Sequestrati beni per quasi 3milioni di euro a titolari di mobilificio brindisino

Agli imprenditori sono stati altresì sequestrati 13 appartamenti e il saldo attivo dei rapporti di conto corrente da questi intrattenuti presso istituti bancari

I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Brindisi (coordinati dalla locale Procura della Repubblica) hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca di beni e denaro, nei confronti di due imprenditori. Si tratta di V.M. 65 anni e M.L.S. 45 anni, titolari di un mobilificio nel brindisino e già arrestati nel dicembre scorso per estorsione ed auto-riciclaggio. Attualmente sono indagati per dichiarazione dei redditi fraudolenta, occultamento delle scritture contabili obbligatorie e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il valore dei beni sequestrati ammonta a 2,8 milioni di euro. Dalle indagini di natura economico-finanziaria è emersa una ripetuta evasione delle imposte mediante un meccanismo oramai consolidato di occultamento dei ricavi effettivi. I riscontri investigativi hanno fatto luce su numerose cessioni di merce verso operatori commerciali situati in varie regioni del Sud Italia. Esse non venivano mai documentate o al contrario erano accompagnate da bolle sistematicamente distrutte dopo che la merce aveva raggiunto la destinazione senza aver subito controlli su strada.

Un ulteriore illecito consisteva nel frappore, nei rapporti commerciali con gli acquirenti, sedicenti trasportatori. Essi figuravano formalmente come imprenditori autonomi, ma di fatto erano inseriti nell'organico aziendale. A tal proposito si dissimulava sapientemente il reale rapporto di lavoro subordinato alle dipendenze dell'impresa verificata. La verifica fiscale ha riguardato le annualità di imposta comprese tra il 2012 e il 2018 e l'evasione è stata complessivamente quantificata in circa 5 milioni di euro di ricavi sottratti a tassazione ai fini IVA e Ires. Da altri approfondimenti è emersa un'insolvenza dell'Iva, relativa alle annualità 2018 e 2019, pari a circa 900mila euro. In esecuzione del provvedimento dell'Autorità Giudiziaria sono stati altresì sequestrati 13 appartamenti intestati ai due indagati e il saldo attivo dei rapporti di conto corrente da questi intrattenuti presso istituti bancari.

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Commenti
Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 02/08/2019 - 13:42

D'accordo hanno "evaso", ma che male hanno fatto? Lavoravano e creavano posti di lavoro. Ora il mancante gettito fiscale, in definitiva sarebbe servito solo per retribuire parassiti degli enti inutili, ANPI, Sindacati e quant'altro. Dunque urge la flat tax per regolarizzare gli imprenditori che non ci stanno dentro coi costi.