"In galera...", "Taci, stupido". Ciro, la madre e gli amici intercettati

I ragazzi intercettati in caserma: gesto delle manette agli amici. La mamma di Ciro sbotta col figlio: "Sei uno stupido e un deficiente, parlate di altro"

"In galera...", "Taci, stupido". Ciro, la madre e gli amici intercettati

Alla lunga serie di prove e testimonianze nell'ambito del caso Ciro Grillo si aggiungono anche le intercettazioni ambientali che risalgono al primo settembre 2019, ovvero la data della prima convocazione in caserma dopo il sequestro dei telefonini. I quattro ragazzi arrivano nella caserma di Genova Quarto, chi accompagnato dalla madre chi da uno zio. Le conversazioni nella sala d'attesa dai carabinieri rappresentano fonti di prova allegate al fascicolo che la procura di Tempio Pausania ha mandato in tribunale chiedendo il rinvio a giudizio per i quattro componenti del gruppetto. Il 25 giugno la gup Caterina Interlandi sarà chiamata a decidere se mandare o meno i giovani a processo, valutando pure il peso di quei dialoghi in caserma.

"Se vado in galera mi inca..."

Edoardo Capitta parla con la madre, che gli consiglia di non agitarsi e di mantenere la calma in quegli attimi. Ma il ragazzo teme per i possibili sviluppi della vicenda: "Io sono agitato perché non so come andrà a finire". I carabinieri scrivono nei loro brogliacci che Capitta fa notare inoltre "che lui non è normale e non sa come il suo fisico potrebbe reagire a una cosa del genere". Cosa intende dire? Lo spiega meglio nei passi successivi, immortalati sempre dalla telecamera: "È chiaro che se mi faccio un mese di galera poi esco incazzato come una bestia".

I carabinieri annotano anche l'arrivo di Ciro Grillo e Francesco Corsiglia che, un volta giunti in caserma, vengono accolti da Capitta che "li saluta facendo il gesto delle manette". E a quel punto la madre "gli dice di non fare lo stupido e di non ridere". Ma Edoardo è convinto dell'innocenza per i fatti avvenuti tra il 16 e il 17 luglio 2019: "Sappiamo com'è andata". La madre tuttavia vuole giustamente tenere il controllo e chiede nuovamente al figlio di moderare il proprio atteggiamento: "Comunque non fare lo stupido".

"Parliamo d'altro"

Grillo jr, stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, una volta entrato nella sala d'attesa avrebbe detto agli altri che "in questi giorni non dobbiamo né vederci né frequentarci anche se non abbiamo nulla da nascondere". Nel documento che riassume l'intercettazione si legge che la madre "suggerisce di parlare di altro", per esempio dell'università. Invece lo zio di Corsiglia inizia a "parlare della partita del Genoa mentre Ciro dice che andrà a nuotare e poi parlano di libri". Il giudice Caterina Interlandi prenderà in esame quel "parlare d'altro" suggerito dagli adulti, dietro cui si potrebbe nascondere il timore di essere registrati o di dire cose che potrebbero risultare accusatorie.

"Sei uno stupido, un deficiente"

Ciro Grillo però avrebbe poi ripreso a chiacchierare con i suoi amici, con conseguente rimprovero da parte della madre: "Sei veramente uno stupido, stai zitto". Anche lo zio di Corsiglio "dice a Ciro di dar retta a sua madre" e così il tenore della conversazione con i componenti della comitiva sembra cambiare. Poco dopo però arriva un altro richiamo della madre, "che gli dice di uscire dalla sala d'attesa". Nel riassunto dell'intercettazione ambientale viene rivelato che "a quel punto lo zio di Corsiglia sussurra qualcosa all'orecchio di Ciro mentre suo nipote dice che hanno tutta la vita per parlarne". Nonostante tutto, "Ciro ride e scherza" e dunque la madre lo rimprovera per l'ennesima volta: "Sei un deficiente, non ho parole... siete tre bambini e non capite...".

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