Scuola, intesa governo-Regioni: a scuola il 7 gennaio con 50% in presenza

Per evitare assembramenti sui mezzi pubblici, le scuole superiori arriveranno al 75% in modo graduale

Intesa raggiunta tra governo e Regioni per il ritorno a scuola in presenza. Secondo quanto appreso dall’agenzia di stampa Public Policy, la riunione si è da poco conclusa e si sarebbe raggiunta una intesa che prevede il ritorno a scuola al 50% nelle scuole superiori di primo e secondo grado.

Intesa raggiunta per il ritorno a scuola

L'intesa è stata raggiunta in conferenza unificata convocata dal ministro Francesco Boccia, alla quale hanno partecipato anche le ministre Lucia Azzolina, Luciana Lamorgese, Paola De Micheli, Regioni, Anci e Upi. Quello raggiunto, per le Province, che gestiscono 7.500 strutture scolastiche superiori, è un risultato importante. Come spiegato dal presidente dell'Upi, Unione delle province d’Italia, Michele de Pascale, l’obiettivo è di riuscire a riportare gli studenti in classe velocemente ma in modo graduale e sicuro. De Pascale ha ringraziato il governo per aver capito, e le Regioni e i comuni per aver sostenuto la loro richiesta.

. Soddisfazione per la ministra dell'Istruzione che sulla sua pagina Facebook ha scritto: "Felice per l'intesa siglata con Regioni, Province, Comuni. Studentesse e studenti delle scuole secondarie finalmente potranno tornare a scuola. Ce lo avevano chiesto. È giusto che possano farlo grazie all'impegno di tutte le istituzioni coinvolte".

L’intesa raggiunta prevede per il 7 gennaio il ritorno in presenza per gli alunni delle scuole superiori al 50%, e dopo le prime settimane la percentuale potrà salire al 75%, ovvero quando il Dpcm scadrà. De Pascale ha sottolineato: “Siamo tutti impegnati per restituire ai ragazzi, alle loro famiglie e al mondo della scuola, la normalità. Riaprendo con gradualità potremo garantire stabilità alle misure da prendere fino a quando, obiettivo su cui siamo tutti impegnati, potremo finalmente far tornare tutti i ragazzi in classe tutti i giorni". È stata confermata la corsia preferenziale per i tamponi rapidi sia ai docenti che agli studenti, mentre sarebbe scomparso il riferimento al prolungamento delle lezioni fino al 30 giugno.

Didattica al 50% per le superiori

Il premier ha spiegato che con le prefetture a livello provinciale c’è da giorni un tavolo dei ministri al fine di coordinarsi per trovare soluzioni flessibili per un ritorno a scuola il 7 gennaio. Durante una intervista a “Porta a Porta”, Conte ha detto di aver “raccomandato perché ci sia un'apertura differenziata scuola per scuola, paese per paese. Nel segno della flessibilità: è l'unica possibilità che abbiamo per evitare criticità che si concentrano anche sui trasporti”. Ha inoltre aggiunto che si deve ripartire con la didattica a distanza al 50% per quanto riguarda le scuole superiori di secondo grado, con il massimo della flessibilità.

Al termine della riunione con governo, Regioni, Province e Comuni sulle linee guida per garantire il corretto svolgimento dell’anno scolastico, il presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha tenuto a dire che l’intesa raggiunta “è un bene per tutti, senza distinzioni. Lavoriamo per assicurare le migliori condizioni possibili e per garantire sicurezza ai ragazzi e tranquillità alle loro famiglie”.

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Commenti

cgf

Mer, 23/12/2020 - 19:40

WOW era così difficile? In tanti altri Paesi lo hanno già fatto, un giorno si ed uno no, scambiando i giorni con altri alunni/studenti in modo che non si formino gruppetti separati e la classe rimanga coesa oppure troppo difficile anche questo?

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Mer, 23/12/2020 - 19:47

Raddoppiano i professori o i professori dovranno lavorare il doppio col 50 % ?