Roma, altro profugo violento: pesta donna per un telefonino. Preso nel centro di accoglienza

La donna presa a pugni sul volto e minacciata di morte. Dopo il furto, l'immigrati si è rifugiato nel centro di prima accoglienza di Roma

Roma, altro profugo violento: pesta donna per un telefonino. Preso nel centro di accoglienza

A Roma come a Catania. Un'altra brutale aggressione perpetrata dall'ennesimo profugo violento ospite di un centro di prima accoglienza. Ed è stato proprio qui che la polizia lo ha arrestato dopo aver aggredito una donna per rubarle il telefonino. Col moltiplicarsi delle violenze messe a segno dai clandestini monta un fortissimo senso di insicurezza.

Dopo essersi avvicinato alla vittima, ferma in via Casilina angolo via Walter Tobagi ed intenta a parlare al telefono con il marito, l'immigrato l'ha colpita improvvisamente al volto tentando di strapparle il telefonino. Quando la donna ha iniziato a chiedere aiuto, il ladro ha preso a colpirla con pugni sul volto e, all'ennesimo rifiuto di farsi consegnare il cellulare, l'ha minacciata con una bottiglia di vetro in frantumi. Richiamati dalle urla della malcapitata, alcuni passanti si sono avvicinati e l'immigrato si è dato alla fuga sulla via Casilina. Inseguito per un tratto dalla stessa vittima, è stato visto salire su un furgone con targa straniera e subito dopo partire a tutta velocità.

La donna, che nel frattempo era stata raggiunta dal marito e da altri familiari, ha telefonato al 113 e ha continuato a seguire l'aggressore fornendo agli agenti l'esatta posizione del mezzo in fuga. Quando i poliziotti sono arrivati sul posto, hanno intercettato lo straniero mentre, in via Toraldo, stava faceva ingresso all'interno di un centro di accoglienza. Qui è stato bloccato e arrestato per tentata rapina aggravata.

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