Chi c'è davvero dietro ai "no vax"

Dalla barista che nega il Covid all’infermiera terrorizzata dal vaccino, al virologo che va in tv fino al politico che siede in parlamento. Chi c’è dietro l’etichetta “no vax”

Chi c'è davvero dietro ai "no vax":

Sono al centro di scontri geopolitici. Monopolizzano i dibatti. Per i più sono l’unica via per un ritorno alla normalità. Poi c’è anche chi, dei vaccini anti Covid, non si fida. Vengono definiti genericamente no vax, ma dietro c’è un universo variegato e complesso. Che va dal complottista che nega l’esistenza del Covid all’avvocato che difende il diritto costituzionale di scegliere. Dal virologo che sciorina spiegazioni tecniche al deputato che fa dell’antivaccinismo una bandiera politica.

Differenze, ma anche costanti che ritornano. “L’identikit del no vax, - spiega a IlGiornale.it Alessandro Porro, docente di storia della medicina all'università Statale di Milano - non è granché cambiato nel tempo: spregiudicatezza nell’uso dei mezzi di informazione, utilizzo della satira (famosa l’incisione che rappresenta gli effetti della vaccinazione con la crescita di corna o di teste di bovino nel sito di inoculazione), sottolineatura degli eventi avversi letali, organizzazione in veri e propri gruppi di pressione e/o società no vax e diffusione di notizie destituite di fondamento scientifico”.

Ma oggi come allora, tra il dubbio legittimo e la psicosi priva di fondamento scientifico lo spettro è ampio. Una rete interconnessa che, sfruttando la disintermediazione dei social, diventa una bolla in cui la propaganda no vax si amplifica. “Le dinamiche del web - sottolinea a IlGiornale.it Elena Iorio, storico e project associate all'Istituto universitario europeo di Firenze, ha pubblicato assieme a Cristina Munno Vaccini e Paure - premiano le notizie non in base alla loro affidabilità, ma in base a indici di gradimento: la notizia più curiosa e particolare ha quindi più fortuna a prescindere dalla sua attendibilità. Poi gli algoritmi tendono a raggruppare le persone che hanno le stesse idee mostrando loro solo quello che l’algoritmo pensa che loro vogliano vedere. Questo porta a dividere le persone in gruppi chiusi che si autoalimentano dall’interno, rafforzando sempre più le proprie posizioni senza mai confrontarsi con altri gruppi. Quindi, può capitare che gruppi minori, poco attendibili, ma particolarmente attivi possano raggiungere una “capacità vocale” molto consistente nella cassa di risonanza dei social network ed essere capaci di conquistare il primo posto nelle ricerche online di chi ancora non ha una opinione e cerca informazioni, alimentando un circolo vizioso”.

E nel “circolo vizioso” entra di tutto. Come la barista di Chivasso, aperturista recidiva che ha fatto notizia per il record di 150 multe collezionate con la disobbedienza a mezzo Spriz. Nel video diventato virale sui social, non solo nega la pandemia e grida “I vaccini uccidono”, ma snocciola citazioni di Gandhi e articoli della Costituzione che metterebbero in dubbio la legittimità delle norme anti Covid. Un contrasto stridente che impedisce di liquidarlo come banale delirio da teorici del complotto. Insomma, la questione è troppo complessa per essere archiviata, applicando l’etichetta no vax.

Dell’universo resistente al vaccino fa parte l’infermiera che ha semplicemente paura degli effetti collaterali e trova la scappatoia legale per aggirare l’obbligo al vaccino. Ma c’è anche il gruppo Facebook di 17 mila operatori sanitari agguerriti al grido: “No all'obbligo di va@@ino per i sanitari, uniamoci e vinceremo”. Difensori del diritto alla libera scelta o teorici del “fantavirus” minacciano di boicottare le corsie o giurano battaglie legali.

E anche su questo versante non mancano team di avvocati pronti a perorarne la causa gratis. Come il Comitato per le libertà costituzionali che, sottolineando i dubbi di costituzionalità del decreto, mette a disposizione degli operatori sanitari contrari al vaccino una strategia difensiva doppia. Un’azione civile ad personam per fare ricorso unita a un’azione penale collettiva, che andrà dalla denuncia per “violenza privata” all’”attentato alla Costituzione”. Un supporto giuridico corredato dallo slogan: “Coraggio siamo con voi tutti insieme ce la faremo. Resistete, resistete, resistete!!!”, con tanto di tutorial per rispondere alle domande frequenti e account ad hoc per l’invio dei documenti.

ATTENZIONE COMUNICATO CORAGGIO SIAMO CON VOI , TUTTI INSIEME CE LA FAREMO

Pubblicato da ComiCost su Martedì 6 aprile 2021

Variegata è anche la platea di medici, fisici, virologi, uomini di scienza che corroborano con spiegazioni tecniche, spesso dispensate sui media o via social, la loro posizione dissidente. Che va dal vaccino scettico al no vax convinto. Di certo non etichettabile come contrario al vaccino è Giulio Tarro. Virologo, allievo di Sabin e volto noto per le comparsate televisive, spesso boicottato per le posizioni critiche. “In quanto medico che ha fatto il giuramento di Ippocrate - ribadisce a IlGiornale.it il primario emerito del Cutugno di Napoli - sono favorevole all’obbligo vaccinale per i sanitari e a una vaccinazione di massa, la cui efficacia è dimostrata dalla Gran Bretagna, dove con 40 milioni di vaccinati adesso si sta gradualmente uscendo dal lockdown. Ma ritengo importante sottolineare la pericolosità del vaccino a mRna. Uno studio condotto a Boston ha dimostrato che il vaccino a Rna messaggero può alterare il Dna cellulare, trascrivendo le sequenze virali integrate nel genoma cellulare. E lo stesso bugiardino di Pfizer e Moderna prevede come possibili effetti collaterali, oltre a reazioni allergiche o anafilattiche, lo sviluppo di malattie autoimmuni a lungo termine”.

Più netta a riguardo la posizione di Loretta Bolgan, consulente scientifico in ambito farmaceutico ed esperta di dossier di registrazione di farmaci. Oltre a mettere in dubbio i dati sull’efficacia dei vaccini a mRna, la ricercatrice padovana li definisce un’operazione dettata da interessi economici con rischi a lungo termine per la salute della popolazione usata come “cavia”. “Con i vaccini a materiale genetico, - spiega a IlGiornale.it - dove l’Rna è l’antigene vaccinale, come quello di Pfizer, il rischio è che i frammenti di virus disinnescati per innescare la produzione di anticorpi, entrino nella cellula e si riconvertano in Dna a doppia elica. E l’effetto collaterale a lungo termine potrebbero essere malattie degenerative, metaboliche oltre che patologie autoimmuni importanti come Sla, sclerosi multipla, epilessia, paralisi di Bell, Guillome, fino a interferire nella spermatogenesi causando la sterilità maschile”.

Altro nome che si ripete, scandagliando la community no vax promossa da siti di informazione allineati, è quello di Mariano Amici. Il medico di famiglia di Ardea al centro di una bufera mediatica che ha indignato il mondo no vax dopo la partecipazione a Non è l’Arena su La7. Numerose le convinzioni discutibili e dal dubbio fondamento scientifico. “Le mascherine sono inutili”, il “vaccino genico” è promosso da “una scienza la cui agenda è influenzata da conflitti di interesse”, “il virus Sars-Cov-2 non è mai stato isolato", "il vaccino fa venire la malattia in forma più grave" o "il tampone non serve assolutamente a nulla, perché non è affidabile, non è validato e non è diagnostico". Per culminare con il video del test rapido a un kiwi che spopola nel panorama del negazionismo. Prova incontrovertibile dell’inattendibilità del tampone antigienico. Ora il medico di base rischia la radiazione dall'albo.

Tra la miriade di gruppi e associazioni che gravitano nella bolla dell’antivaccinismo non manca il movimento che si autoproclama no vax. Ma anche qui le cose non sono per niente semplici. “Rappresentiamo - scrivono sul loro sito - centinaia di genitori che vogliono fare politica attiva sui loro territori e fare rete per consentire un graduale cambiamento che pone al centro della discussione politica la centralità della persona, della sua dignità di essere umano e della sua autodeterminazione in ambito politico, sociale, culturale e sanitario. Lottiamo con mille iniziative per l’abolizione dell’obbligo vaccinale che per noi rappresenta uno degli strumenti più subdoli per erodere i diritti umani e sociali”.

Un contenitore dove le convinzioni contro 5G e Ogm si mescolano a notizie di cronaca sanitaria che suscitano perplessità che è giusto sollevare e ai mantra classici della propaganda no vax. Il legame tra vaccini e autismo, fake news smontata vent’anni fa, l’assenza di una sperimentazione su sicurezza ed efficacia dei sieri anti Covid, i dubbi sul potere immunizzante o sulla validità dei test molecolari arrivando a diffondere teorie del complotto globale.

Dr.ssa Tenpenny: come il vaccino per il covid distruggerà il vostro sistema immunitario. E come con la scusa delle varianti saremo obbligati per sempre a vaccinarci.

Pubblicato da Movimento N.O. VAX su Venerdì 9 aprile 2021

Anche la politica non è immune da posizioni vaccino scettiche. A partire dal movimento 3V, ovvero "Vaccini vogliamo verità", il cui obiettivo dichiarato è ottenere “tutta la verità sui vaccini, sul Covid, sugli affidamenti, sulla corruzione, sulla proprietà della moneta, sull’inquinamento elettromagnetico e sul 5G”. A cui si aggiunge un elenco in 12 punti sulle criticità del vaccino anti Covid, in cui si va dal più blando “Non si conoscono tutti gli effetti collaterali” al categorico “Non si conoscono le reali statistiche sul Covid”. Alle elezioni regionali dell’Emilia Romagna nel gennaio 2020 il movimento ha ottenuto 11mila preferenze piazzandosi subito dopo il M5s, segno di un forte radicamento sul territorio.

Ma dai territori lo scetticismo vaccinale arriva dritto al parlamento. È il caso della fuoriuscita pentastellata Sara Cunial che fa proprie tutte le battaglie della propaganda no vax. Dallo stop all’obbligo vaccinale considerato incostituzionale alle considerazione del “vaccino Ogm” come “inutile e dannoso” e che “innesta geni e modifica il Dna”, a messe in dubbio dell’esistenza di “questa fantomatica pandemia”.

Cunial nel 2021 ha fondato un nuovo movimento insieme ad altri due ex grillini: Ivan Catalano e Davide Barillari, consigliere regionale del Lazio espulso dal M5s proprio per la sua controversa posizione sui vaccini. R2020 nasce “per unire tutti coloro che resistono, reagiscono e si reinventano”. Non si tratta di un partito strutturato ma di “accendere tanti piccoli fuochi di resistenza, in Italia come altrove” e mettere “in rete la ribellione, cosicché sia impossibile reprimerci tutti". Ma da “contenitore democratico aperto e inclusivo che riunisce tutti coloro che lottano per riaffermare i propri diritti di libertà e autodeterminazione” diventa, di fatto, strumento di call to action e megafono delle principali istanze della propaganda contro i vaccini anti Covid.

OBBLIGO VACCINALE – SCARICA LA DIFFIDA PER IL DATORE DI LAVORO E LA ASL DI COMPETENZA Qui trovate la Diffida...

Pubblicato da R2020 su Martedì 6 aprile 2021

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