Da Samuele a Lorys, tutti quei bimbi ammazzati dalle mamme

Secondo il rapporto Eures sono 473 i bimbi uccisi in Italia dai genitori. Il commento di Don Fortunato Di Noto: "Bambinicidio è un fenomeno sottovalutato"

Da Samuele a Lorys, tutti quei bimbi ammazzati dalle mamme

"L'ho uccisa io". Martina Patti, 23 anni, ha confessato di ucciso la figlioletta Elena ma non sa spiegare come né il motivo che l'ha indotta ad accanirsi contro la bimba. Per certo il delitto di Masalucia è l'ultimo di una lunga, drammatica sequenza di infanticidi che hanno riempito le pagine di cronaca nera in questi anni. Da Samuele Lorenzi a Lorys Stival: i bimbi uccisi da chi avrebbe dovuto curarli e tutelarli sono centinaia. "Il fenomeno del bambinicidio è sotto i nostri occhi, sono centinaia i bambini soppressi ed eliminati dalla mano di chi dovrebbe amarli, tutelarli, accudirli, proteggerli, e a volte, non sempre, non è così. Rimane il dolore, la confusione, la tristezza, ma deve esserci, l'impegno costante, permanente per tutelare sempre più i bambini, partendo sempre e comunque dai bambini", spiega Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter, l'associazione a tutela dei minori.

I dati sugli infaticidi

Secondo il rapporto dell'associazione di ricerche economiche e sociali Eures sugli ‘Omicidi in famiglia’, sono 85 i bambini con meno di un anno uccisi dai genitori, tra il 2000 e il 2019, per un totale di 473 i figlicidi in totale. I responsabili degli eventi delittuosi sono per lo più le mamme anche se, negli ultimi anni, è in considerevole aumento anche la percentuale di padri-omicida. "Non ho più parole, - spiega don Fortunato Di Noto a margine di una nota a commento del delitto di Masalucia - sono particolarmente paralizzato emotivamente e fatico a elaborare pensieri e ragionamenti. I bambini soppressi e eliminati e aggiungo abusati, sono la piena e manifesta situazione non solo delle fragilità umane, ma della disumana follia di un potere oppressivo e soppressivo del mondo degli adulti che non sanno gestire la rabbia o il loro fallimento e che cancellano come un file la vita dei bambini. Un fallimento che ci interpella per offrire punti certi di riferimento di aiuto nelle conflittualità genitoriali e nelle tragedie che si consumano dentro le mura domestiche".

Il delitto di Cogne

Samuele Lorenzi, 3 anni, fu massacrato la mattina del 30 gennaio 2002 in una villetta di Cogne. Ad allertare i soccorsi fu la mamma del bimbo, Annamaria Franzoni, che spiegò in una telefonata al 118 di aver trovato il figlioletto che "vomitava sangue" sul lettone in camera da letto. Gli esami autoptici rivelarono che il piccolo fu colpito per ben 17 volte alla testa anche se l'arma del delitto - verosimilmente un oggetto contudente - non fu mai rinvenuta. Annamaria Franzoni, che si dichiarò estranea ai fatti, fu ritenuta colpevole dell'omicidio e condannata nel 2008, con sentenza definitiva della Cassazione, a 16 anni di reclusione. Dopo aver scontato 11 anni di carcere è di nuovo in libertà e continua a professarsi innocente.

L'omicidio di Santa Croce Camerina

Il 29 novembre del 2014, Veronica Panariello si presentò alla stazione di Santa Croce Camerina per denunciare la presunta scomparsa del figlio, Lorys Stival, di 8 anni. La donna raccontò ai militari dell'Arma di aver accompagnato il bimbo a scuola ma le maestre dell'istituto "Psaumide" smentirono che il piccolo fosse mai stato presente in aula quella mattina. Al pomeriggio, pressappoco alle ore 16, all'interno di un canale, venne ritrovato il cadavere del bimbo:fu la madre a riconoscerlo. In seguito alla scoperta dei resti, e di indagini accurate, Veronica Panariello finì in manette con l'accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Gli accertamenti medico-legali comprovarono che Lorys fu stangolato con alcune fascette di plastica. La madre del bimbo fornì versioni discordanti, e ritenute poco credibili dai giudici, sulla dinamica della tragedia senza mai, però, assumersi la responsabilità del fatto. Il 17 ottobre del 2016, al termine del processo con rito abbreviato condizionato a perizia psichiatrica, Veronica Panariello fu condannata a 30 di reclusione per omicidio. La sentenza è diventata definitiva il 21 novembre del 2019.

Edith, soffocata dalla madre a 2 anni

Nella notte tra il 7 e l'8 marzo del 2021, una mamma di 41 anni, Patrizia Coluzzi, residente a Cisliano, nel Milanese, uccise la figlia di soli due anni, Edith, e poi tentò il suicidio. Qualche minuto prima della tragedia aveva inviato un messaggio al marito, padre della piccola, da cui si stava separando: "Edith non c'è più". Gli esami cadaverici accertarono che la piccola fosse stata soffocata con un cuscino. Nella stanza del delitto, la camera da letto di un appartamento di Via Mameli, ad Abbiategrasso, furono rinvenuti cinque coltelli e un taglierino dalla lama sottile. Furono ritrovati anche dei "pizzini" in cui la donna metteva nero su bianco la sua disperazione ("sono stanca!"). Una storia di odio e vendetta, di un livore che avrebbe affondato le radici nei trascorsi sentimentali della 41enne, già madre di due gemelli e al suo secondo divorzio. Patrizia non avrebbe tollerato l'idea di aver fallito ancora una volta nel ruolo di moglie, di essere stata "abbandonata" dal suo compagno. Dunque, avrebbe riversato tutta la sua rabbia sulla piccola Edith nel tentativo di vendicare il (presunto) torto subito.

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