Puglia, musulmani contro Regione: "Turismo halal? Non è muslim friendly"

L'associazione nazionale dei musulmani italiani prende le distanze dalle informazioni date sul turismo musulmano durante un seminario organizzato dalla Regione Puglia

Quando si parla di Islam è come stare su un campo minato. Capita spesso che ci sia confusione tra i concetti che sono alla base della religione.

Ed è quello che è capitato in Puglia. La Regione il 5 dicembre scorso ha organizzato, a Bari, un workshop sullo sviluppo del turismo detto "Muslim Friendly", ovvero il turismo musulmano.
L'incontro, organizzato dalla sezione turismo della Regione, dal Teatro Pubblico Pugliese e da PugliaPromozione, era rivolto agli operatori del settore turistico della Regione. Più in generale, l'iniziativa rientrava nell’ambito del progetto "Destinazione Puglia". L’obiettivo dell'incontro era gettare le basi per lo sviluppo di un’offerta strutturata di turismo halal nel tacco d'Italia.

Dall'iniziativa, però, ha preso le distanze l'associazione nazionale dei musulmani italiani (l'Anmi).

Noi del Giornale.it abbiamo avvicinato il presidente dell'associazione, Raffaello Yazan Villani, per capire cosa è stato detto, di errato secondo il dogma, durante l'incontro organizzato dalla Regione Puglia.

"Tante sono state le informazioni sbagliate che sono state dette, ve le posso elencare" ha dichiarato Villani, facendo un elenco ben preciso che abbiamo voluto riportare di seguito.

  • È stato detto che il diritto islamico è il fiqh (la dottrina), mentre chiunque abbia un minimo di conoscenza in materia, sa che il diritto islamico è la shari'ah, e ne esiste solo una, mentre il fiqh è la dottrina del diritto, e ve ne sono quattro, sono le cosiddette scuole musulmane.
  • È stato detto che nella macellazione dell'animale si può staccare il coltello nell'atto del sacrificio, ma non è assolutamente vero, la macellazione, o sacrificio, si compie come scritto nella Bibbia
  • È stato detto che nella finanza islamica vi è un sistema particolare che aggira i tassi di interesse, ma questi sono assolutamente vietati. Si chiama finanza islamica proprio perché è diversa ed esistono i "sukuk" (cioè dei certificati di investimento conformi alla Sharia, la legge islamica tradizionale, che proibisce il prestito a interesse)
  • Sono stati detti nomi di città collocandole in nazioni diverse rispetto a dove si trovano realmente
  • Si è parlato di storia, di geo-politica e di cultura islamica, ma non si è per nulla accennato al significato di "Halal" e "Haram". Cosa insolita in un convegno basato proprio sul Muslim Friendly. (il Muslim Friendly comprende tutte le tematiche applicabili al turismo dell'Halal e Haram, a ciò che è lecito o illecito)
  • È stato detto che bisogna adeguare gli aeroporti per i musulmani, ma non è stato detto come. L'unica cosa detta è che bisogna scrivere ogni informazione anche in arabo (all'interno degli aeroporti). Anche su questo concetto bisognerebbe discuterne perchè non esiste nessun albergo per musulmani, neanche nei paesi islamici. L'importante per un musulmano è che nella camera in cui alloggia, quando viaggia, non ci siano immagini cattoliche sacre e alcolici nei frigo bar. L'arabo è parlato solo dagli arabi che sono solo il 15 per cento dei musulmani del mondo. E gli altri se scrivi in arabo come leggono? - continua Villani - ci sono turismi musulmani che provengono dalla Malesia o dal Pakistan, ad esempio, e che l'arabo non lo conoscono
  • È stato detto che non si può pregare in tutti i posti perché devono prima essere "bonificati". Ma cosa si intende per bonifica? Questa è un'altra informazione falsa perché il musulmano può pregare ovunque. L'importante è che il luogo sia pulito. Gli unici posti in cui non si può pregare sono i bagni e i cimiteri. C'è proprio un versetto del Corano che dice "Ogni luogo sulla terra è moschea".
  • È stato detto che il 20 per cento dei musulmani sono estremisti e che l'80 per cento è formato da non estremisti. Ma questa percentuale non esiste. Non vi è nessun dato statistico che possa confermare questo
  • È stato detto che per avere un menù Halal (quindi adatto per i musulmani) basta togliere la carne. Ma non è così, essere musulmani non significa essere vegetariani
  • È stato, infine, detto che non vi è nessun problema, in Italia, per il lavaggio sacrale perché c'è il bidet

Ma non è finita. Secondo quanto si legge sul giornale dei musulmani "Daily Muslim", c'è un altro punto fondamentale da cui l'Anmi prende le distanze. Si tratta della partecipazione della Regione Puglia al "World Halal Summit 2020" ad Istanbul, in Turchia. Stando a quanto riportato dall'associazione musulmani italiani, la Regione Puglia non ha alcuna offerta per il turismo halal oltre al "Puglia Halal Tour" e che, inoltre, non è ancora operativo. Lo sarà a partire da aprile prossimo tramite accordi con aziende giordane, americane e malesi.

Si tratta di un tour privato della "KS Travel & Business", un'azienda specializzata nel turismo musulmano e che non ha rapporti istituzionali con la Regione Puglia. Inoltre, le aziende certificate halal sono ancora poche nella regione. L'associazione musulmana pone, quindi, un interrogativo? "Cosa proporremo alla fiera di Istanbul? Non sarebbe stato più utile usare quei soldi per potenziare l’offerta turistica pugliese per i musulmani?".

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Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Mer, 29/01/2020 - 09:35

rivolgetevi ad emiliano della giunta pidiota

Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 29/01/2020 - 11:18

... questo è solo l'inizio!