Coronavirus

In Rai vietato parlare dei morti in ospizio nelle Regioni rosse

Vietato parlare delle residenze per gli anziani nelle regioni rosse. Ne avevamo il dubbio, ora si è cristallizzato in una certezza

In Rai vietato parlare dei morti in ospizio nelle Regioni rosse

Vietato parlare delle residenze per gli anziani nelle regioni rosse. Ne avevamo il dubbio, ora si è cristallizzato in una certezza. Mass media, opinionisti e magistrati sono focalizzati sul caso delle Rsa milanesi e lombarde. Strutture finite sotto la lente d'ingrandimento per l'enorme numero di vittime registrato nelle ultime settimane. Un interesse legittimo, anche se, in alcuni casi, legato a stretto filo a un interesse politico: screditare il sistema Lombardia e il suo governatore. Ma cosa sta succedendo nelle residenze per anziani del resto d'Italia? Su tutto il Paese sono distribuite 4.629 residenze per anziani con decine di migliaia di pazienti. Ma quasi nessuno ne parla. Tutto coperto da un muro di omertà. Qualche trafiletto sui giornali e poco spazio in tv. Certo, Milano e la Lombardia sono l'epicentro della pandemia e di conseguenza è normale spostare i riflettori su una realtà così drammatica. Ma perché non indagare anche sui decessi avvenuti nelle residenze delle altre regioni? La risposta ce la fornisce, involontariamente, l'ex ministra Valeria Fedeli, ora capogruppo del Pd in vigilanza Rai: «È vergognoso che il Tg2 si sia inventato un servizio sulle morti nelle case di cura per anziani toscane, cercando di equiparare la situazione a quanto sta avvenendo in Lombardia. In Toscana non sta accadendo nulla di comparabile con quanto avvenuto nelle Rsa lombarde. Quello che non è accettabile è che il Tg2 cerchi di raccontare una realtà che non esiste. Sarà un'altra delle questioni che sarà urgente sollevare in commissione di Vigilanza Rai». Quindi, «Fedeli» alla linea della censura sovietica, secondo l'esponente dei democratici il Tg2 di Gennaro Sangiuliano non può infilare il naso nelle strutture sanitarie toscane. Non sia mai che esca fuori qualche magagna anche lì e magari ci vada di mezzo anche il rossissimo governatore Enrico Rossi. Compagno non tocca compagno. Poco importa che le toghe si siano mosse per fare luce anche sulle strutture toscane, emiliane e pugliesi. Meglio tacere e fare il pesce in barile, nascondere tutto sotto l'ampio ombrello mediatico dell'inchiesta lombarda. Anche in tempi di pandemia il bilancino delle convenienze politiche non smette di lavorare.

Così, se il governatore è amico, un servizio giornalistico che cerca di fare luce su uno dei drammi dell'emergenza Covid diventa «vergognoso e non accettabile». Ripetiamo le parole della Fedeli: «Vergognoso e inaccettabile» e, giusto per essere precisi: su dodici servizi sulle Rsa solo tre si sono occupati di Toscana, Emilia-Romagna e Puglia. Tutti gli altri di Lombardia e Piemonte. Ma evidentemente bastano tre servizi su altrettante regioni (toh, tutte rosse), per evocare la censura da parte della Commissione di vigilanza. L'unica cosa vergognosa e inaccettabile, cara onorevole Fedeli, è il suo attacco alla libertà di informazione e al servizio pubblico. Ma purtroppo questo, per la sinistra, è un vecchio vizio.

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