Sgominato un clan appartenente a "Cosa Nostra"

L'operazione è il frutto di un'attività di indagine posta in essere dai carabinieri e dalla guardia di finanza, 23 le misure cautelari emesse dalla procura di Catania alle quali è stata data esecuzione all'alba di oggi

Con un’operazione che ha coinvolto carabinieri e guardia di finanza è stato sgominato un clan appartenente alla famiglia mafiosa dei Mazzei, affiliata storicamente a Cosa Nostra e, operante su tutto il territorio di Catania. Su delega della procura del Capoluogo etneo, le forze dell’ordine questa mattina hanno dato esecuzione, tra le province di Catania e di Trapani, ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip nei confronti di 23 persone, di cui 10 in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 8 raggiunte da misure interdittive. Tutti, a vario titolo, sono indagati per i reati di associazione di tipo mafioso, associazione per delinquere, estorsione in concorso, intestazione fittizia di beni, impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita, falsità commessa dal privato in atto pubblico, emissione di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti, occultamento o distruzione di scritture contabili. I reati contestati sarebbero stati commessi con il metodo mafioso per agevolare il clan Mazzei.

Le indagini che hanno portato oggi all’esito dell’operazione, hanno avuto inizio nel settembre del 2016 attraverso il coordinamento tra le dichiarazioni rese dai collaboratori di giustizia e le attività di investigazione tecnica con intercettazioni, pedinamenti e controlli sul territorio. Dalle indagini svolte è emerso il collegamento tra gli indagati e la loro appartenenza alla famiglia mafiosa in questione.

Gestione di affari illeciti e controversie relative alla “direzione” del clan da parte di due esponenti di spicco al centro dell’attività di indagine dei militari. Uno degli esponenti che voleva affermare la propria egemonia all’interno dell’organizzazione criminale era Angelo Privitera, detto “Scirocco” . Da qui il nome “Operazione Scirocco” dell’attività compiuta dalle forze dell’ordine. La sede operativa in cui si incontravano i componenti dell’associazione criminale era l’esercizio commerciale Ideal Carne gestito dai fratelli Luciano e Pietro Lo Re. Assieme a loro, alle riunioni partecipavano altri esponenti di spicco come Carmelo Munzone, Carmelo Pantalena, Sergio Minnella, Claudio Loria. Lì, si discuteva in merito alla gestione degli affari illeciti derivanti dall’usura e dalle estorsioni.

Tra queste attività ad esempio, i militari hanno accertato quella in cui veniva reimpiegato il provento di attività illecite mediante l’intestazione fittizia della “World Games Srl”, la società avente sede a Catania e operante nel settore delle scommesse on line e nel noleggio e assemblaggio di apparecchiature elettroniche relative i giochi. In questo caso, Privitera e Pantalena, attribuivano falsamente ad Alessandro Lizzoli la titolarità delle quote della società, eludendo le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

Privitera avrebbe anche intascato la somma di 4.500 euro a seguito di un’attività di estorsione posta in essere per dirimere una controversia di carattere economico insorta fra due persone dedite alle truffe telematiche. Ma non solo, sempre lo stesso Privitera, con Munzone avevano instaurato rapporti con la criminalità organizzata campana e con un esponente mafioso di Mazara del Vallo, per gestire alcuni impianti e depositi di distribuzione di carburante coinvolti in attività di frode fiscale. Un’operazione, quella compiuta dalle forze dell’ordine, che ha consentito di infliggere un duro colpo ad un altro un sodalizio criminale di notevole entità nel il territorio catanese.

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