Ravenna, fazzoletti e accendino per dar fuoco ad auto: preso ghanese

Lo straniero ha inoltre violato il divieto di dimora nel comune di Ravenna, disposto nel maggio del 2019, quando spaccò 22 specchietti retrovisori in una sola notte, scagliandosi poi contro i carabinieri intervenuti

Qualche tovagliolo di carta in tasca ed un accendino, tanto bastava al ghanese per cercare di dar fuoco all'auto presa di mira per le strade di Ravenna. Almeno due i tentativi di cui si è reso protagonista A.G.I., ghanese di 24 anni regolare sul territorio nazionale ma pregiudicato e senza fissa dimora, tratto in arresto dagli uomini della questura con l'accusa di danneggiamento aggravato, a cui si aggiunge anche la violazione della misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Ravenna,

Gli episodi incriminati si sono verificati in entrambi i casi durante le ore notturne e lungo via Carducci, come riferito dalla stampa locale. Il primo dei due tentativi, non andato a buon fine, l'africano lo ha effettuato nella notte compresa tra gli scorsi venerdì 7 e sabato 8 febbraio. Obiettivo del suo raid una Golf, ma il tentativo di dare alle fiamme l'autovettura in questo caso non aveva funzionato a dovere.

Seguendo sempre lo stesso metodo utilizzato solo la notte prima, A.G.I. ci aveva riprovato anche sabato, prendendo di mira in questa occasione un'auto ibrida parcheggiata a bordo strada, per la precisione una Toyota CH-R. Come mostrato dalle videocamere di sorveglianza, monitorate con attenzione dagli inquirenti per tentare di risalire al responsabile dell'atto di vandalismo, lo straniero si è semplicemente piegato verso il passaruota posteriore dell'auto, dove ha depositato i fazzolettini appena dati alle fiamme con il proprio accendino, prima di allontanarsi dal posto e far perdere le proprie tracce.

L'allarme è scattato verso l'1:45 del mattino, quando in via Carducci si sono precipitati i vigili del fuoco i quali sono riusciti a domare l'incendio e ad evitare ulteriori danni, ma nulla hanno potuto fare per il veicolo, irrimediabilmente danneggiato. Dai primi rilievi effettuati sul posto era apparso chiaro che si trattasse di un atto vandalico e non di un incidente, ragion per cui gli inquirenti hanno lavorato a lungo per ricavare quante più immagini ed informazioni possibili dalle videocamere di sorveglianza attive nelle vicinanze di via Carducci.

Grazie ad esse è stato possibile non solo risalire all'identità del responsabile, personaggio come detto già noto alle forze dell'ordine, ma ricostruire anche i suoi spostamenti e ricollegare sempre allo stesso responsabile anche il tentativo di rogo ai danni della Golf.

Lo straniero, che indossava gli stessi abiti utilizzati anche nei giorni in cui aveva appiccato entrambi gli incendi, è stato individuato dagli uomini della questura di Ravenna in via Renato Serra, nelle vicinanze di una mensa per persone in difficoltà e arrestato lo scorso mercoledì 12 febbraio. Durante la perquisizione sono stati inoltre rinvenuti sia dei fazzolettini di carta, simili a quelli usati nel doppio atto di vandalismo, che l'accendino. Trasportato in questura, sono inoltre emersi i suoi precedenti e la violazione del divieto di dimora nel comune di Ravenna per 3 anni, a causa di quanto commesso lo scorso maggio 2019. In quell'occasione, il ghanese spaccò in una sola notte ben 22 specchietti retrovisori in via Falier: quando i carabinieri arrivarono sul posto per fermarlo, oppose nei loro confronti una strenua resistenza e venne così condannato al daspo. Si trova ora in attesa di udienza di convalida.

Commenti

Peo11

Ven, 14/02/2020 - 16:06

Pane, acqua e lavori socialmente utili per rifondere tutti i danni. E poi espulsione in Ghana, sempre a sue spese.

Ritratto di anticalcio

anticalcio

Ven, 14/02/2020 - 16:44

arrestato?? ahahahha..per quante ore? domani è ancora li',con l'accendino e carta!!

bruco52

Sab, 15/02/2020 - 17:55

"...regolare sul territorio nazionale ma pregiudicato e senza fissa dimora", regolare, perciò con permesso di soggiorno, ma il permesso di soggiorno non si dà a chi ha un lavoro, una residenza fissa e documenti in regola? questo è il grande mistero della giustizia italiana, che lascia liberi i delinquenti o non li rispedisce al loro paese, ma che magari incarcera per anni degli innocenti, solo in base ad accuse fumose, senza prove concrete....