"Sofferenza fisica estrema...". Richard Gere torna sulla passerella su Open Arms

Ospite da Fabio Fazio, Richard Gere non ha perso occasione per fare sfoggio di buonismo e per ricordare l'esperienza sulla Ong

"Sofferenza fisica estrema...". Richard Gere torna sulla passerella su Open Arms

Richard Gere sembra aver trovato una seconda vita professionale in Italia dopo gli sfarzi di Hollywood. La passerella a bordo di Open arms nel 2019 è stato solo il preludio a un nuovo corso, quasi tutto italiano, per il sex symbol americano. Ed è proprio in virtù del suo impegno come attivista per i diritti umani che Richard Gere è stato ospite in esclusiva da Fabio Fazio nel corso della prossima puntata di Che tempo che fa, il programma della domenica sera condotto dal giornalista su Rai3.

L'intervista è stata incentrata principalmente sull'impegno filantropico di Richard Gere, con particolare attenzione sulla guerra in Ucraina. "Credo che tutti noi abbiamo una reazione viscerale. Tutti abbiamo una reazione analoga vedendo la sofferenza di tutti i bambini e innocenti colpiti dalla guerra, che sarà una sofferenza che si ribalta nel futuro", ha detto l'attore da Fabio Fazio. Il conflitto scatenato in Ucraina, così come ha dichiarato Gere, "è uno sconquasso della società russa, una visione più profonda è un'aberrazione che viene permessa sul nostro pianeta".

A differenza di molti suoi colleghi che professano il pacifismo a tutti i costi, l'attore ha sottolineato le due facce di chi dice no alla guerra: "Credo che ci siano due parti del nostro ambiente che hanno diverso punti di vista.Il primo è della non violenza totale, ma non sono Gesù Cristo o il Buddha ma in pochi possono definirsi tali. Dobbiamo fare il possibile per impedire attacchi e abusi e dare aiuti umanitari. La considero un'opportunità per considerare cosa stiamo facendo". Quindi, l'attore si è sbilanciato anche sulla crisi energetica: "A causa dei combustibili fossili, visto cosa è successo con Putin, è arrivato il momento di dire basta. dobbiamo considerarci fratelli e sorelle, è una cosa che funziona a tutti i livelli".

In relazione alla suo impegno per i migranti nel Mediterraneo, incalzato da Fazio, Richard Gere è tornato sulla sua passerella su Open Arms nel 2019: "L'unico vero peccato è credere in se stessi in quanto separati dagli altri esseri. Se condividiamo questa allucinazione si scatenano una serie di mali. Appena sono salito a bordo di quella nave li ho visti come esseri umani e in quel momento avevano una sofferenza estrema fisica e io sono riuscito a capire la tragedia umana che stavano vivendo".

Da Fabio Fazio l'attore è stato ospite per lo più in qualità di fondatore della Gere foundation, che lo scorso anno ha celebrato il 30° anniversario, e di presidente del CdA della non-profit International campaign for Tibet, che dallo scorso aprile ha dato supporto a una campagna per la raccolta fondi per la crisi in Ucraina.

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