Ricoverato in terapia intensiva per Covid: invece è leptospirosi

Il 17enne aveva sintomi del tutto simili a quelli dati dal coronavirus. Allarme rientrato tra gli amici che erano con lui a una festa in piscina

Ricoverato in terapia intensiva per Covid: invece è leptospirosi

Un 17enne residente nella Bergamasca era stato ricoverato nel reparto di terapia intensiva per Covid. Adesso però si scopre che era stato intubato a causa di un’altra malattia: la leptospirosi. L’allarme era scattato subito martedì 18 agosto quando il giovane, residente ad Albano Sant’Alessandro, nella Bergamasca, era arrivato al pronto soccorso di Seriate con febbre e sintomi gastrointestinali.

Non è Covid ma leptospirosi

Il giorno di Ferragosto aveva partecipato a una festa in piscina con una ventina di amici. Prima era stato ricoverato nel reparto di pediatria dell’ospedale Bolognini di Seriate, successivamente era stato trasferito in quello di rianimazione, dato il peggioramento delle sue condizioni. Era quindi stato sottoposto al tampone che aveva dato esito positivo. I medici hanno quindi deciso di trasferire il giovane paziente al reparto di terapia intensiva del Policlinico di Milano. Qui il 17enne era stato sedato e intubato. Intanto le autorità avevano rintracciato i partecipanti alla festa ed erano stati sottoposti al test. Per tutti il risultato era negativo.

La diagnosi anche per il ragazzo cambia: si tratta di leptospirosi. Si tratta di una malattia infettiva acuta sistemica di tipo vasculitico, causata da spirochete del genere Leptospira. I sintomi possono variare da lievi come mal di testa, dolori muscolari e febbre a gravi con emorragia dai polmoni o meningite. Di solito viene trasmessa da batteri animali, per esempio attraverso l’urina dei roditori, o acqua che li contiene. Il batterio può infettare l’uomo tramite il naso, la bocca, gli occhi o anche ferite sull’epidermide. I sintomi sono simili a quelli causati da Covid: febbre alta, dolori toracici, tosse. Il ragazzo pian piano ha cominciato a migliorare, a tornare cosciente e a riuscire a respirare in modo autonomo.

Restano i dubbi

Il padre del 17enne ha fatto sapere che il figlio adesso sta molto meglio. Il ragazzo si trova ancora a Milano ma si è svegliato e sta migliorando. Ci vorrà ancora del tempo prima che riesca a riprendersi del tutto e a sconfiggere completamente il batterio. Nel tardo pomeriggio di martedì i genitori sono riusciti a parlare con lui in video chiamata. È apparso ancora un po' frastornato ma in fase di miglioramento. Intanto è arrivato anche il risultato negativo al coronavirus del tampone. Il 17enne dovrebbe restare ancora qualche giorno nella struttura ospedaliera milanese e poi essere trasferito in una più vicina a casa. Qualche dubbio comunque resta. Prima è stato classificato come paziente Covid ricoverato in terapia intensiva, poi si è scoperto che si trattava di un’altra malattia. Aveva quindi anche il Covid, dal quale è guarito in meno di una settimana? E nelle statistiche ufficiali come è stato classificato?

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