.r.l., società trevigiana che da decenni opera nel settore del contract e delle telecomunicazioni in Italia e all’estero, ha deciso di mettersi, ancora una volta, in gioco, accettando l’ambiziosa sfida di contribuire con la sua invenzione a fermare una seconda ondata di Coronavirus.

Dopo aver lavorato intensamente giorno e notte per dare vita alla propria idea, Diego Pol, in collaborazione con Andrea Minozzi, amico imprenditore e amministratore della C.M. Solutions di Padova, è riuscito a costruire Thermo Access, un dispositivo che risponde appieno alle obbligatorietà che si prospettano per il prossimo futuro, la Fase 2.

È necessario che ognuno di noi, con senso di responsabilità civile, si impegni attivamente alla prevenzione della diffusione di questo nemico invisibile. - dichiara Diego Pol - Per garantire a tutti un sicuro e tranquillo svolgimento delle attività, è indispensabile elevare i normali standard di sicurezza; l’esercente, il datore di lavoro, i dipendenti, i clienti devono poter accedere ad ambienti in cui è stato compiuto ogni sforzo possibile per evitare la diffusione del virus. L’indicazione del sintomo di stato febbrile è uno dei principali fattori da considerare, in una politica di prevenzione diligente ed efficace. Ebbene, Thermo Access è il dispositivo decisivo per la battaglia al Covid-19, appropriato e giusto per la salvaguardia comune: uno strumento semplice, efficiente, versatile ad ogni condizione architettonica/logistica, pronto per un uso immediato.

Leggendo la brochure tecnico-descrittiva dell’innovativo prodotto sul sitoweb dedicato www.thermoaccess.com (è possibile ottenere ulteriori informazioni chiamando il numero telefonico dedicato 0438/564359), capiamo che Thermo Access è un prodotto concreto, ideato per prevenire un’eventuale rinfocolazione del virus Covid-19, e non solo, in qualsiasi luogo del nostro Belpaese.

Le caratteristiche principali

Thermo Access è un sistema di rilevazione della temperatura corporea con precisione medicale, concepito a totem integrato e preconfigurato, studiato per la misurazione non solo nell’individuo adulto, ma anche nel bambino e nella persona disabile in carrozzina, pronto all’utilizzo in 5 minuti, senza l’ausilio di nessun tecnico per l’installazione, il tutto nel totale rispetto della privacy dell’utente.

Thermo Access è un dispositivo con tecnologia Plug & Play, disponibile in 4 diverse versioni, per rispondere a qualsiasi esigenza, sia di maggior controllo, sia di limitato spazio per il suo posizionamento. Oltre alla funzione di rilevazione della temperatura corporea, questa geniale soluzione è integrabile con un sistema di regolazione di accesso/contapersone (per la gestione dei varchi canalizzati quali porte con apertura automatica, tornelli, porte rotanti), un dispositivo di distribuzione di gel igienizzante, un apparato per la registrazione e gestione dei dati raccolti. In base alla programmazione, le immagini possono essere conservate o distrutte. Inoltre, l’assistenza o l’eventuale manutenzione di Thermo Access è possibile grazie al supporto da remoto, tramite accesso web riservato.

Come funziona

Thermo Access è dotato di un preciso sensore termico, capace di rilevare istantaneamente la temperatura corporea dell’utente. Thermo Access è intuitivo e di semplice funzionamento: il viso dell’utente viene inquadrato dalla telecamera e visualizzato nel display, che ne segnalerà il corretto posizionamento con un riquadro verde o, se inesatto, rosso. Configurato secondo il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro - 14 marzo 2020” e successive integrazioni, con set point di 37,5°C (impostabile), il display visualizzerà - al termine dell’operazione - la possibilità di entrare o meno all’interno dei locali. Il tempo necessario al rilevamento della temperatura è di 5 secondi.

La produzione su vasta scala di Thermo Access inizierà il prossimo 4 maggio. – affermano orgogliosi del loro progetto Diego Pol e Andrea Minozzi - Ci teniamo a sottolineare che questa nuova linea produttiva, in un periodo in cui tanti hanno perso il lavoro e non sanno come sbarcare il lunario, richiederà l’impiego di almeno 70/80 persone. Vogliamo inoltre sottolineare che questo dispositivo è stato totalmente concepito e progettato in modalità di lavoro “smart”; tante ore - concentrate in pochissimi giorni - trascorse ognuno davanti al proprio monitor perché questo progetto potesse diventare realtà concreta. Per questo, ringraziamo sentitamente i tecnici e tutti coloro che hanno collaborato con me alla riuscita di questo mio sogno.

Spinti da un grande sentimento di ammirazione e stima nei confronti di un imprenditore italiano, che decide di mettersi autonomamente in prima linea, rischiando anche la chiusura delle proprie attività lavorative, per arrestare l’avanzata di questo invisibile nemico (Coronavirus), che a poco a poco stiamo iniziando a conoscere, abbiamo deciso di conoscere meglio Diego Pol, la sua storia, la nascita del progetto Thermo Access e la sua grande ambizione di mettere in sicurezza tutto il nostro Paese.

Buongiorno Diego Pol, vorremmo partire dall’inizio di questo grande progetto, che ha l’obiettivo di contribuire alla prevenzione della diffusione del Covid-19. Quindi le chiediamo: come le è venuta in mente quest’idea?

Sono convinto che l’epidemia di Covid-19 abbia dato sin dall’inizio l’impressione di essere di fronte a un vero e proprio collasso economico. Ritengo che un imprenditore abbia l’obbligo di cercare, soprattutto in questo periodo, di essere propositivo e proattivo, e inventare qualsiasi cosa per aiutare la società, specie quella in cui vive. Questo profondo sentimento si è trasformato nel corso della mia carriera lavorativa in un dovere, in particolare nei confronti dei miei dipendenti e delle loro famiglie. Ho sempre vissuto con il pensiero di cosa potesse fare la mia azienda per la società che ci circonda. E in un periodo complicato come questo, credo di aver trovato una delle soluzioni che tanto cercavo. Sono 30 anni che faccio l’imprenditore e non avevo mai avuto un fatturato aziendale pari a zero. È impressionante pensare che un’azienda, che vive di produzione e di commercio, come la mia, si trovi davanti a una situazione in cui nel mese di aprile registri zero di fatturato. Questa era l’infausta previsione che avevamo e forse sarà la medesima anche per il mese di maggio.

Di fronte a tutto ciò, ho deciso che dovevo intervenire in qualche modo per cercare di cambiare le cose. Innanzitutto, mi sono preso un po’ di tempo per riflettere e pensare costantemente e pragmaticamente, facendo leva sulla mia esperienza africana in Liberia durante il terribile periodo in cui imperversava il virus Ebola. Ho iniziato a concentrarmi per rivivere tutte le percezioni e sensazioni che avevo provato e vissuto mentre ero lì, durante il periodo di picco della crisi. Nonostante Ebola e Covid-19 appartengano a due famiglie virali diverse, condividono, come tutti i virus, delle similarità: tutti e due sono invisibili. L’essere umano ha infatti paura di tutto quello che non vede e che, quindi, difficilmente riesce a controllare. Nei giorni di riflessione, chiuso in casa con la mia famiglia, mi sono riletto tutti i miei appunti di viaggio dell’esperienza in Liberia. Durante il mio soggiorno lavorativo in Africa, avevo preso l’abitudine di scrivere molto, annotando pensieri, idee, riflessioni ed emozioni, in particolare durante il periodo di lockdown che anche in Liberia ho dovuto affrontare come metodo preventivo per evitare un dilagare incontrollato della malattia.

Questo è il secondo lockdown che vive nella sua vita. L’esperienza in Liberia è stata uguale a quella vissuta in queste settimane in Italia?

Diciamo simile, ma non uguale. Anche lì praticamente funzionava più o meno come qui da noi per il Coronavirus. Inizialmente, le autorità hanno deciso di applicare un primo periodo di lockdown parziale, e al contempo sono scattate le medesime forme di precauzione. Le persone erano tenute a indossare dei guanti protettivi, ma non le mascherine, perchè la diffusione del virus Ebola avveniva per contatto, quindi la mascherina non era necessaria, giacchè la respirazione non veniva considerata un eventuale veicolo di contagio. Le altre misure predisposte consistevano in simili raccomandazioni e azioni, ad esempio: lavarsi spesso le mani con sapone antibatterico, evitare inutili spostamenti dalla propria abitazione, evitare qualsiasi tipo di contatto con altre persone, periodi di lockdown e disinfestazioni locali.

Cosa l’ha spinta a rileggere i suoi appunti di viaggio?

Considerando queste due epidemie come una sorta di esperienza parallela, mi sono messo alla ricerca di tutto ciò che avevo scritto che potesse trasmettermi un senso di sicurezza. Il ricordo di quei lunghi 62 giorni di angoscia vissuti in Liberia, mi ha fatto scattare una molla per la nascita dell’idea di Thermo Access. È stato proprio il rituffarsi in quelle mille emozioni, tutte diverse tra loro, scritte su un pezzo di carta che mi ha fatto tornare in mente anche come gli abitanti del luogo avevano iniziato ad affrontare l’emergenza. Tutti i locali si erano, infatti, adoperati nel avere un sistema di lavaggio mani, un sistema di rilievo della temperatura corporea, prima di entrare nel locale, che ti dava una percezione di sicurezza, ovvero di stare bene. Il solo fatto di misurare la febbre era non solo fondamentale, a livello oggettivo per la prevenzione, ma anche a livello psicologico, dato che le persone, che alla fine potevano entrare in ufficio, negozio, ecc,. erano tutte state sottoposte a un controllo. Tutto questo trasmetteva un profondo senso di sicurezza e tranquillità. Rileggendo i miei diari, ho notato che avevo fatto un elenco dei locali aperti al pubblico che non avevano preso dei metodi di precauzione adeguati e che cercavo di evitare per la paura di un possibile contagio.

Tornando al prodotto, Thermo Access, come è riuscito a trovare un partner lavorativo per questa nuova ambiziosa avventura?

Sono circa 6 mesi, quasi 1 anno, che ho deciso di adottare e applicare la parola chiave Condivisione come politica nella mia azienda, Cesaf Srl. Condividere ha i suoi vantaggi, in particolar modo se hai degli amici imprenditori. Per questo motivo, ho immediatamente chiamato Andrea Minozzi, amico e amministratore della C.M. Solutions di Padova, azienda produttiva di Quadri Elettrici MT/BT, Power Center, MCC, comprensivi di sistemi di automazione sia hardware che software.

Ho raccontato ad Andrea le mie percezioni ed emozioni del periodo in Liberia e da lì abbiamo iniziato un continuo e proficuo ciclo di riunioni sulle piattaforme virtuali disponibili (Zoom, Skype, Whatsapp), vista l’impossibilità di trovarci fisicamente da qualche parte, e così abbiamo cominciato a concepire assieme questo progetto.

Come è nato quindi il progetto?

Un giorno ho preso un foglio di carta A3 e ho fatto uno schizzo dell’idea che avevo in mente. L’intenzione era di realizzare qualcosa di importante, anche a livello fisico, che potesse trasmettere un senso di prevenzione e di sicurezza alle persone. Subito dopo, ho inviato un’email ad Andrea con la bozza del progetto e ci siamo messi immediatamente all’opera per svilupparla.

Possiamo affermare allora che questo progetto è stato concepito al 100% in smart working?

Sì, è proprio così. Thermo Access è stato ideato, pensato e sviluppato, completamente in modalità smart working. Non nascondo, comunque, che l’impatto iniziale sia stato alquanto difficile. La mancanza del contatto fisico e, in alcune situazioni, l’impossibilità di interpretare i gesti del corpo, non verbali, delle persone, non è assolutamente semplice, specie per noi imprenditori che necessitiamo di vedere realtà concrete e fisiche. Tuttavia, siamo riusciti ad abituarci velocemente a questa nuova situazione lavorativa, credendo fin da subito in questo progetto. Con il passare dei giorni siamo stati avvolti da una sinergia lavorativa tale che ci sembrava di aver lavorato da sempre insieme.

Sinceramente mi sono ricreduto. Fino a poco tempo fa, infatti, pensavo che spostarsi fisicamente per partecipare a riunioni in giro per l’Italia o per il mondo fosse fondamentale per portare avanti i propri business, ma oggi, invece, ho cambiato idea. Ho capito che questi nuovi modi di comunicazione possono sostituire benissimo il modo in cui abbiamo lavorato fino a ieri, portando anche dei grandi vantaggi e benefici: ottimizzazione di costi e tempo, riduzione di inquinamento dell’ambiente circostante, dato il minor utilizzo di macchine, treni e aerei utilizzati per muoversi.

È incredibile pensare come anche le emozioni possano essere condivise lavorando in smart working. Durante questi 30 giorni di attività incessante per realizzare il progetto Thermo Access, ci sono stati inevitabilmente anche dei momenti difficili, in cui alcuni test, risultati e prove non hanno dato sempre il risultato atteso. Ma, quando siamo riusciti ad ottenere dei risultati soddisfacenti, il clima di positività nel team è riuscito ad attraversare i monitor dei computer e a risollevare gli animi di tutti i nostri collaboratori in smart working, incrementando lo spirito di fiducia in ciò che stavamo facendo.

Applicherete, quindi, nelle vostre aziende una politica di smart working?

Sicuramente inizieremo ad incentivarlo ai nostri dipendenti, ove possibile. Crediamo, comunque sia, che se le nostre aziende fossero le uniche in tutto il territorio ad adottare in toto la modalità di telelavoro, avremmo delle notevoli difficoltà nel trasformare il nostro lavoro in un nuovo contesto di business. Ci auguriamo, infatti, che questo periodo di lockdown abbia fatto comprendere ai titolari delle aziende che lavorare intensamente in smart working è davvero possibile ed efficiente. Siamo convinti che già dai prossimi mesi potremmo vedere una graduale apertura da parte delle aziende verso questo nuovo modo di lavorare.

Ci parli ora della soluzione Thermo Access che avete progettato per la prevenzione e la sicurezza delle persone da una nuova diffusione di Covid-19.

Abbiamo ideato e realizzato 4 prodotti distinti, con l’intenzione di venire incontro ad ogni esigenza e situazione diversa. Thermo Access è stato concepito come prodotto versatile, con l’obiettivo di offrire qualsiasi soluzione. I quattro modelli attualmente esistenti sono: Totem, Totem Duo, Desk e Mini.

Il modello Totem è dotato di un singolo termoscanner a distanza, capace di rilevare la temperatura corporea a partire da un’altezza minima di 1,5 mt. Questo modello è particolarmente consigliato per la disposizione in uffici, fabbriche e aziende ed è inoltre economicamente vantaggioso rispetto al modello Totem Duo.

Il modello Totem Duo, invece, è dotato di un doppio termoscanner a distanza, capace di rilevare la temperatura corporea per altezze inferiori a 1,5 mt (bambini / disabili in carozzina). Questo modello rileva la misurazione di tutta la popolazione, quindi ha un prezzo leggermente superiore al modello Totem con un singolo termoscanner.

Il modello Desk è studiato per essere posizionato su banconi o tavoli. È dotato di monitor multifunzione e singolo termoscanner. Questa versione è rivolta maggiormente alle piccole attività, ad esempio bar, ristoranti, tabaccherie, ecc., che hanno spazi ridotti all’interno dei propri locali. Per questo motivo, abbiamo deciso di produrre una struttura più compatta e movibile, per essere posizionata ovunque.

Il modello Mini è un’altra innovazione notevole ed è stata pensata principalmente per tutti i mezzi di trasporto pubblici, ad esempio treni, autobus, tram e filobus, grazie alle sue dimensioni ultracompatte. Il funzionamento è semplice come quello di tutte le altre versioni, e lo scopo di questo modello, magari posizionato sopra le obliteratrici degli autobus, è misurare la temperatura corporea appena le porte del veicolo si aprono, affinché si possa garantire la sicurezza dei viaggiatori. La rilevazione viene effettuata ancor prima di salire sul mezzo. Già all’entrata del veicolo, sulla porta, è possibile avere la captazione del segnale e la relativa misurazione, con un’ottima attendibilità. Inoltre, ogni modello ha la possibilità di vedere installati degli optional, ad esempio: dispenser igienizzanti, piantane con pulsante contapersone in uscita, lettura badge del dipendente con collegamento al gestionale aziendale, ecc.

Oltre ad essere fondamentale come metodo di prevenzione e sicurezza nella Fase 2, crede che questo prodotto possa essere utilizzato d’ora in poi, magari per sempre?

Thermo Access è un prodotto che ovviamente trova il suo maggior impiego e utilizzo per tutte le fasi delicate che seguiranno la Fase 2. Questa soluzione è stata pensata inizialmente per arrestare una nuova ondata di contagio nelle prossime settimane, ma sicuramente, come gli scienziati e i virologi continuano a ripeterci, questo periodo non sembra essere breve, e, purtroppo, temo che dovremo convivere con questo nemico invisibile almeno per i prossimi 4-6 mesi.

Stiamo comunque già studiando vari software di upgrade (aggiornamenti) significativi, completamente gestibili da remoto, e, quindi, sono convinto che Thermo Access potrà rimanere sul mercato ed essere utilizzato per molto tempo.

Inoltre, una caratteristica addizionale di questo prodotto è la grafica. È infatti possibile personalizzare ogni totem con il proprio marchio, brand o logo, a seconda delle esigenze e preferenze delle aziende che si impegnano nel campo della prevenzione, della sicurezza e della salute pubblica.

Al giorno d’oggi, la tutela dell’utente ha sempre più un’importanza fondamentale. Come viene tutelata la privacy del cittadino con Thermo Access?

Nonostante in questo preciso contesto riguardante il Covid-19, la tutela della privacy appaia poco chiara, a livello di gestione e trattamento di dati personali, noi abbiamo già previsto la possibilità di attivare e disattivare qualsiasi funzione all’interno di ogni singolo modello. Ogni versione è dotata di un avvisatore ottico e acustico, entrambi disattivabili, se necessario. È inoltre possibile la disattivazione dell’immagine della persona che utilizza il totem. L’immagine può essere eliminata immediatamente oppure conservata. Ovviamente, la conservazione dell’immagine è altamente protetta da vari livelli di password, che prevedono una serie di autorizzazioni e tutela totalmente la privacy di ogni singolo utente. Una volta installati i vari modelli nei diversi luoghi, queste regole saranno successivamente gestite dagli acquirenti che utilizzeranno questi sistemi nei loro locali, assumendosi quindi la responsabilità ultima del trattamento dei dati personali. In aggiunta, ogni modello è già programmato per poter inviare un’email di segnalazione o un messaggio, o addirittura chiamare un numero telefonico, grazie alla presenza al suo interno di un router 4G.

Avete veramente pensato a tutto nella fase di ideazione e sviluppo di questo prodotto.

Sì! Ed è per questo che colgo l’occasione per ringraziare nuovamente tutti i componenti del nostro team, che non hanno chiuso occhio per giorni e che hanno contribuito a realizzare questo progetto. Ricordatevi che un imprenditore da solo non combina niente se la squadra che lo circonda non è collaborativa e non crede al progetto che insieme si sta creando. Ho avuto l’onore di collaborare con ragazzi che hanno lavorato 24 ore su 24 e che ci hanno messo una volontà e un impegno massimi per realizzare tutto ciò in tempi brevissimi e con un enorme spirito di gruppo, nonostante le molteplici difficoltà incontrate lungo la realizzazione di questa gamma di prodotti."

È possibile visionare il prodotto Thermo Access?

Certo. Abbiamo creato un sitoweb dedicato per il progetto Thermo Access (www.thermoaccess.com). Inoltre, è attivo un numero telefonico dedicato (0438/564359) per ricevere ulteriori informazioni sulle varie versioni disponibili.

Sono fermamente convinto che tutti insieme riusciremo a sconfiggere definitivamente questo nuovo nemico chiamato Covid-19, e a far ripartire il nostro Belpaese.

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Commenti

cir

Mer, 29/04/2020 - 10:55

una cavolata megagalattica.

cgf

Mer, 29/04/2020 - 11:09

Bravo Diego Pol, sono tecnologie già operative in oriente 17 anni fa, da allora ancora oggi negli aeroporti di Kuala Lumpur e Singapore viene misurata la febbre a tutti i pax in arrivo/partenza/transito. In ogni caso sono già disponibili in Italia, lo dico per certo perché sono circa due mesi che ricevo proposte di acquisto per apparecchiature simili, alcune fanno anche il riconoscimento facciale, è programmabile persino l'apertura dei tornelli che si aprono solo se sono soddisfatte tutte o alcune condizioni a seconda di come programmato.

dottMangoni

Mer, 29/04/2020 - 11:27

sono medico specializzato in malattie infettive in un ospedale del Veneto occidentale. Purtroppo I commenti fatti finora qui sopra da questi cari utenti, lasciano il tempo che trovano. Se vogliamo veramente aiutare I nostril concittadini in queste delicate fasi di discesa del numero di contagi, e' bene adottare misure di prevenzione tipo I termoscanner del signor Pol. a meno che non vogliamo sprofondare in un altro confinamento perenne. misure di prevenzione sono di sicuro termoscanner, guanti, mascherine, e saponi antibatterici, oltre alle dovute attenzioni che dovremmo assumere d'ora in Avanti.

Jon

Mer, 29/04/2020 - 11:29

E GLI ASINTOMATICI..??? Li trova il Mago Otelma vero..??!

dottMangoni

Mer, 29/04/2020 - 11:37

ripeto: bella iniziativa!! Questa e' l'Italia che merita

Giorgio5819

Mer, 29/04/2020 - 12:22

cir, chi ti manda, zingaretti ?

cgf

Mer, 29/04/2020 - 12:35

@eGRdottMangoni Lei non ha capito il senso, proprio perché non bisogna scherzare su certe cose, meglio affidarsi a tecnologie affidabili, no? Poi perché devo pagare di più per qualcosa che esiste già, è collaudata, dovrei orientarmi a chi fino a pochi mesi fa non aveva esperienza e solo perché "nostrano"? Oltre a non dovermi limitare alla misurazione corporea, perché non approfittare e nella medesima scansione fare un vero controllo accessi? alla fine spendo RAZIONALIZZO E SPENDO MENO in modo molto migliore di come sono stati fatti i tagli alla Sanità ed i medici hanno subito, questo si che mi fa…

dottMangoni

Mer, 29/04/2020 - 15:27

@cgf non so se abbia letto per intero l’articolo riguardante il sig. Diego Pol. Quest’installazione credo sia proposta a un pubblico di privati imprenditori, con negozi, uffici, aziende. È un metodo per avere un minimo di registro della salute degli utenti, per evitare di contagiare chi invece non presenza sintomi di febbre. Potrebbe anche essere installato a mio avviso in edifici pubblici. Ovviamente non rileva gli asintomatici ma è pur sempre un incipit per iniziare uno screening preventivo della popolazione, prima di arrivare alla tanto nominata immunità di gregge. Quindi per me questa soluzione, anche se base e non sierologica, è molto valida. Cordiali saluti, dott. Mangoni

Jon

Mer, 29/04/2020 - 15:38

@DottMangoni.. Questi governi di straccioni hanno COSTRETTO i Cittadini a subire il Virus SENZA STRUTTURE ADEGUATE, TAGLIATE PER I BILANCI EUROPEI, Costringendo Medici come Lei e maestranze Ospedaliere a veri e propri Miracoli e sforzi Immani, con centinaia di morti. Una Sanita' efficiente, senza delibere per le RSA, avrebbero limitato i decessi, come la media europea.. Il Virus e' nel malgoverno nostrano. Quando i farmaci ci sono e potevano accorgersi prima che non servivano ventilatori..Abbiamo sbagliato Tutto.. Ringraziamo Voi per aver limitato i danni..!!

cgf

Mer, 29/04/2020 - 15:56

@dottMangoni ho scritto di aeroporti, ma lei una persona come john travolta che arriva a casa sua direttamente dall'aereo? Ho scritto di tornelli, lei vede mai tornelli in luoghi privati? Spero di non dovermi mai curare da lei, non è attento, ho scritto SONO CIRCA DUE MESI CHE RICEVO PROPOSTE DI ACQUISTO PER APPARECCHIATURE SIMILI, ALCUNE FANNO ANCHE IL RICONOSCIMENTO FACCIALE, È PROGRAMMABILE PERSINO L'APERTURA DEI TORNELLI CHE SI APRONO SOLO SE SONO SODDISFATTE TUTTE O ALCUNE CONDIZIONI A SECONDA DI COME PROGRAMMATO. e se permette il riconoscimento facciale, oltre alla programmazione degli orari, potrebbe venire molto utile per ragioni di sicurezza non solo per chi entra, ma per chi esce. Mi riferisco in particolare a quei soggetti, di cui lei è venuto a conoscenza, che dall'interno dei reparti spariscono per una sigaretta e/o per non tornare.

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 29/04/2020 - 17:29

ho una notizia sensazionale da dare al mondo! oggi alle ore 13,00(ora italiana) ho scoperto il vaccini anti coronavirus, costa poco e non ha effetti collaterali, vi do la formula: spaghetti, aglio, olio e peperoncino.vi posso assicurare che gli altri esperti e case farmaceutiche stanno a zero!

cgf

Mer, 29/04/2020 - 18:16

uhmmmm non è che il dott.Mangoni in realtà sia Diego Pol?

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mer, 29/04/2020 - 19:33

Tanto di cappello alla inventiva e alla conoscenza ... speriamo che poi la fabbrica rimanga nel Bel Paese ... altrimenti costretta a "delocalizzare" fuggire all'estero per non essere strozzata dalla farraginosa burocrazia e sua sorella fiscalità.

Ritratto di HARIES

HARIES

Gio, 30/04/2020 - 14:01

@dottMangoni Bisogna darsi una mossa tutti. Ma soprattutto mettere come ministro della salute un medico. E magari, siccome siamo in Italia, sarebbe ancora meglio mettere un Nobel alla Medicina.

Una-mattina-mi-...

Gio, 30/04/2020 - 14:57

SUPERCAZZOOLA DI BOIATE

mariolino50

Sab, 02/05/2020 - 10:15

cgf Grazie alla pratica del massimo risparmio qui non si produce più quasi nulla, e spesso dall'oriente arrivano belle porcherie. Ogni cosa comprata all'estero è un esborso di valuta verso altri, almeno lo stato ci dovrebbe pensare a far restare i danè in casa, anche se sembra di pagare di più. Tutti questi mezzi tecnologici servono anche al controllo capillare della popolazione, specialmente il riconoscimento facciale, da vero grande fratello, infatti sono molto usati in Cina, che non brilla certo come paese liberale.

cgf

Sab, 02/05/2020 - 10:50

@mariolino50 lei ha capito una radice quadrata di quanto ho potuto scrivere a 1000 caratteri alla volta, è una realtà quella descritta, con l'ideologia non si mangia a meno che lei non sia MARX, il quale certo non aveva problemi di denaro. A parte che ho sempre ribadito che tale tecnologia esiste già da tempo, DICHIARO DI NON RIFERIRMI AL CASO DELL'ARTICOLO, però esistono aziende che comprano in Cina per rivendere in Europa, una proprio nella regione citata, i cui titolari quasi si vergognano di quanto guadagnano. Il top è in Germania, ha idea di quante cose consumante/esportate dalla Germania sono prodotte in realtà in Cina? Di tutto, compresi alimentari e frutta. Poi ognuno è anche liberissimo di riprogettare l'iPhone…

mariolino50

Sab, 02/05/2020 - 12:58

cgf Che funzioni come dice lei lo so benissimo, per poter scegliere bisognerebbe sapere dove realmente è prodotta la roba, altrimenti vieni in pratica truffato, un conto è made in Germany o Italy, un altro China o Vietnam. La maggior parte del vestiario viene prodotta da quelle parti, e venduta qui a prezzi occidentali, moltiplicando il guadagno oltre ogni misura lecita, e prendendo per il cu.lo gli acquirenti. La tracciabilità reale dovrebbe essere obbligatoria su tutto.

necken

Sab, 02/05/2020 - 15:45

a leggere i vari post sembra che alcuni preferiscono l'immunita di gregge e magari in futuro il farmaco miracoloso che verrà somministrato a tutti e pagato con le tasse di quella parte di Italiani che le paga

WSINGSING

Sab, 02/05/2020 - 16:53

Di fatto non serve ad una mazza. Un qualsiasi soggetto contagiato OGGI, può infettare altri per giorni e giorni fino a quando gli compare la febbre. Analogamente per gli asintomatici. Almeno così è stato detto al mondo intero. Inventassero piuttosto qualche altra cavolata, dato che in Italia la credulità è molto apprezzata.

Ritratto di Flex

Flex

Dom, 03/05/2020 - 10:25

A me sembra una grande "fregatura" sempre nel solco del controllo di massa.