Cronache

Le pietre, poi il (finto) suicidio La nuova strategia dei migranti per fuggire

Lo straniero, un clandestino senza alcun diritto di ricevere asilo politico, sarebbe stato rintracciato proprio nelle scorse ore

Le pietre, poi il (finto) suicidio La nuova strategia dei migranti per fuggire

Si era reso protagonista, all'interno del centro di accoglienza straordinaria di Monastir, di una furiosa sassaiola contro gli agenti di polizia durante lo scorso venerdì 18 settembre: dopo aver messo in atto un finto tentativo di suicidio, lo straniero ha approfittato del ricovero in ospedale per allontanarsi e far perdere, almeno temporaneamente, le proprie tracce.

"Seguendo quello che nel nostro Paese è un ormai tristemente classico copione", spiega su AdnKronos il segretario generale di Es Polizia Cagliari Vincenzo Chianese, "il migrante ospite del Cas di Monastir che venerdì scorso era stato protagonista di una pericolosa sassaiola contro le forze di polizia, dopo aver inscenato ieri un tentativo di suicidio ed essere stato trasportato in ambulanza presso un ospedale di Cagliari, stamattina è riuscito nel suo intento che era, sin dall'inizio, abbandonare il Centro e vagare libero fuori da ogni controllo, nonostante provenga da un paese dove non ci sono guerre né carestie e, quindi, non potrebbe essere accolto come rifugiato né ricevere asilo politico".

Una situazione sempre più fuori controllo quella che si registra in Sardegna, con sbarchi a cadenza quotidiana che ininterrottamente si verificano sulle coste meridionali dell'Isola, senza che le istituzioni intervengano per porvi un freno. Cosa a cui fa seguito un pericoloso sovraffollamento del Cas di Monastir, all'interno del quale episodi di violenza da parte degli stranieri si susseguono senza sosta. Un segnale di debolezza e di impunità che umilia gli agenti impegnati nel mantenimento dell'ordine, i quali divengono spesso e volentieri bersaglio di violenze e aggressioni. Il messaggio, ne è certo il segretario, arriva forte e chiaro anche agli stranieri già presenti sul territoriuo nazionale e a quelli in procinto di partire verso le sponde della terra promessa. "L'Italia è il Paese dove conviene non rispettare la legge perché alla fine nessuno paga, anche se attacchi con violenza la Polizia e ciò che rappresenta, cioè lo Stato inteso come Istituzione e come comunità", spiega Chianese.

La situazione delineata dal segretario di Es Polizia di Cagliari è drammatica. "I risultati di questa 'notizia' non si sono fatti attendere. Immediatamente a Monastir sono iniziati i disordini e una decina di migranti si stavano allontanando dal centro, per cui è stato necessario che il Reparto mobile di Cagliari li fronteggiasse in assetto antisommossa, riuscendo a placare gli animi anche senza procedere ad una carica. Ma non sempre questo basta", ribadisce il segretario. "Il Cas non può continuare ad essere gestito così, restando in una struttura inadeguata perché prima o poi succederà qualcosa di irreparabile e non faremo sconti a nessuno".

Nelle scorse ore, sempre Chianese ha dato comunicazione della cattura del fuggitivo straniero, ancora ricercato: "Apprendiamo in questo momento che il migrante che venerdi scorso aveva fatto oggetto di una pericolosa sassaiola gli agenti del Reparto mobile di Cagliari è stato rintracciato", si legge nel comunicato. "Nel fare ancora una volta congratulazioni alle forze di polizia italiane auspichiamo che nei confronti di questa persona vengano finalmente adottati provvedimenti immediati ed efficaci perché, a nostro modo di vedere, ne va della credibilità dello Stato”.

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