Puglia, “sparite” le discariche pubbliche

Tra sequestri e vecchi siti, i rifiuti pugliesi sono in mano a quattro privati. Si teme sia necessario smaltirli fuori regione. Arrivano proposte da Udine

Puglia, “sparite”  le discariche pubbliche

Scatta l’sos discariche in Puglia. Tra i sequestri giudiziari e la chiusura di vecchi siti di raccolta rifiuti, la Regione teme il peggio. Per mancanza di spazio, si teme i rifiuti

pugliesi vengano smaltiti in altri territori. Si, ma dove? Ancora non è chiaro.

Per adesso, in maniera temporanea, ad occuparsi della gestione sarà Amiu Puglia (il cui socio di maggioranza è il sindaco di Bari, Antonio Decaro).

La situazione che si prospetta è allarmante. Eccezion fatta per Cerignola e Deliceto, entrambi in provincia di Foggia, in Puglia sono “sparite” le discariche pubbliche. Ora i rifiuti sono smaltiti in quattro grandi discariche private: a Canosa (in provincia di Bari), a Statte, Massafra e Grottaglie (in provincia di Taranto). Ma oramai anche la capacità di questi siti è in via di esaurimento, se si pensa che lì convergono i rifiuti di un’intera regione.

Certo, questo non “dispiace” ai privati. I rifiuti vengono raccolti nei capoluoghi per essere biostabilizzati e poi trasportati con camion nei quattro centri. Ciò significa un spesa considerevole in termini di trasporto con un fatturato, per le aziende interessate, di oltre 6 milioni di euro al mese (quasi 2 milioni di euro a testa per le discariche private).

Le proposte per un nuovo assetto ci sono e vengono dal Friuli Venezia-Giulia. Alcune ditte di Udine sarebbero interessate ai rifiuti pugliesi da smaltire in Slovenia (il costo è di 130 euro a tonnellata) e ci sarebbe un risparmio per le casse dei Comuni.

Intanto si aspetta in questi giorni la dichiarazione di fallimento, presso il tribunale di Bari, della “Lombardi Ecologia” che toglierebbe il servizio a circa trenta Comuni pugliesi; a Brindisi oggi scade la terza ordinanza firmata dall’ex sindaco Mimmo Consales e Amiu Puglia si farà carico (ma solo temporaneamente) di 230 dipendenti che altrimenti si ritroverebbero senza lavoro, per un fatturato di circa 1,2 milioni di euro.

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