Roma, chiusura Eliseo: Barbareschi in protesta contro il Mibact

Lo storico teatro della capitale a un passo dalla chiusura: un emendamento alla Camera per avere i finanziamenti dal Mibact

L'Eliseo, storico teatro di Roma, rischia di chiudere per sempre. La questione è "nota" ed è la seguente: un'indagine per traffico di influenza che potrebbe far spegnere i riflettori e far calare il sipario. Infatti, secondo l'accusa, in occasione dalla manovra di bilancio del 2017, il direttore Luca Barbareschi avrebbe fatto pressioni per rimpinguare le casse del teatro con 4 milioni di euro di finanziamento.

"Mi sono affidato a un lobbista per sollecitare il Parlamento a fare una legge sulla cultura. È reato? Mi contestano il reato di traffico di influenze; il tentativo di convincere i politici a sostenere, tramite apposite leggi che stanzino fondi per la cultura, le attività dei teatri e degli enti lirici. Se indagano me dovrebbero indagare tutti i sovrintendenti italiani […] Serve sensibilizzare le istituzioni a finanziare teatri e fondazioni. È la politica a decidere, sono i parlamentari nella loro sovranità a legiferare", la parole dell’attore in occasione di un'intervista a La Verità di fine dicembre, durante la quale puntò il dito conto il dem Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali.

Il futuro dell'Eliseo è ora appeso a un emendamento e alle lancette dell'orologio, visto che entro le due di oggi pomeriggio dovrebbe essere presentato alla Camera dei deputati un emendamento "di salvataggio" in extremis. Dovesse saltare, il teatro sarà costretto a chiudere i battenti. Per colpa del governo. Paradossale, visto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato lo stesso Luca Barbareschi (che dal 2015 è direttore dell’Eliseo) nel board per Roma Cultura 2030.

L'emendamento sul teatro Eliseo

La questione verte sull'A.C. 2325, articolo 7:"dopo il comma 8, aggiungere i seguenti: '8-bis. All'articolo 22, comma 8, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, sono apportate le seguenti modificazioni: le parole daìin occasioneì fino a 'fondazione' sono soppresse e dopo le parole 'e 2018' sono aggiunte le seguenti: 'e per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022'". Vengono aggiunti quindi i seguenti periodi: "Il finanziamento relativo agli anni 2020, 2021 e 2022 è erogato dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo entro il 31 marzo del rispettivo anno. Il soggetto beneficiario presenta al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, entro il 30 giugno dell’anno successivo, una relazione sull’impiego delle risorse finanziarie erogate". In conclusione, l'8-ter: "Agli oneri di cui al comma 8-bis, pari a 4 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo di cui all’articolo 1, comma 200, della legge 23 dicembre 2014, n. 190".

Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 20/01/2020 - 13:06

E' giusto che la politica trascuri l'effimero teatro, a beneficio delle permanenti belle arti, specialmente la pittura e la scultura figurativa. Se per assurdo Leonardo, Mantegna, Caravaggio, Cellini, Michelangelo, Giotto, Giorgione, etc... fossero stati artisti dello spettacolo, non avrebbero fatta grande l'Italia.