Salvini: "Cosa farò"

"Conte, la sinistra e le trame per farmi fuori: col centrodestra cambieremo la giustizia. E su Draghi e Meloni vi dico che..."

Salvini: "Cosa farò"

Una riforma della giustizia, con il centrodestra eletto dagli italiani. Il leader della Lega, Matteo Salvini, punta a scardinare il sistema descritto da Palamara. E su Draghi esprime parole di apprezzamento.

Salvini, è soddisfatto di come è andata a Catania?
«Attendo con fiducia la decisione del giudice il 14 maggio, ma sono soddisfatto che il Pm, invece di chiedere il processo contro di me, lette le carte, abbia ribadito che non ho commesso alcun reato: difendere i confini dell'Italia non è un diritto, è un dovere di un ministro. Sabato prossimo, stavolta in udienza a Palermo per il caso Open Arms, vedremo se il giudizio sarà lo stesso».

Come vede questa giustizia italiana? È come quella di cui parla Palamara nel libro «Il Sistema» o lei pensa ci sia ancora speranza?
«Quando ci sarà un governo di centrodestra, scelto dalla maggioranza degli italiani, metteremo mano alla giustizia. La stragrande maggioranza dei magistrati è composta da donne e uomini di valore e liberi, che non ne possono più di correnti, favori e raccomandazioni. Senza una profonda riforma della Giustizia l'Italia, che ha più di 5 milioni di processi arretrati, non sarà mai un Paese davvero libero e moderno».

I suoi ex colleghi di governo, però, hanno cercato di farla fuori politicamente, usando la giustizia, facendola indagare per tre anni a spese dei contribuenti...
«Assurdo. La scelta di difendere i confini dell'Italia era un punto cardine del contratto di governo, evidentemente i grillini hanno la memoria corta. Che la sinistra perda le elezioni e provi a ribaltare la realtà in tribunale, è storia antica. E purtroppo vera. Guardate cosa hanno fatto contro Berlusconi in tutti questi anni, un accanimento impressionante. Comunque ognuno risponde alla propria coscienza e agli elettori: io non ho nulla da rimproverarmi, anzi sono orgoglioso di aver servito il mio Paese».

Lei si sente perseguitato dalla magistratura?
«No, assolutamente, anche se le parole di Palamara e di altri magistrati politicizzati mi hanno colpito. È gravissimo pensare che alcuni magistrati decidano di perseguire il ministro dell'Interno perché lo vedono come un nemico politico. Ed è gravissimo sapere che importanti incarichi in importanti tribunali siano assegnati non per merito o competenza, ma per scelta politica e convenienza. In altri Paesi più civili del nostro, la lettura del libro dell'ottimo Sallusti avrebbe provocato un terremoto, inchieste e perquisizioni. Qui invece no...».

Copasir, in molti fanno pressioni perché Volpi lasci, ma lei è stato chiaro sulle sue posizioni. Come andrà a finire?
«Lo ripeto da giorni, se neanche i presidenti delle Camere hanno trovato una soluzione, che si dimettano tutti e si riparta da zero. Fra Covid e crisi economica, con Cina e Turchia che fanno quello che fanno, non si può perdere tempo a litigare su posti o incarichi».

Pandemia: muoiono ancora 500 persone al giorno, nonostante gli sforzi. Che c'è di sbagliato?
«Le chiusure da sole non bastano, ormai è evidente. Alcune regioni (di centrodestra, ndr) stanno infatti da tempo rafforzando le cure domiciliari, come suggerito nel 2020 dalla Lega anche a Conte e Speranza, senza successo. Dobbiamo moltiplicare gli sforzi per i vaccini, cominciando a produrli anche in Italia, e prepararci ad usare anche altri farmaci se funzionano, come lo Sputnik: paghiamo errori e ritardi dell'Europa, sottovalutazioni di ministri e tecnici, il fallimento di Arcuri».

Riaperture: in un sondaggio da lei lanciato sui social oltre l'85% per cento degli italiani vuole tornare alla libertà. Succederà in tempi brevi?
«Me lo auguro, ci sono in gioco non solo il lavoro, ma anche la salute fisica e mentale di milioni di italiani. Ovviamente parlo di riaperture nelle città in cui la situazione sanitaria sia sotto controllo e in miglioramento da giorni. Ne ho parlato personalmente col presidente del Consiglio la settimana scorsa, il presidente Draghi condivide la necessità di tornare il prima possibile ad una vita, ad una scuola, ad un lavoro normali».

Però c'è chi con il vaccino ha fatto il furbetto. Ci viene in mente il caso di Scanzi. Come arginare questo problema?
«La priorità è vaccinare i fragili, a partire dagli anziani, con criteri oggettivi come età e malattie, come sta facendo Bertolaso in Lombardia. Il resto sono fregature».

Che pensa dei «no vax»?
«Credo nella scienza e i miei figli da piccoli sono stati vaccinati, ma sono contrario a obblighi, imposizioni e liste di proscrizione. Sempre meglio educare e spiegare che imporre».

Ci racconta qualcosa di Speranza? Come sta lavorando? Su di lui sta uscendo di tutto, compreso che con Guerra avrebbe riscritto il dossier all'Oms...
«Non voglio fare polemiche personali, anche se il libro scritto (e poi ritirato per la vergogna) da Speranza in piena pandemia non merita commenti. Certamente non possiamo più gestire la sanità con approccio ideologico: una zona rossa è rossa, se una zona invece è gialla non può essere comunque rossa. Pare chiaro che ci siano stati gravissimi errori da parte del precedente governo, e le notizie di inchieste a carico di Arcuri ne danno ulteriore conferma, ma preferisco guardare al futuro: abbiamo un Paese da risollevare. Tutti insieme».

A proposito, Arcuri sarebbe indagato per peculato...
«Sono contento che, grazie al nuovo governo, ora al comando ci sia il generale Figliuolo. Le mascherine sono state uno dei troppi flop di Arcuri, che comunque non penso abbia agito e sbagliato da solo. Attendo con curiosità altri sviluppi delle inchieste, attendo di capire se saranno coinvolti altri nomi importanti, molto importanti».

Figliuolo sta lavorando bene?
«Certamente sì, ma paghiamo i ritardi dell'Unione europea e i troppi errori delle case farmaceutiche. Sono contento che il governo voglia cercare direttamente tutti i vaccini disponibili, facendo da sé, e che grazie al ministro della Lega Giorgetti ci sia l'intenzione di produrre farmaci anti-Covid direttamente in Italia».

Però la Murgia è spaventata dalle divise...
«Io sono rassicurato dalle divise, e non solo perché ho avuto l'onore di essere il ministro dell'Interno. Chi le infanga dovrebbe vergognarsi e chiedere scusa. In particolare ai tanti eroi che hanno perso la vita».

Con Fedriga a capo della conferenza delle Regioni cambia qualcosa?
«Il centrodestra governa 14 Regioni su 20, quindi parliamo di una scelta corretta e che rispetta la volontà dei cittadini. Fedriga confermerà concretezza e senso di responsabilità».

Non si trova in mezzo tra Draghi che attacca i governatori e i suoi governatori che si difendono?
«Quando Draghi ha contestato i troppi furbetti del vaccino, penso si riferisse a realtà come la Toscana, che sugli anziani sono partite drammaticamente in ritardo, non a tutti. Gli obiettivi adesso sono uguali per tutti: curare e ripartire».

Ci racconti qualcosa del suo rapporto con Draghi. Riesce a farsi ascoltare?
«Stiamo imparando a conoscerci, il rapporto è diretto e leale, di fiducia e collaborazione. Parlano i fatti: non c'è più Arcuri, è cambiato il capo della Protezione civile, non ci sono più i dpcm né i codici Ateco, i rimborsi ora arrivano direttamente sui conti correnti, Draghi ha criticato apertamente Europa e case farmaceutiche a proposito dei vaccini, ora lavora sulle riaperture. Il governo è partito da poco, ma vedo il bicchiere mezzo pieno: certo, non basta. Mi aspetto per aprile un nuovo decreto, scritto ad hoc per le imprese, che non potrà essere inferiore ai 50 miliardi».

La Meloni, sua alleata, è rimasta fuori dal governo. Sull'Europa c'è rivalità?
«In un momento così delicato, io preferisco rimboccarmi le maniche e lavorare da dentro per cambiare le cose, non condannare gli italiani a un altro governo di sinistra, visto che non ci avrebbero fatto votare. Sull'Europa lavoro per costruire un grande gruppo, che ambisca a diventare il più numeroso e importante del Parlamento Europeo, che raccolga il meglio di popolari, conservatori e del gruppo di cui fanno parte la Lega e la Le Pen».

Quanto pensa che durerà questo governo?
«Stiamo lavorando giorno e notte per risolvere i problemi, per azzerare le cartelle esattoriali e riformare il Fisco, per usare bene i fondi europei, per cancellare il Codice degli appalti e sbloccare 500 cantieri fermi. E lo possiamo fare perché, con Forza Italia, siamo dentro il governo, non perché stiamo alla finestra a protestare. Non ho tempo di organizzare altro».

Per le candidature a Roma e Milano come vi muoverete? Qualche nome?
«Ci sono ottimi nomi in campo per tante città al voto in autunno, alcuni ancora non usciti sui giornali, il centrodestra sarà competitivo e vincente. Nelle prossime settimane ci saranno novità. I romani e i milanesi meritano di meglio rispetto ai sindaci uscenti».

Legge elettorale maggioritaria, con Letta troverete un accordo?
«Il proporzionale ci riporterebbe ai riti della prima Repubblica, ne ho parlato con Letta che condivide: la sera delle elezioni gli italiani hanno il diritto di sapere chi li governerà per i successivi 5 anni. Con Letta abbiamo anche condiviso l'idea che vanno disincentivati i cambi di partito e casacca, magari prendendo esempio dal Parlamento europeo o da altri Parlamenti nazionali che rendono impossibile - o comunque meno vantaggioso - formare gruppi di transfughi».

Con la Boldrini è sempre scontro aperto, ma ora è malata e dovrà operarsi. Le farà gli auguri di pronta guarigione?
«Auguri già fatti col cuore, non per forma, appena ho saputo la notizia della malattia e del ricovero. Purtroppo, a parti invertite, non tutti a sinistra hanno avuto o avrebbero la stessa sensibilità, per qualcuno l'odio, ieri contro Berlusconi e oggi contro Salvini, cancella ogni umanità. Ma io penso che sulla salute non si possa scherzare, che i valori umani vengano prima delle divisioni politiche».

Che pensa della legge Zan?
«Ognuno è libero di amare chi vuole, e chi discrimina, insulta o aggredisce va punito e condannato con forza. Già ora il codice penale prevede condanne esemplari, come peraltro dimostrano alcune sentenze in passato apprezzate dalla stessa Arcigay. La legge Zan è sbagliata, è una battaglia ideologica che rischia di limitare la libertà di parola e pensiero».

Migranti, sbarchi continui. Come si sta muovendo la Lega su questo?
«Ne ho parlato con Draghi e col ministro dell'Interno: questi sbarchi, soprattutto in tempi di Covid e di italiani chiusi in casa, sono inaccettabili. L'Italia va protetta e l'Europa va svegliata e coinvolta, le leggi ci sono: al governo l'ho dimostrato, azzerando sbarchi e scafisti, volere è potere».

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