"Rocco è l'uomo decisivo di oggi". Ma la crisi blocca l'autobiografia di Casalino

Rocco Casalino ha scritto la sua autobiografia, "Il portavoce". Ma il testo è già saltato per via della crisi di governo

"Rocco è l'uomo decisivo di oggi". Ma la crisi blocca l'autobiografia di Casalino

Rocco Casalino ne sa una più del diavolo. L'ex concorrente del Gf - oggi portavoce di Giuseppe Conte - conosce tutte le tecniche per conquistarsi la scena. Che sia in positivo (?) o in negativo. Lo abbiamo visto durante le conferenze stampa del premier in piena emergenza Covid, quando cercava ogni modo per entrare nelle inquadrature del cameraman (negativo!). Lo abbiamo visto plasmare Giuseppi: è passato dall'essere avvocato del popolo a concorrente del Gf in pieno delirio social (negativo!). Lo abbiamo visto durante la più recente crisi di governo nei panni del consigliere spietato, talmente tanto da portare il premier quasi al "suicidio" (negativo!). Conte, infatti, era talmente tanto pieno di sé da essere convinto di raccattare per strada abbastanza "responsabili" per fare fuori Italia Viva di Matteo Renzi. Ma sappiamo benissimo come è andata a finire. Potremmo andare avanti con questo elenco per diverse altre righe. Ma evitiamo.

E ora cosa ha combinato? Ha scritto un libro. Meglio: la sua autobiografia, Il portavoce (già il nome è tutto un programma). Edito da Piemme e in uscita il 23 febbraio prossimo. Ma c'è un però. Il testo è stato bloccato. È introvabile. Su Ibs e Mondadori Store la copertina non c'è, il titolo sì, il prezzo pure, è tutto pronto. Peccato che la crisi di governo lo abbia arrestato in corsa e la autobiografia di Rocco Casalino - al momento - non finirà fra le mani di nessuno (probabilmente per non alimentare ulteriori fratture e polemiche). Un sunto parziale del libro è stato inviato con la newsletter della casa editrice del gruppo Mondadori. "Rocco studia duramente, è il più bravo della classe, la matematica gli piace e gli riesce facile. Così, tornato in Italia, si iscrive alla facoltà di ingegneria", riporta Repubblica. E ancora, "tante vite vissute, tante lezioni imparate, tanta fame di farcela a tutti i costi: per diventare il portavoce di Giuseppe Conte e uno degli uomini più decisivi di questi anni (...) Non mi ha regalato niente nessuno, questo è sicuro. E se sono orgoglioso di dove sono arrivato non è tanto per il ruolo che ricopro ma perché non dimentico mai da dove sono partito, cioè dalle condizioni più svantaggiate dell'universo". Scriverebbe il buon Rocco nel suo libello.

Ma questo non sarebbe tutto. Nel suo testo parlerebbe con orgoglio dell'esperienza al Grande Fratello, di ciò che gli è successo dopo, fino ad arrivare ad oggi. "Rocco è ambizioso ma è anche bravo, impara la comunicazione politica da Gianroberto Casaleggio, per poi cambiare quella del Movimento 5 Stelle, stando fianco a fianco con Di Maio e Di Battista, e cresce su, su fino ad arrivare alla carica attuale", si legge. Insomma, Rocco Casalino se la canta e se la suona da solo. Si dà del bello, del bravo, dell'ambizioso e dell'uomo vissuto. C'è da dire che ha tanta autostima, fa bene. Talmente tanta che, quando i giornalisti gli chiedono qualche battuta sulla vicenda, replica con un sostenuto "va bene così".

E se fino a qui tutto sembra già surreale, aspettate. C'è la chicca: la copertina, che richiama neppure troppo velatamente la locandina di House of cards, in cui Frank Underwood si aggrappa a un trono di marmo con uno sguardo fiero. Frank, nella serie, dà inizio ad un giro di intrighi per arrivare ai vertici del potere americano. I temi nella serie tv trattati sono: pragmatismo (spietato), manipolazione, tradimento e potere. Domanda: Casalino si sente davvero Underwood?

Al momento, non possiamo rispondere a questo quesito. Ma possiamo dire una cosa. Questo governo non è molto fortunato con i libri (aggiungerei anche con altro). Ricordate il volume di Roberto Speranza che sarebbe dovuto uscire lo scorso autunno? Perché guariremo è stato ritirato dal mercato a seguito dello scoppio della seconda ondata. Il ministro della salute, infatti, dava una visione troppo ottimista di questa pandemia che ancora ci flagella. Il testo, che noi abbiamo avuto" l'opportunità" di leggere, non risponde ai tanti "perché" sulla gestione dell'epidemia. Resta vago. E dopo la marea di critiche dal tono "mentre la gente moriva Speranza scriveva il libro", il testo è stato bloccato. E ora Casalino si accoda al collega giallorosso. Magari si leggeranno a vicenda i testi per farsi qualche appunto. Magra consolazione.

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