Un fiume di denaro speso ogni anno dallo Stato, dalle Regioni e dai Comuni per mantenere i centri sociali occupati. Ai cittadini costano decine di milioni le occupazioni illegali difese, legittimate e rivendicate dalla sinistra. Ed è solo la punta dell'iceberg il caso di Spin Time Labs, l'edificio preso dal 2013 dai movimenti per la casa della capitale per cui il tribunale Civile di Roma ha condannato il Viminale a risarcire al proprietario oltre 21 milioni per non avere sgomberato l'immobile (a cui aggiungere dal 1 gennaio 2026 circa 207mila euro al mese). I costi sono determinati da mancati introiti per gli affitti degli immobili se di proprietà pubblica, da bollette non pagate di luce, acqua e gas che vengono poi scaricate ai Comuni o allo Stato per la morosità. Ci sono poi i danni strutturali agli immobili a causa di occupazioni che spesso coincidono con degrado e manomissioni, oltre - appunto - ai risarcimenti per il ritardo negli sgomberi con condanne per inadempienza al ministero dell'Interno. Ci sono poi i costi operativi per la polizia, il controllo dell'ordine pubblico e degli sgomberi quando avvengono.
Difficile calcolare con esattezza il peso di questa tassa occulta per gli italiani ma stiamo parlando di milioni di euro. Ad agosto dello scorso anno, dopo 31 anni di occupazione, è stato sgomberato a Milano il Leoncavallo e lo Stato ha subito una condanna per risarcire con oltre 3 milioni di euro i proprietari a causa dei ritardi nello sgombero. Ulteriori ritardi a liberare l'edificio avrebbero avuto un costo di circa 300mila euro l'anno. Come non ricordare poi il costo di Askatasuna a Torino per cui lo Stato ha chiesto 6,8 milioni di euro di risarcimento danni più 1 milione da parte di Telt per i danni al cantiere Tav. Che dire poi dell'importo pagato dalla collettività per la gestione dell'ordine pubblico durante le manifestazioni del centro sociale torinese succedute nel corso degli anni con violenze, danneggiamenti e scontri con le forze dell'ordine.
Se a Roma Spin Time è il centro sociale occupato più noto, non è certo l'unico e, secondo un esposto alla Corte dei conti presentato nel 2023, il costo degli edifici occupati a Roma si aggira sui 72 milioni l'anno, superando i 700 milioni in dieci anni. La situazione degli edifici occupati nella capitale è un girone infernale e, mentre il Comune deve ancora liberare 92 immobili che rappresentano sia un costo sia un mancato introito, ci sono circa 22 milioni di euro di multe inflitte agli abusivi che non si riescono a recuperare (dati del 2023).
L'aspetto economico si lega direttamente a quello politico perché gran parte di questi centri sociali sono legittimati e spalleggiati dalle amministrazioni di sinistra. A Roma Spin Time è ormai diventato un luogo in cui la sinistra romana e nazionale partecipa a eventi e conferenze come se nulla fosse, mentre a Torino l'amministrazione a trazione Pd aveva approvato in consiglio comunale un progetto per legalizzare l'occupazione di Askatasuna salvo poi fare marcia indietro dopo l'assalto alla redazione della "Stampa".
Nel 2023 aveva fatto discutere a Napoli la decisione del Comune di inserire tra i fondi del Pnrr un progetto (poi definanziato dal governo) di riqualificazione dell'ex Ospedale psichiatrico giudiziario Materdei occupato dal centro sociale "Io son pazzo". L'esempio perfetto del legame tra la sinistra e i mondi antagonisti.