Scopre che il figlio è gay: in un raid pesta l'amante

Pugni e bastonate per dissuadere l'amante del figlio diciottenne a proseguire quella relazione gay

Scopre che il figlio è gay: in un raid pesta l'amante

Pugni e bastonate per dissuadere l'amante del figlio diciottenne, un extracomunitario, a proseguire quella relazione gay. Non fu un tentativo di rapina, ma un vero e proprio raid punitivo, l'aggressione a tre giovani avvenuta nella notte dello scorso 16 maggio in un'area di servizio di Benevello, in provincia di Cuneo. A scoprirlo sono stati i carabinieri, che hanno denunciato un noto professionista cuneese e l'amico complice per "concorso in lesioni personali aggravate, violenza privata, minacce e danneggiamento".

"È un episodio di gravità inaudita - ha commentato Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - un allarme che deve essere affrontato con urgenza dal Parlamento". I carabinieri della stazione di Cortemilia, un paesino di poco più di 2.400 abitanti, hanno scoperto la verità analizzando i filmati delle telecamere di sicurezza della zona dell'aggressione. Per giorni il paesino delle Langhe ha temuto le scorribande dell'ennesima banda di rapinatori. Invece dietro quella violenza si nascondeva quello che l'Arcigay bolla come "crimini d'odio".

Quella notte il diciottenne e il suo amante si erano dati appuntamento vicino a un distributore di benzina. Il padre del giovane, che aveva tentato di dissuadere in tutti i modi il figlio da quella relazione, ha deciso di dare una lezione all'extracomunitario. Non conoscendolo, prima ha malmenato un automobilista, che si trovava lì per caso, poi con il complice si è accanito nei confronti del marocchino e di un amico, finito in ospedale con una prognosi di tre mesi.

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