"Prima ci aprono e poi chiudono". L'ira dei ristoratori fuori dall'Ariston

Una protesta contro le chiusure imposte e per chiedere al governo di investire sulla sanità e di riaprire tutte le attività

"Prima ci aprono e poi chiudono". L'ira dei ristoratori fuori dall'Ariston

Oltre al festival di Sanremo va in scena anche quello di commercianti e ristoratori che protestano contro le chiusure imposte per contenere la diffusione del virus. La contestazione va in scena a pochi passi dal teatro Ariston che ospita la kermesse musicale più famosa d’Italia, in piazza Colombo.

La protesta a pochi metri dal festival di Sanremo

Si tratta di un Festival alternativo che vede protestare con cartelli e bandiere tricolori commercianti, ristoratori, gestori di locali, proprietari di piscine e palestre. Insomma, praticamente tutte le attività chiuse. Maurizio Pinto, presidente del Movimento Imprese Italiane, ha spiegato: “Siamo qui per rivendicare il nostro diritto al lavoro e alle libertà. Questo è il monito che ha unito il movimento imprese italiane, l'associazione fieristi italiani, Coem e Io apro. Il Covid esiste, curatelo ma lasciateci vivere e lavorare, vogliamo tornare alla normalità". Un messaggio chiaro quello lanciato da vari professionisti, tra i quali anche artisti, che hanno fatto un appello a Fiorello ricordandogli di aver anche lui iniziato nelle piazze, e chiedendogli di pensare a loro che sono rimasti senza un lavoro. Una cantante ha preso il microfono per dire che ci sono artisti come quelli che si esibiscono al festival, a pochi metri dal luogo della protesta, che sono condannati all’inattività.

Pinto ha anche chiesto immediatamente la cancellazione di tutti i colori, “perché noi siamo un’Italia unica e unita. Ma siamo tornati adesso qua a Sanremo in zona arancione. Quindi bar, ristoranti di nuovo chiusi. Non è possibile andare avanti così”. Il sindaco Alberto Biancheri aveva commentato il provvedimento del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti che a partire da giovedì ha decretato il rientro in fascia arancione anche per il distretto sanremese: "Due cambi di colore in appena quattro giorni è davvero difficile da capire. Per i ristoratori così è un'agonia".

2 cambi di colore in 4 giorni

Un dietrofront incomprensibile a molti. La titolare di un caffè ha parlato di presa in giro: aprire per tre giorni, fare la spesa, sperare di lavorare e poi sentirsi dire che si doveva richiudere tutto. Era stato detto che avrebbero riaperto per il festival di Sanremo, un’occasione per cercare di guadagnare finalmente qualcosa e invece, dopo soli due giorni in zona gialla sono tornati arancioni, con conseguenti chiusure e misure restrittive. Il titolare di un bar a Sanremo ha voluto sfidare le regole e tenere aperto dopo le 18. Molti coloro che si sono ritrovati davanti al locale sito in via Corradi, in pieno centro, hanno creato un piccolo assembramento. Poco dopo sono intervenute polizia e municipale. Alcuni residenti hanno sottolineato: "Se può servire per la sicurezza è bene, ma è difficile capire l'utilità di un provvedimento così restrittivo quando qui nonostante il festival non gira nessuno".

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