Ritrovato il piccolo Nicola: ecco cosa è successo

Il piccolo, di quasi 2 anni, è stato ritrovato vivo dai carabinieri. Era scomparso la sera di lunedì 21 giugno

Ritrovato il piccolo Nicola: ecco cosa è successo

È stato ritrovato Nicola Tanturli, il bimbo di quasi 2 anni che era scomparso la sera di lunedì 21 giugno dalla sua casa di Campanara, una frazione di Palazzuolo sul Senio, in provincia di Firenze. Il bambino, ritrovato dai carabinieri, starebbe bene e sarebbe in buone condizioni fisiche.


Secondo le prime informazioni sarebbe stato rinvenuto in un burrone a circa 2,5 chilometri da casa. A sentirne i lamenti, un giornalista della Rai. Nicola ha già riabbracciato i suoi genitori.

Il ritrovamento di Nicola

Nicola è stato ritrovato in fondo a una scarpata, a circa 2,5 km dalla sua casa, a dare la conferma la Prefettura di Firenze. Il piccolo è stato rinvenuto da un giornalista di "La vita in diretta" di Rai 1, che ha sentito dei lamenti e dei rumori provenire da un burrone, mentre stava risalendo la strada che porta a Quadalto. Il giornalista ha chiamato i soccorritori impegnati nelle ricerche, che si sono calati nel burrone per recuperare il bimbo. Precisamente, è stato il Luogotenente Ciccarelli, comandante della stazione dei carabinieri di Scarperia, impegnato nelle ricerche, che si è calato a 25 metri individuando il piccolo che ha chiesto subito della mamma. Lo stesso luogotenente lo ha riportato sulla strada sterrata riconsegnandolo tra le braccia della sua mamma. Come riferito dai soccorritori "Visivamente" Nicola sta bene ed è stato consegnato ai carabinieri. Il salvataggio è stato condotto dal maresciallo Porfida. Nicola verrà portato all’ospedale di Borgo San Lorenzo per effettuare degli accertamenti sulle sue condizioni di salute.

Le parole del carabiniere e del sindaco

"Oggi lo volevamo trovare. Ero in licenza in Puglia, sono tornato apposta solo per cercarlo. Mentre eravamo impegnati nelle ricerche, il giornalista che era con noi ha sentito un lamento. Il Comandante della stazione di Scarperia, Danilo Ciccarelli, è sceso a 25 metri di profondità lungo una scarpata complessa, è stato lì che ha visto gli occhioni del bimbo e lo ha salvato" queste le parole del Maggiore Michele Arturo, comandante della compagnia carabinieri Borgo San Lorenzo, che ha salvato il piccolo Nicola. All'AdnKronos ha raccontato che "quando ha visto il comandate lo ha chiamato 'Mamma', lui era la felicità in persona. Siamo tutti emozionati, contenti, e il bimbo è in buone condizioni".

A Mattino5 Gian Piero Moschetti, il sindaco di Palazzuolo sul Senio, di cui fa parte la frazione di Campanara dove vive il piccolo Nicola con la famiglia, ha commentato la bella notizia del ritrovamento di Nicola: "Il bambino ha gli occhi aperti, era impaurito. Però è vivo. È una cosa molto importante. È stato trovato in buone condizioni, compatibilmente con la situazione in cui era". Il primo cittadino ha poi continuato spiegando che "c'erano 300 persone che lo cercavano, una comunità intera. È stato veramente un grande successo". Il bambino è stato caricato sul Pegaso, l'elisoccorso, per andare in ospedale insieme alla mamma Pina.

Il racconto del giornalista che ha sentito i suoi lamenti

Giuseppe Di Tommaso è il giornalista che ha ritrovato alle 9.22 di questa mattina il piccolo Nicola Tanturli, precipitato in una scarpata. All'AdnKronos ha raccontato: "Stavo salendo su una strada sterrata ed ho sentito provenire da una scarpata un lamento. Ero da solo perché mi ero sentito male poco prima, ed avevo fermato la macchina per riprendermi. Così ho iniziato a dire Nicola, Nicola, prima a bassa voce, poi urlando, fino a che non ho sentito chiaro 'Mamma!'. Era Nicola". Di Tommaso ha poi raccontato di essere sceso giù nella scarpata che era molto ripida e di aver sentito il rumore di una macchina in lontananza. Si trattava dei Carabinieri, "li ho avvisati che avevo sentito un lamento ed ero sicuro si trattasse di Nicola. All'inizio erano scettici, hanno pensato che potesse essere un animale, un capriolo. Ma io ho insistito perché ero certo, e li ho pregati di scendere a vedere, così abbiamo trovato Nicola".

Il giornalista ha proseguito: "Appena ci ha visto si è messo a piangere, l'ha preso prima in braccio un carabiniere. Aveva solo una magliettina ed era pieno di graffi ma stava bene. Un'emozione immensa perché davvero non lo immaginavo, quando si raccontano le storie di bambini dopo tante ore, in boscaglie così fitte, dopo il trascorrere di un'intera notte c'è sempre l'idea che non sarà una storia con un finale positivo. Un miracolo vero". Di Tommaso ha quindi aiutato i militari a riportare in salvo il bimbo, dato che la scarpata era ripidissima e prendevano in braccio il bimbo a tappe. "Se io non mi fossi sentito male, se non fossi sceso dalla macchina, non l'avremmo ritrovato. È la prima volta che mi succede. L'hanno portato con un'ambulanza per controllarlo ed è con i genitori. Stava bene, si muoveva, la prima impressione è che stia bene. È pazzesco, se penso alla sua voce non riesco a non commuovermi" ha concluso.

Cosa era successo

Intervistato dal Corriere, il papà Leonardo aveva raccontato cosa era successo, ovvero di aver messo a letto il figlio, nel tardo pomeriggio di lunedì, verso le 19, e che a mezzanotte, quando lui e la mamma Giuseppina erano andati a controllarlo, non c’era più. “Qui i bambini giocano in libertà, sono sempre fuori... Magari cercava noi che eravamo fuori e s’è perso” aveva ipotizzato l’uomo prima di scusarsi e andare via. Anche ieri nessuna traccia del piccolo, poi oggi la svolta.

Sotto indagine l’ora della scomparsa di Nicola, avvenuta tra le 19, quando i genitori lo hanno messo a dormire, e mezzanotte, quando si sono accorti che non si trovava a letto. Cinque ore di buio, nelle quali il bambino potrebbe essere sparito in qualsiasi momento: appena messo a letto, durante la serata o poco prima dell’arrivo di mamma e papà. Una incognita a cui sarà difficile dare una risposta certa.

Ma proprio l’orario della scomparsa era fondamentale per capire quanta strada possa aver percorso il bimbo, sempre che davvero sia andato in cerca di mamma e papà, come ipotizzato dal padre. Un’altra domanda a cui si sta cercando di dare una risposta è perché non siano stati coinvolti fin da subito i soccorsi, allertati solo alle 9 del mattino seguente. Un bambino da solo, al buio, in aperta campagna. E i genitori, che ricordiamo, si sono resi conto della sua scomparsa a mezzanotte, che hanno chiamato i soccorsi dopo ben nove ore. Se i vigili del fuoco si fossero mobilitati prima forse Nicola sarebbe stato ritrovato in poco tempo. O comunque ci sarebbe stata una maggiore possibilità di successo nelle ore subito successive alla scomparsa, senza arrivare a oggi. Tutte domande che avranno bisogno di una risposta, ma adesso l’importante è che Nicola sia stato ritrovato vivo e vegeto. La procura aveva aperto un fascicolo per scomparsa di minore ed era stata avanzata l'ipotesi di indagare i genitori per abbandono di minori per aver lasciato solo il bimbo. Anche se mamma e papà non erano lontani dalla sua camera, nella stalla o nell’orto.