Roma, multato lo striscione "pro-migranti" affisso dal Pd

Il vigili urbani hanno multato la giunta dem del III Municipio per aver affisso uno striscione "pro-migranti" sulla facciata della sede. Ma il minisindaco non intende toglierlo e sta pensando al ricorso. Fratelli d'Italia attacca: "Paghi di tasca sua"

Roma, multato lo striscione "pro-migranti" affisso dal Pd

Una contravvenzione da 385 euro per aver affisso uno striscione pro-migranti sulla facciata dell’edificio municipale. A segnalare il banner ai caschi bianchi è stato qualcuno che non ha apprezzato lo slogan scelto dal neo minisindaco Giovanni Caudo per inaugurare il suo mandato: “Porti aperti, diamo asilo”.

Ma la giunta dem di Montesacro non intende indietreggiare. E nonostante i vigili ne abbiano ordinato l’immediata rimozione, Caudo non cede: “Lo striscione – annuncia – rimane dove sta”. L’ex assessore all’Urbanistica della giunta Marino ne ha sempre fatto una questione di principio. Adesso più che mai: “Si tratta di un messaggio valoriale e trasversale che in questo momento è dibattuto”. Non solo, il minisindaco è già pronto a rilanciare: “Lo metteremo anche sul sito web del municipio”. Ancora non è chiaro, invece, se il presidente pagherà o meno la multa: “Sto pensando di fare ricorso”, dice.

Nel frattempo, però, è comparso anche un contro striscione. Quello affisso da una cordata di esponenti di Fratelli d’Italia, tra cui il capogruppo alla Regione Lazio Fabrizio Ghera, la capogruppo municipale Giordana Petrella, l’esponente locale Manuel Bartolomeo e il dirigente romano Franceso Filini. Gli stessi che, all’epoca, avevano stigmatizzato il gesto della nuova giunta definendolo “un’operazione di becera strumentalizzazione della sede istituzionale”. Nel banner affisso dai “dissidenti” si legge un messaggio di tenore diametralmente opposto a quello dei dem: “Blocco navale subito”.

Verso di loro, al momento, non è stata elevata nessuna sanzione. “Noi non siamo stati multati perché la nostra è stata un’azione estemporanea, lo abbiamo già rimosso”, spiega Francesco Filini.

“Si è semplicemente trattato di un’azione circoscritta per rispondere al messaggio unilaterale del Pd e per far vedere che se tutti quelli che si svegliano la mattina mettono uno striscione su un palazzo storico, quel palazzo diventa un tazebao gigante”. E, nel merito della multa, conclude il meloniano, “mi auguro che Caudo paghi e lo faccia di tasca sua e non con i soldi dell’amministrazione”.

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