Ragazza nel dirupo: senza rogatoria tunisino rischia scarcerazione

Manca soltanto un piccolo tassello per chiudere il mosaico. Senza quello, però, si rischia di dare un nuovo corso alle indagini su quello che è stato battezzato il giallo dell’estate sanremese

Ragazza nel dirupo: senza rogatoria tunisino rischia scarcerazione

Manca soltanto un piccolo tassello per chiudere il mosaico. Senza quello, però, si rischia di dare un nuovo corso alle indagini su quello che è stato battezzato il giallo dell’estate sanremese. Parliamo della turista tedesca, di origine russa, Alena Sudokova, 22 anni, precipitata da un costone roccioso a picco sul mare, la notte del 31 luglio scorso, a margine di un probabile tentativo di violenza carnale.

Con l’accusa di tentato omicidio è finito in carcere un immigrato tunisino di 32 anni, Zied Yakoubi, irregolare in Italia, che secondo il sostituto procuratore Barbara Bresci, di Imperia, potrebbe aver spinto la ragazza nel dirupo, durante l’aggressione.

Molti, tuttavia, restano gli interrogativi da chiarire sulla dinamica. E’ stato lui a spingere la giovane o quest’ultima è caduta, nel tentativo di sottrarsi? Lo stesso nordafricano indagato, tra l'altro, è rotolato dalla roccia, ma riportando ferite meno gravi. Il nodo della questione è molto semplice: dopo un mese circa di degenza in Italia, Alena è tornata in Germania, per proseguire con la riabilitazione.

E’ stata diverso tempo in coma farmacologico ed ha anche riportato alcune lesioni cerebrali permanenti. Il 2 ottobre scorso, la Procura di Imperia ha inoltrato alle autorità tedesche un ordine europeo di indagine (tradotto anche in tedesco) con la richiesta di ascoltare la ragazza, qualora fosse in grado di parlare, ma finora non è arrivata alcuna risposta ufficiale. Il rischio è che a fronte di questi ritardi, il pm si veda costretto a chiudere le indagini, chiedendo l’eventuale rinvio a giudizio, in assenza della prova più importante: la versione della parte offesa, ammesso che sia già in grado di parlare.

Senza dimenticare i termini per la custodia cautelare e la possibilità che, in mancanza, di una accusa diretta (quella della ventiduenne), la difesa dell’imputato possa chiederne la

scarcerazione. Il tunisino, infatti, si è sempre dichiarato innocente, malgrado un testimone (un inglese affacciato da un terrazzo) abbia detto, sin da subito, di aver visto la coppia litigare e un uomo prendere Alena dai capelli.

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