Pittelli torna agli arresti domiciliari

L’ex parlamentare è stato tenuto per 15 mesi in una cella in attesa di un giudizio

Pittelli torna agli arresti domiciliari

Accolta la richiesta di scarcerazione e di cambio della pena in arresti domiciliari per l’avvocato ed ex parlamentare calabrese Giancarlo Pittelli, accusato di legami con la malavita.

A comunicare la notizia è il comitato promotore nato in difesa del legale, che tramite le colonne del quotidiano online Spraynews, esprime soddisfazione per la battaglia che a questo punto può definirsi vinta, considerando che l’obiettivo del movimento era proprio quello di farlo uscire dalla cella, dove è stato tenuto per 15 mesi in attesa del giudizio sul processo relativo al traffico dei rifiuti della cosca Piromalli, di cui ancora non si conosce l’esito.

Il parlamentare di Forza Italia, pur essendo tornato agli arresti domiciliari per pochi giorni, era stato riportato al carcere di Melfi, dove da parte sua non sono mancate minacce di farla finita e scioperi della fame.

Preoccupati della situazione precaria, pertanto, parte la mobilitazione da parte dei suoi ex compagni di scuola, spaventati per le sorti di un amico, pronto a perdere la vita dietro le sbarre. Nel giro di pochissimo tempo nasce addirittura un comitato presieduto da Enrico Seta, che anche su “Il Giornale” non rinuncia a sottolineare: “Finché non c’è una sentenza, almeno di primo grado, la persona ha diritto a veder intorno a sé un tessuto di relazioni integro. Perché la società è fatta di queste cose. Vogliamo che Pittelli sia in buona salute e non ne abbiamo più la certezza. Lui vuole essere incontrato dal pm che lo accusa. In questa vicenda ci sono troppe anomalie".

Un messaggio che in pochissime ore raccoglie il sostegno di politici, registi, come nel caso di Tinto Brass, personaggi dello spettacolo come Luca Barbareschi, che a seguito della notizia di scarcerazione commenta sui social: “Esiste ancora una sovranità popolare che condiziona se dio vuole la magistratura. La democrazia è fatta di rispetto della libertà e non speculazione di chi ha il potere per far fuori e distruggere un Paese”.

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