La lezione dell'avvocato alla Murgia

Con una lunga lettera Federica Nardo, giovane avvocato, ha smontato punto per punto le accuse della Murgia al generale Figliuolo

La lezione dell'avvocato a Michela Murgia: "I nostri uomini in uniforme sono eroi, non dittatori"

La lettera aperta, pubblicata sull'edizione odierna di Italia Oggi a firma di Rita Dalla Chiesa, è stata erroneamente attribuita alla conduttrice. Ce ne scusiamo con i nostri lettori, la stessa Dalla Chiesa e l'autrice della lettera.

Le parole di Michela Murgia su Francesco Paolo Figliuolo hanno destato molto clamore e hanno scosso l'opinione pubblica. Sono stati tanti i commenti critici nei confronti della scrittrice sarda, che ha equiparato l'utilizzo dell'uniforme da parte del commissario a quello dei dittatori. Tra i tanti commenti c'è stato quello di Federica Nardo, avvocato italo-francese, che dopo ave seguito l'intervento di Michela Murgia ha voluto condividere un suo pensiero su Facebook, talmente centrato sul punto da diventare rapidamente virale.

"Uniforme, non divisa"

"Vede, io credo che Lei un militare non lo abbia mai incontrato e che l'idea di uniforme (non divisa), Murgia, da «scrittrice» riformatrice del vocabolario quale lei dice di essere, dovrebbe sapere che divisa e uniforme non sono sinonimi - sia poco definita nella sua mente", esordisce Federica riferendosi direttamente a Michela Murgia. "Visto che io con un uomo che ha onorato la Patria e l'uniforme ci son cresciuta, le spiego un paio di cose punto per punto: iniziamo a capire chi è l'uomo che lei ha tanto disprezzato", prosegue l'avvocato, che poi racconta il percorso fatto dal generale Figliuolo per indossare quella divisa, fin da quando ha frequentato l'Accademia militare di Modena, frequentata da persone "che hanno fatto dell'amore per la Patria la loro priorità".

La Patria e gli eroi

Ed è proprio sul concetto di Patria che Federica Nardo ha voluto mettere i puntini sulle i con Michela Murgia: "Sì, la Patria, Murgia, quell'Italia tanto dissacrata e maltrattata da quelli che cercano il marcio a tutti i costi, da quelli che applaudono al vilipendio al tricolore, messo in scena da Achille Lauro a Sanremo, da quelli che si ricordano di essere italiani solo quando gioca la nazionale con una pizza fumante in mano. E quando si serve la Patria si è in servizio h24, l'uniforme diventa una seconda pelle, con il caldo, con il freddo, quando si salvano vite umane". La ragazza, quindi, ha ricordato alla scrittrice che è proprio in nome della Patria che i militari con le loro uniformi rischiano la vita nelle zone ad alto rischio: "Niente dittatori lì, ma persone che fanno del bene, eroi".

E dopo una stoccata sull'inviso (dalla Murgia), modello patriarcale, la ragazza affonda ancora il colpo: "Gli eroi, comunque, non sono tutti maschi, ma anche donne, sia civili che in uniforme, ma forse Lei questo non lo sa, occupata com' è a portare la figura di finta femminista impegnata da un salotto televisivo all'altro, tra podcast e dirette Instagram non ne ha davvero il tempo. Lo capisco".

Cancel culture

Federica Nardo, quindi, si domanda che cosa spaventi Michela Murgia, chiedendosi se la sua non sia un po' una coda di paglia, perché "forse lo sa da sé che nel parapiglia sinistroide della pandemia l'unica cosa da fare era mettere un po' di rigore militare. Ma non voglio farne una questione di colore politico".L'avvocato, quindi, arriva alla cancel culture progressista, "che deve dissacrare l'uniforme a tutti i costi" e che considera obsoleta.

"Mi faceva più paura Arcuri"

Come un fiume in piena che straborda, la conduttrice passa in rassegna anche l'operato del predecessore di Francesco Paolo Figliuolo: "A me, onestamente, faceva più paura Arcuri nel ruolo di commissario, un individuo totalmente disorganizzato e inesperto e non lo dico io, lo dicono gli appalti discutibili che ha favorito, le mascherine farlocche che non proteggono neanche le bambole, la campagna vaccinale che fa acqua da tutte le parti. Tanto per dirne alcune". Il flusso di parole di Federica Nardo è impetuoso nei confronti di Michela Murgia: "Mi farebbe più paura incontrare Lei, con la sua tenuta stereotipata da conoscitrice del mondo rancorosa, sempre alla ricerca di una parola sbagliata per giudicare, denunciare con livore, massacrare".

Infine, per chiudere questa missiva così accorata e appassionata, Federica Nardo difende, se mai ce ne fosse bisogno, i generali e tutti gli uomini in divisa di cui il nostro Paese va orgogliosamente fiero: "Se io penso agli uomini in uniforme nostri connazionali visti in tv mi vengono subito in mente il generale Dalla Chiesa o il capitano De Caprio detto Ultimo, tanto per farle un paio di esempi. Non proprio due dittatori spaventosi. Anche se la maggior parte dei rappresentanti delle nostre Forze Armate in tv non ci va, hanno ben altro da fare". Constatato che "il linguaggio da guerra" contestato da Michela Murgia al generale Figliuolo non è in alcun modo offensivo per la popolazione, l'avvocato rivolge un consiglio alla scrittrice: "Torni in Sardegna a guardare il suo bel mare e la smetta di voler fare la rappresentante del politicamente corretto, non si diventa salvatori di un Paese a forza di post sui social o di petizioni tam-tam o con interventi irrispettosi e sciattamente perbenisti, a lungo andare farà solo brutte figure, come questa".