"Basta speculare", l'ira del papà di Seid sulla sinistra

Walter, padre di Seid Visin, ha ribadito che la missiva letta in chiesa era stata scritta tre anni fa e che non ci sono legami tra razzismo e suicidio: "Pronto ad una smentita pubblica, se necessario"

"Basta speculare", l'ira del papà di Seid sulla sinistra

Non ci sono motivazioni legate al razzismo dietro il suicidio di Seid Visin, ex calciatore delle giovanili del Milan e del Benevento che si è tolto la vita a soli 20 anni nella sua casa di Nocera Inferiore.

A smentire le voci di discriminazioni ai danni del ragazzo circolate subito dopo la diffusione della drammatica notizia è stato Walter, il padre del giovane, che in una intervista a Repubblica ha voluto fare chiarezza sulla sconvolgente vicenda affermando che il figlio "non è morto per il razzismo. Il motivo non è questo". Il genitore, un tempo dipendente di una fabbrica di materassi ed ex dirigente della Uiltec molto impegnato per la sicurezza sul lavoro, nonostante il dolore per la tragedia che ha colpito la sua famiglia, ha precisato che la missiva letta anche in chiesa "era una cosa vecchia, che risale a tre anni fa".

"Adesso, ovunque io vada, ovunque io sia, ovunque mi trovi sento sulle mie spalle, come un macigno, il peso degli sguardi scettici, prevenuti, schifati e impauriti delle persone. Qualche mese fa ero riuscito a trovare un lavoro che ho dovuto lasciare perché troppe persone, prevalentemente anziane, si rifiutavano di farsi servire da me e, come se non bastasse, come se non mi sentissi già a disagio, mi additavano anche la responsabilità del fatto che molti giovani italiani (bianchi) non trovassero lavoro", è uno dei passaggi della lettera che ha suscitato grande clamore. "Dopo questa esperienza- si legge ancora- dentro di me é cambiato qualcosa: come se nella mia testa si fossero creati degli automatismi inconsci e per mezzo dei quali apparivo in pubblico, nella società diverso da quel che sono realmente; come se mi vergognassi di essere nero, come se avessi paura di essere scambiato per un immigrato, come se dovessi dimostrare alle persone, che non mi conoscevano, che ero come loro, che ero italiano, che ero bianco…".

Questa del giovane la si potrebbe interpretare come una lucida riflessione su una situazione difficile ma, come ha sottolineato con forza ancora il padre, "era stato uno sfogo, Seid era esasperato dal clima che si respirava all'epoca in tutto il Paese. Ma nessun legame con il suo suicidio, basta speculazioni". Walter ha annunciato di essere pronto a fare "una smentita pubblica, se necessario" e ha ricordato che Seid "era molto amato e benvoluto, al suo funerale stamattina c'erano tanti ragazzi come lui e intere famiglie".

Lo stesso Walter ha sottolineato che "si è parlato anche troppo di questa lettera” ma ripete che il motivo del suo gesto “di sicuro non è questo". Il papà del 20enne vuole mettere una parola fine a polemiche e considerazioni fuori luogo e ha ribadito come sia "molto triste che io e mia moglie, nonostante il dolore che ci attanaglia, dobbiamo continuare a ripetere che Seid non se n'è andato via per questo e che non vogliamo speculazioni". Riguardo la motivazione che ha spinto il ragazzo a compiere un gesto simile Walter vuole essere molto cauto per non dare giudizi affrettati ma spiega che "ci sono tante cose di cui tener conto, in questi casi, ma sicuramente le discriminazioni non c'entrano. Non voglio parlare delle questioni che riguardavano mio figlio da vicino, delle sue sofferenze personali". "So che era un ragazzo straordinario, e tanto basta", ha aggiunto ancora il papà di Seid.