San Marco in Lamis, si combatte contro la paura del virus

Il responsabile del centro di emergenza: "C'è molta collaborazione tra i cittadini". Indagini in corso sulle autorizzazioni rilasciate per il funerale dell'uomo morto e risultato positivo al covid-19

"C'è molta collaborazione tra i cittadini. C'è chi va in autoisolamento e chi provvede a far la spesa di approvvigionamento per chi non può uscire". A dirlo è Pietro Lombardi, responsabile del Tlc in emergenza, messo in atto presso il centro operativo comunale. Siamo a San Marco in Lamis, un Comune in provincia di Foggia, ribattezzato come la nuova Codogno.

È qui che la paura del Coronavirus si è concretizzata. L'emergenza è scattata dopo i funerali, nella chiesa "La Colleggiata", di un uomo di 75 anni morto perché aveva un quadro clinico già compromesso e, dopo l'autopsia, è stato trovato positivo al covid-19.

Il problema, però, è sorto per un errore. Il medico legale avrebbe rilasciato l'autorizzazione ai funerali dell'uomo prima che fosse noto l'esito del tampone per verificare la presenza del virus. I funerali si sono celebrati regolarmente nel piccolo paese che conta 13mila abitanti. Il virus potrebbe, così, essersi propagato tra i partecipanti alle esequie. I contagi ufficiali al momento sono quattro di cui due sarebbero i parenti del paziente, il medico di base e sua moglie, ma il numero purtroppo potrebbe crescere.

"È da stamattina che riceviamo telefonate di persone che sono state al funerale e chiedono come comportarsi. Noi diamo loro le indicazioni che ci ha dato il ministero della Sanità oppure nei casi sospetti li indirizziamo verso la Asl di Foggia. Da stamattina abbiamo avuto circa venti chiamate. I consigli sono quelli di restare in casa e controllare la temperatura e chiamare la Asl di Foggia per avere maggiori informazioni da un punto di vista sanitario." dichiara Lombardi a ilGiornale.it.

C'è un aspetto, però, che ha particolarmente colpito il responsabile delle radiocomunicazioni in emergenza ed è "il senso di responsabilità di chi si mette in autoisolamento e la collaborazione tra i cittadini" che si aiutano l'un l'altro. Se da un lato, infatti, il virus allarga le distanze tra le persone (si cercano di evitare i contatti il più possibile), dall'altro c'è un maggiore senso di solidarietà. Ieri il presidente della Regione, Michele Emiliano, ha chiesto al prefetto di Foggia di considerare la piccola comunità del Foggiano "zona rossa". Il paese, nonostante tutto, rimane unito.

"La gente continua la vita normale diciamo che c'è stata più una corsa agli accaparramenti anche se non è evidente. Ho fatto un giro a piedi per rendermi conto personalmente e i negozi sono pieni di chi fa le provviste anche per chi è in autoisolamento.". ha concluso Lombardi.
Intanto, la procura di Foggia ha aperto una indagine conoscitiva sulle autorizzazioni rilasciate per il funerale. "Aspettiamo prima di parlare di ipotesi di reato" ha detto alla stampa il procuratore capo, Ludovico Vaccaro.

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